F1 | Mercedes: perché la W15 è rimasta un passo indietro sullo sviluppo
Nonostante le quattro vittorie centrate nel 2024, Mercedes non può ritenersi soddisfatta di come è andata la sua stagione. Più elementi hanno fermato la Stella: non solo una W15 diva, ma anche i tanti problemi, soprattutto a inizio campionato, che hanno rallentato lo sviluppo rispetto agli avversari, dovendo così posticipare gli aggornamenti.
Se si tornasse indietro di dodici mesi, alla fine di una stagione dominata dalla Red Bull, l’obiettivo delle altre squadre era quello di crescere e provare a infastidire la scuderia di Milton Keynes nel 2024. Proprio per questo, probabilmente quattro vittorie avrebbero potuto rappresentare un bottino incoraggiante in questo percorso di crescita per Ferrari, Mercedes e McLaren.
Eppure, nonostante le quattro vittorie, una scuderia come Mercedes non può ritenersi soddisfatta del suo 2024, in particolare tenendo a mente il percorso fatto da McLaren e Ferrari, che hanno lottato per il titolo fino all’ultima gara.
La W15 ha infatti visto solo sprazzi di competitività, soprattutto verso metà stagione, mentre nel resto del campionato spesso non è riuscita a trovare quella costanza necessaria per lottare con i top team, a conferma dei limiti dati da una finestra di funzionamento ristretta. Di base, la W15 ha dimostrato di non essere una monoposto lenta nelle giuste condizioni, ma questo aspetto è stato anche il suo più grande difetto.
George Russell, Mercedes F1 W15, Carlos Sainz, Ferrari SF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20
Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images
Inoltre, lo sviluppo della macchina è stato altalenante quanto le prestazioni della vettura perché, come altre scuderie, anche la stessa Mercedes si è dovuta scontrare con aggiornamenti che non hanno dato le risposte sperate. Secondo la Stella, però, questo è un discorso più complesso, dovuto anche al fatto che, a inizio stagione, la W15 soffrisse di alcuni problemi che hanno rallentato il processo di crescita.
Se ai nastri di partenza del campionato Ferrari ha subito mostrato un’ottima solidità ponendosi come seconda forza fissa, seguita a ruota da una McLaren che sapeva di avere ancora tanto potenziale da esprimere, al contrario Mercedes è subito stata fermata dal suo grande nemico di questa era a effetto suolo, il bouncing. Se le caratteristiche del tracciato di Sakhir avevano permesso di nascondere alcuni problemi, in Arabia Saudita i rimbalzi hanno messo in crisi la macchina, in particolare nelle curve veloci.
A quel punto, per la Stella i problemi si sono sommati. Da una parte si doveva sconfiggere il fastidioso problema del bouncing, mentre vi era ancora da comprendere a fondo il comportamento dell’auto dato che, come Ferrari, anche Mercedes aveva cambiato alcuni aspetti del concept in inverno. Questo lavoro di comprensione ha richiesto più tempo di altre scuderie e, mentre quest’ultime hanno portato novità in GP ravvicinati, la Stella è arrivata in ritardo.
Il fondo portato ad Austin che, però, ha costretto Mercedes a fare i conti con il bouncing
Foto di: Giorgio Piola
"Credo che il fattore principale sia lo sviluppo. Spesso abbiamo introdotto i nostri pacchetti più grossi un paio di gare più tardi dei nostri avversari principali", ha spiegato Andrew Shovlin, una delle figure di riferimento della Mercedes. Ad esempio, le soluzioni che hanno permesso alla W15 di fare un netto passo in avanti sono arrivate solamente tra Monaco e Canada, con un’ala anteriore rivista che ha ridato carico all’avantreno e un nuovo fondo.
"Ma se li avessimo portati prima, sarebbero stati un pacchetti più piccoli. Il fatto è che, in media, nell'arco di una stagione, non siamo stati abbastanza veloci nel portare in pista gli aggiornamenti. Siamo stati competitivi in alcune gare, ma poi gli altri team hanno portato i loro pacchetti e sono tornati in vantaggio”.
"Questo è sicuramente l’aspetto principale. Credo che l'inizio della stagione non sia stato positivo. La vettura non era ben bilanciata e non funzionava su diversi circuiti” - ha aggiunto Shovlin, aggiungendo come certi limiti siano stati compresi e risolti solo con il primo grosso pacchetto arrivato tra Monaco e Canada -. "Abbiamo risolto questi problemi dopo circa le prime sette gare. Poi credo che per il resto dell'anno ci siamo limitati a un normale percorso di sviluppo".
Questo sarà sicuramente uno dei grandi limiti da evitare nel 2025. Avere una base solida di partenza sarà un aspetto chiave, soprattutto nell'ultimo anno di questo ciclo regolamentare: se la vettura a inizio stagione non si rivelerà competitiva come sperato, è possibile che i team si muovano prima sul progetto 2026, dedicando così minori risorse durante il campionato alla monoposto 2025.
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