F1 | Williams: i progressi più importanti sono quelli che non si vedono
Nel 2024 la Williams non ha raccolto quanto avrebbe potuto complici alcuni aspetti legati alla vettura e alle opportunità mancate in pista. Ma ciò non vuol dire che il team non stia compiendo progressi: James Vowles ha raccontato come le novità più importanti sono quelle lontane da ciò che si vede in pista, su strutture e personale.
James Vowles ha sempre descritto il suo percorso in Williams per risalire la classifica come un viaggio, consapevole che per riportare in alto la squadra di Grove c’è una vetta da scalare, ben più alta di quella che può sembrare esternamente.
In un 2024 che ha riservato poche soddisfazioni dal punto di vista dei risultati, soprattutto perché il team britannico è stato limitato dai ritardi accumulati in inverno e dai problemi di peso che hanno influenzato negativamente buona parte della stagione dello sviluppo. Inoltre, i tanti incidenti verificatosi durante il mondiale hanno messo alla prova tutto il team, mostrandone la caparbietà anche nei momenti critici.
Paradossalmente, in un anno difficile, la compattezza e la solidità della squadra sono forse state l’arma cruciale per arrivare fino al termine della stagione, soprattutto nel momento in cui i tanti incidenti hanno costretto a tante ore di lavoro extra per rimettere in sesto le vetture.
Carlos Sainz, Williams FW46
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Al di là di quanto si è verificato in pista, è stato proprio ciò che non si è visto il vero tesoro della Williams, così come i progressi che il team sta compiendo in fabbrica per mettersi allo stesso passo dei rivali, andando a superare tecnologie vecchie di vent’anni.
I passi in avanti sono dove non si vedono
Un pensiero condiviso anche dallo stesso James Vowles, che ha raccontato come “molti dei progressi e delle cose positive” accadute in Williams durante il 2024 siano state invisibili agli occhi del pubblico. Il Team Principal sta infatti proseguendo il processo di ristrutturazione della squadra dopo essersi unito al team all’inizio del 2023, cercando di piazzare tassello dopo tassello in un puzzle molto più complesso di quel che può sembrare.
Il lavoro sta proseguendo soprattutto su due fronti: da una parte acquistare nuove strutture, grazie sia agli investimenti approvati da Dorilton Capital che ai premi ottenuti nel 2023 con il settimo posto nella classifica costruttori, dall’altra portare nel team nuovi ingegneri di alto profilo o tecnici d’esperienza.
Pat Fry, Williams Chief Technical Officer
Foto di: Williams
Tra queste assunzioni, le punte di diamante sono il responsabile tecnico Pat Fry e il direttore del design Matt Harman, entrambi provenienti da Alpine, ma negli ultimi mesi hanno accettato la sfida proposta dal team di Grove anche Fabrice Moncade dalla Ferrari, che si occuperà della parte di analisi dei dati, e l'ingegnere capo Angelos Tsiaparas dalla Red Bull. Quest’ultimo si dedicherà allo sviluppo della FW48 per il regolamento tecnico 2026.
"L’aspetto principale è che molte delle cose veramente positive non si vedono", ha detto Vowles in una intervista rilasciata a Motorsport.com.
"Posso camminare per l'edificio e vedere ingegneri di alto livello che ora fanno parte della nostra squadra. Vedo un cambiamento in quello che stiamo facendo con le infrastrutture, la cultura, le persone, anche dal punto di vista commerciale: è un mondo diverso. Ho sempre detto che il viaggio è il 2023, il 2024, il 2025 e avanti: sono solo progressioni e i risultati in pista non rifletteranno necessariamente i grandi cambiamenti che stanno avvenendo dietro le quinte".
Alex Albon, Williams FW46
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Può sembrare banale, ma uno dei primi aspetti su cui Vowles ha lavorato è stato proprio quello di creare una nuova struttura per la gestione dei componenti, in modo che fosse più semplice organizzare il team e il lavoro del personale. Per quanto sia difficile da credere, prima del suo arrivo tutti i pezzi delle monoposto erano gestiti con un foglio Excel. Ma sono tante le aree su cui si è deciso di investire, anche perché i team di centro gruppo si stanno rinforzando e il rischio era quello di rimanere ulteriormente indietro.
