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Formula 1 GP d'Austria

F1 | Verstappen con Norris non ha perso il "killer-instinct"

Abbiamo rivisto il Max a vena chiusa che sembrava scomparso con la maturazione e tre titoli mondiali: l'olandese ha esagerato nel contenere l'attacco di Norris, riproponendo quei limiti caratteriali di inizio carriera. Lando non si aspettava un trattamento duro dall'amico. L'olandese parlerà a freddo con il pilota McLaren, ma non subito.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

La domanda era in sospeso da tempo, esattamente dalla fine del 2021. Nelle ultime due stagioni Max Verstappen ha avuto vita facile, vittorie a raffica con il braccio fuori dall’abitacolo grazie ad una superiorità tecnica che, abbinata al suo talento, lo ha posto in una posizione inattaccabile.

Da qualche gara, complice la crescita della McLaren, lo scenario è cambiato in modo importante quanto inatteso. Lando Norris ha iniziato a pizzicare la leadership di Verstappen, prima in qualifica poi in gara, mettendo pressione ad un avversario abituato da tempo a corse solitarie.

Lo scontro diretto era nell’aria e la domanda che si sono posti molti appassionati (ma anche diversi addetti ai lavori) è stata come avrebbe reagito Max. Vedremo nuovamente il pilota con il ‘killer-instinct’ del 2021 o i tre titoli mondiali conquistati negli ultimi tre anni hanno smussato quell’eccesso di aggressività visto in passato?

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Mark Sutton

La risposta è arrivata, chiarissima. Verstappen è cresciuto enormemente, nel metodo di lavoro, nei rapporti con la squadra ed anche nel modo di relazionarsi con media e colleghi, ma quando è sotto pressione c’è sempre il Max prima versione.

Negli ultimi anni era rimasto sopito, perché la pressione ha sempre girato al largo dal box della Red Bull, ma oggi a Spielberg è riapparsa sotto forma della McLaren di Lando Norris. Tutto sembrava andare come da copione: Verstappen parte perfettamente, e giro dopo giro arriva a costruirsi il suo solito margine di sicurezza. Al secondo pit-stop (giro 51) Max e Lando sono entrati insieme ai box per l’ultimo cambio gomme, con la Red Bull numero 1 entrata in pit-lane con sette secondi di vantaggio.

I meccanici della Red Bull hanno avuto un problema con la gomma posteriore sinistra, perdendo tempo prezioso, esattamente cinque secondi e mezzo. “È stato un disastro – ha commentato Verstappen – già la prima sosta non era stata buona, ma la seconda è andata decisamente peggio. Se regali sei secondi ti tocca ricominciare la corsa”.

Il pneumatico danneggiato di Lando Norris, McLaren MCL38

Il pneumatico danneggiato di Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

E la corsa è ricominciata davvero, con Norris galvanizzato non solo dal vedere la Red Bull nel mirino, ma anche per il ritmo che poteva tenere con l’ultimo set di medie (nuove) rispetto al set usato di Verstappen. A questo punto è salito in cattedra il Max a vena chiusa, che non conosce il confine tra una difesa aggressiva (legittima) e l’infrazione. Dopo due difese dure, ma ancora nei limiti, è arrivato il contatto.

Norris ha affondato la staccata in curva 3 guadagnando molti metri grazie alla traiettoria a suo favore (molto gommata) e al momento di girare è stato colpito dalla Red Bull. Gara finita per Lando, vittoria e podio compromessi per Max (foratura) che nel tratto che porta alla curva 4 ha provato un’ultima volta a spingere Norris sull’erba. “Sono deluso. Mi ha rovinato la gara – ha commentato un arrabbiatissimo Lando - ha distrutto anche la mia macchina, oltra al danno in termini di risultato c’è anche quello che andrà a gravare sulle casse della squadra”.

Sul talento di Verstappen si è detto tutto, dopo la performance nelle qualifiche di ieri il paddock gli ha tributato ogni tipo di omaggio ed è tutto meritato. Ma Max deve anche saper accettare che qualche volta si può cedere, dopo aver dato tutto, senza dover necessariamente andare oltre.

È un peccato che un talento così cristallino, un pilota in grado di fare la differenza come nessun’altro ha saputo fare negli ultimi trent’anni, si butti via in questo modo. C’è chi sostiene che non è possibile scindere le due cose, il Verstappen in grado di spremere la sua monoposto in modo mostruoso, dal pilota che non sa comprendere il limite da rispettare quando si tratta di difendere una posizione. Bisogna sperare che sia una supposizione errata.

“Parlerò con Lando ma non ora, non credo che sia il momento giusto – ha spiegato Verstappen – alla fine siamo piloti da corsa. Io e Lando abbiamo una piccola differenza di età, motivo per cui non abbiamo mai gareggiato l’uno contro l’altro nelle categorie inferiori. Ma andremo avanti”.

Un commento che si presta ad interpretazioni, come se Verstappen chiedesse a Norris ciò che molti dei suoi colleghi hanno imparato a fare, ovvero spostarsi. Lando non sembra dell’idea, ha fatto sapere che non cambierà il suo modo di correre. Se c’è qualcuno che lo deve fare, dopo quello che abbiamo visto oggi, è Verstappen.

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