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F1 | Stella: "MCL38 migliorata nel lento oltre le aspettative"

McLaren si è presentata a Miami con un grosso pacchetto. A inizio campionato la MCL38 soffriva soprattutto nei tratti lenti, mentre gli aggiornamenti sembrano contribuito a migliorarne le caratteristiche nelle zone a bassa percorrenza, più di quanto atteso dalla stessa McLaren perché, secondo Stella, le novità hanno dato maggior fiducia ai piloti.

Oscar Piastri, McLaren MCL38

Nonostante abbia vinto una sola gara su tre, McLaren è stata la sorpresa degli ultimi tre appuntamenti e, probabilmente, la vettura più versatile dell’ultimo trittico. Il pacchetto introdotto a Miami ha lasciato soddisfatti gli ingegneri della scuderia di Woking, soprattutto per i progressi mostrati nelle curve lente.

Le aree più problematiche della MCL38 di inizio campionato richiamavano infatti le difficoltà già viste con la sua progenitrice: oltre alle basse velocità di punta sugli allunghi, soprattutto su piste tendenti al basso carico, sia l’auto della scorsa stagione che la monoposto di quest’anno presentavano anche un fastidioso sottosterzo nelle curve molto lente dove vi era da fare affidamento sull’anteriore.

Ciò lo si era potuto apprezzare chiaramente sia a Melbourne che nei pochi punti lenti a Suzuka, mentre in Cina l’asfalto rimaneggiato ha portato a delle interessanti sorprese. Tuttavia, il vero punto di svolta si è visto negli Stati Uniti, quando è stato introdotto il pacchetto di novità tecniche che hanno dato nuova linfa vitale a un progetto che, come ammesso della stessa scuderia di Woking, non era partito nel suo stato definitivo in termini di sviluppo alla presentazione.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Erik Junius

Al termine del GP di Miami, Stella sottolineò che, per quanto in effetti gli aggiornamenti diedero i risultati che si aspettavano, i miglioramenti nel lento potessero essere dovuti al fatto che, per sopperire quelle mancanze riscontrate precedentemente, McLaren avesse impostato l’assetto per compensare in modo specifico quei tratti. Una scelta deliberata anche a costo di sacrificare i punti di forza nelle curve più rapide del primo settore, cercando però di trovare anche un equilibrio in termini di velocità di punta.

Tuttavia, le performance a Imola, dove è sembrata la vettura più completa ed efficace anche se non è arrivata la vittoria, e Monaco hanno confermato che i progressi non sembrano essere solamente frutto di scelte di assetto specifiche, bensì miglioramenti concreti grazie al nuovo pacchetto. “In termini di caratteristiche della vettura aggiornata rispetto all'anno scorso, ciò che vediamo e che ci aspettavamo è una maggiore deportanza in tutte le condizioni”, ha spiegato Andrea Stella, Team Principal McLaren.

“La vettura, rispetto a quanto ci aspettavamo, sembra comportarsi bene anche a bassa velocità, forse un po' più di quanto avevamo previsto in base ai nostri strumenti di sviluppo, il che è una buona notizia. Ma ovviamente si tratta di un aspetto che dobbiamo capire molto bene, in modo da avere le informazioni giuste per sviluppare ulteriormente questa direzione, perché sembra anche renderci competitivi nei circuiti che presentano curve a bassa velocità”.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Erik Junius

Ad esempio, a Monte Carlo la MCL38 non è stata riferimento nelle curve lente, perché quel compito è toccato alla Ferrari, ma ha comunque mostrato una buona competitività. Se Red Bull si è dimostrata la più rapida nelle curve a media-alta velocità, come Massenet, Casino e il Tabaccaio, denotando però più difficoltà nei tratti lenti a causa dell’impossibilità di attaccare i cordoli e dell’assorbire bene le asperità dell’asfalto, in casa Ferrari la priorità è stata quella di privilegiare un buon bilanciamento alle basse percorrenze. McLaren ha invece rappresentato un mix tra le due posizioni, una sorta di compromesso.