Le occasioni non sfruttate hanno nascosto certi progressi
Tuttavia, non sempre ciò che avviene dietro le quinte si riflette subito in termini di risultati in pista, come dimostra Aston Martin, che negli ultimi anni ha investito per riorganizzarsi completamente sul fronte delle strutture e del personale, ma che non è ancora riuscita a sbloccarne totalmente il potenziale.
È chiaro che ci sia bisogno di tempo sia per ultimare i lavori che per mettere insieme tutti gli elementi per riuscire davvero a sfruttare ciò che si sta creando. Da questo punto di vista, Volwles crede che quelli che sono i risultati in pista al momento non riflettano davvero ciò che il team sta facendo dietro le quinte.
Franco Colapinto, Williams FW46
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
"Se penso che il nono posto rifletta pienamente i risultati raggiunti? No, ma ci sono stati degli ottimi progressi tecnologici e ci sono delle cose davvero fantastiche in arrivo per il futuro. È su questo che mi sono concentrato”.
"Se mi sento frustrato per il nono posto? Sì, assolutamente, perché mi piace ancora arrivare al weekend di gara e ottenere il massimo, e quest'anno non è stato così”, ha aggiunto il Team Principal, anche perché nell’anno appena concluso sono state diverse le occasioni non sfruttate. Probabilmente la classifica non sarebbe cambiata rispetto al nono posto finale, ma nel 2024 diverse occasioni di andare a punti sono sfumate nel corso stesso del weekend, come in Messico, in Olanda e in Brasile.
Inoltre, alcune evoluzioni richiedono un periodo di adattamento: “Siamo stati penalizzati da un numero significativo di abbandoni. Siamo stati danneggiati dai cambiamenti tecnologici che hanno prodotto una vettura che non rispettava i limiti di peso e non siamo stati in grado di mostrare al mondo quello che possiamo fare”, ha aggiunto Vowles.
Alex Albon, Williams FW46, esce dall'auto dopo l' incidente in qualifica
Foto di: Andrew Ferraro
In effetti, il peso extra ha nascosto il lavoro fatto per migliorare la maneggevolezza e la guidabilità della vettura, a cui poi si è aggiunto il fatto di essere sempre un passo indietro agli avversari sul piano degli aggiornamenti dovendo recuperare lo svantaggio iniziale. Nel 2024 la Williams ha raggiunto in dieci GP la Q3, ottenendo però solo sei piazzamenti a punti.
Questo è un po’ il senso delle opportunità mancate, in parte perché la FW46 si è dimostrata una vettura più efficace sul giro secco che sulla lunga distanza, in parte perché nemmeno al sabato è sempre stato massimizzato il potenziale, come ad Abu Dhabi o a Las Vegas. "Ricorderò che eravamo secondi nelle qualifiche in Brasile prima che Alex avesse un incidente. Eravamo lì nel potenziale Q3 a Las Vegas con Franco prima che facesse un incidente. Odio parlare sempre di incidenti, ma è la storia dell'anno”.
"Dobbiamo ricordarci che il ritmo c'è, ma non riusciamo a mantenerlo. E questo è un problema di squadra. Non ho mai dato la colpa a un singolo individuo. La squadra è fondamentalmente così: non riusciamo a mettere sempre tutto insieme. È necessario che l'affidabilità, il design, le prestazioni, i piloti, la strategia, il modo in cui tutto si combina, progrediscano al ritmo giusto", ha aggiunto Vowles.
“Ci sono gare strane in cui la gente si accorge che la Williams è in grado di entrare in Q3, ma noi non siamo stati in grado di farlo. Questo porterà sempre frustrazione, ma sarà sopraffatta dalle notizie positive che ci sono dietro le quinte. L'unico modo in cui il mondo se ne renderà conto è attraverso i progressi che si stanno compiendo nel 2025, 2026 e 2027". La speranza è ora quella di riuscire a concretizzare tutto ciò che il team sta facendo dietro le quinte, anche con un Carlos Sainz in più.
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