Per quanto Monaco rappresenti un tracciato molto particolare rispetto ad altre piste del calendario, ma già al sabato dopo le qualifiche, quanto conta davvero il tempo fermato sul cronometro, Stella aveva avuto elogi per il lavoro svolto: “Guardando i tempi dei settori sembra che ci stiamo comportando bene a bassa velocità. Questo perché sembra che la macchina che abbiamo portato a Miami si comporti bene a bassa velocità, quasi al di là delle nostre aspettative. Penso che abbiamo anche capito come usare quest'auto a bassa velocità, che sembra funzionare bene”, aveva spiegato Il Team Principal.

“Qui a Monaco il settore in cui abbiamo faticato di più è stato il primo, in cui la curva a velocità più bassa è la prima, la Santa Devota, quindi si tratta di un intertempo a media-alta velocità. Sembra quindi che il quadro della nostra competitività stia finalmente cambiando: i tratti a bassa velocità non appaiono più come una chiara debolezza. C'è ancora del lavoro da fare, ma credo che la notizia positiva sia che attraverso lo sviluppo sembra che siamo riusciti a modificare la situazione, quando prima avevamo chiare debolezze nei tratti lenti”.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Secondo Stella, alcuni dei miglioramenti inattesi e riscontrati con il nuovo pacchetto potrebbero non essere frutto diretto delle novità, bensì il risultato di una maggior fiducia da parte dei piloti nella vettura aggiornata. Questo feeling gli avrebbe permesso di spingere dove prima mancava fiducia, anche perché, in realtà, gli ingegneri McLaren hanno riscontrato miglioramenti non solo nelle curve lente, ma in più caratteristiche della macchina.

“Questo aspetto dei miglioramenti che potrebbero funzionare un po‘ meglio del previsto è un po’ ovunque. Non è un argomento specifico legato solo alle basse velocità. Per noi è ancora un punto aperto sul perché la macchina sembra essere abbastanza bene in quei tratti, ma non vogliamo saltare alle conclusioni troppo presto, perché è fondamentale trovare una risposta precisa", ha spiegato Stella. Non è la prima volta che un pilota riesce a sbloccare qualcosa in più perché sente maggior fiducia nella vettura, al di là delle prestazioni pure portate dal nuovo pacchetto. In fabbrica, oltre al lavoro al simulatore con i piloti, in parallelo vengono svolti anche dei test con l'Intelligenza Artificale, che può girare 24 ore su 24 senza ripercussioni. Tuttavia, l'IA non sente le medesime sensazioni dei piloti in pista, per cui alle volte vi possono essere delle differenze tra ciò che porta un pacchetto dal punto di vista puramente delle performance e ciò che porta in termini di fiducia a chi si siede dietro il volante.

Questo in parte spigherebbe perché i miglioramenti nei tratti lenti sarebbero andati anche le loro stesse aspettative. Infatti, il Team Principal ha tenuto a chiarire che non vi è un problema di correlazione tra fabbrica e pista, perché le novità, dal punto di vista puramente tecnico e di carico generato, hanno restituito i dati attesi. “Credo che dovremmo distinguere tra la correlazione e ciò che misuriamo in pista con i dati previsti. Da questo punto di vista, le cose vanno più o meno come previsto".

“Ma l'altro punto è: una volta apportati questi tipi di aggiornamenti alla vettura e migliorata l'efficienza aerodinamica, qual è il tempo sul giro che si guadagna? Se fai una simulazione e pensi di guadagnare X, sembra che tu abbia guadagnato X più un po' di tempo. Quindi, non è una questione di correlazione tra sviluppo in fabbrica e pista. Semplicemente in pista ci ha portato qualcosa in più rispetto a quanto abbiamo potuto simulare”.

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