F1 | Vasseur: "Newey? Non ne parlo, conta più la stabilità del team"
Il team principal francese in un incontro con i media italiani ha fatto il punto della situazione dopo la vittoria della Ferrari a Monte Carlo. Il transalpino non si pone obiettivi di stagione nella consapevolezza che la battaglia con Red Bull e McLaren sarà aperta ad ogni GP sul decimo di secondo. Elogia Leclerc come uomo squadra...
Pochi giorni dopo il weekend di Monaco, Frederic Vasseur ha fatto il punto su presente e futuro della Ferrari. L’obiettivo continua ad essere quello di spingere in tutti i settori dell’azienda, ogni area deve essere portata a dare il massimo, i risultati in pista arriveranno di conseguenza.
Vasseur appare oggi in una posizione molto solida, gli abbracci monegaschi con John Elkann sono un mandato con pieni poteri ed è ciò che serve per poter fare bene a Maranello. Fred descrive i due terzi di stagione che scatteranno a Montreal come una sfida sul decimo di secondo tra Ferrari, Red Bull e McLaren, ma non vuole parlare di obiettivi.
Rispondendo in merito alla situazione Newey arrivano parole che indicano una forte fiducia al gruppo tecnico, con o senza ‘Genius’. Il successo monegasco, secondo il team principal della Scuderia, rafforzerà Charles Leclerc, elogiato come uomo squadra capace di far gruppo anche nei momenti di difficoltà.
La vittoria di Charles a Monaco è sembrato il regalo perfetto per il tuo compleanno. Quanto credi sia realistico l’obiettivo del titolo mondiale Costruttori?
“Come regalo è stato perfetto e lo prendo come buono! In merito alla domanda sono convinto che sarebbe un errore pensare troppo al futuro a lungo termine, ci aspetta un campionato molto entusiasmante con tre squadre in lotta tra loro, il che vuol dire avere cinque o sei monoposto in grado di lottare per le pole position così come per i successi di tappa. Sappiamo anche che si può passare dalla prima alla sesta posizione molto rapidamente, quindi è importante restare concentrati sul prossimo obiettivo, ed in questo momento è il Gran Premio del Canada”.
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Su quali fronti la squadra potrebbe migliorare nelle prossime gare?
"Su tutti, se inizi a pensare di essere in ottima forma… sei morto. Significa che dobbiamo mantenere lo stesso approccio e migliorare continuamente, reparto per reparto, in ogni singola area, compresi i piloti, compreso il muretto dei box, compreso tutto, perché anche quando completi un buon lavoro, devi fare comunque un lavoro migliore la settimana successiva. Se inizi a convincerti che quello che stai facendo è sufficiente, è l'inizio della fine”.
Il Gran Premio di Monaco è stato il giorno più bello da quando hai iniziato a lavorare in Formula 1? Oppure hai un ricordo ancora migliore?
“Non voglio fare una classifica dei momenti belli e brutti, ma posso dire che anche la pole di Monza (del 2023) è stata molto emozionante. Per diverse ragioni, incluso il fatto che Charles nella sua gara di casa in passato aveva avuto diversi imprevisti, è stato bello vederlo vincere, per lui così come per tutta la squadra. Sicuramente quella di Monaco è stata una gara speciale, ma per me Monza 2023 è stata molto emozionante, la pole di Carlos mi ha fatto sentire qualcosa che non avevo mai provato da quando sono vestito di rosso”.
Charles Leclerc in testa al gruppo nel GP di Monaco
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Domenica, dopo il successo di Charles, hai sottolineato che nella squadra, rispetto alla scorsa stagione, c'è stato un cambio di mentalità, ora il focus è sulla gara piuttosto che sulle qualifiche. Puoi approfondire questo argomento?
“È assolutamente vero, non cambio la mia opinione. Credo che in parte questo cambiamento sia dovuto alla scorsa stagione, alla fine del 2023 è stato chiaro che il delta di prestazioni tra noi e la Red Bull era molto minore in qualifica rispetto al passo gara. Indubbiamente la pole position è molto importante su piste come Budapest, Monaco e Singapore rispetto ad altri circuiti, ma il deficit di prestazione che lo scorso anno abbiamo avuto in gara ci è costato molti punti".
"Oggi siamo molto più concentrati sulla preparazione della gara, è un aspetto che si vede anche dal programma del fine settimana, che include un long-run già nella prima sessione di prove libere. Sappiamo che questo approccio va un po' a scapito della preparazione delle qualifiche, ma non è un cambio di mentalità, quanto un effetto legato a quanto emerso lo scorso anno”.
Pensi che il successo di Monaco possa diventare un punto di svolta nella stagione? Abbiamo visto grandi festeggiamenti dopo il successo di Leclerc, credi che sia una vittoria che in qualche modo contribuirà a dare più stabilità e più concentrazione per il resto della stagione?
“In merito alla concentrazione credo che per la squadra non cambi molto, tutti stanno facendo un buon lavoro e siamo completamente concentrati. Sappiamo cosa vogliamo ottenere, così come conosciamo il percorso che dobbiamo completare per raggiungere questo obiettivo. Allo stesso tempo credo che la vittoria di Monaco possa aiutare Charles ad aumentare la fiducia in sé stesso, perché aspettava il successo nella gara di casa da diversi anni. In più ha trascorso molto tempo senza vincere, e tornare al successo aiuta sempre l’autostima".
"Non so dire se potrebbe essere o meno una svolta, ma credo che sarà un bel passo avanti. Detto questo, non dobbiamo cambiare approccio perché abbiamo ottenuto buoni risultati a Melbourne e a Monaco. C’è un piano, stiamo sviluppando la macchina e sappiamo cosa dobbiamo migliorare passo dopo passo, e questo approccio va mantenuto. Aver ottenuto un buon risultato a Monaco, o meno buono in altri weekend, non cambia i piani, la stabilità è molto importante”.
Carlos Sainz, Scuderia Ferrari
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Carlos sta vivendo un periodo particolare. Vede che la monoposto sta migliorando ma difficilmente può essere contento considerando che a fine stagione dovrà lasciare la squadra. Come vedi il suo stato d’animo?
“Credo che l’approccio di Carlos sia lo stesso che aveva quando, a febbraio, abbiamo presentato la macchina. È un professionista, e la sua prima reazione è stata: ‘Ok Fred, è una decisione difficile, ma spingiamo fino all'ultima curva dell'ultimo giro della stagione’. È un grande professionista, totalmente impegnato sul lavoro, e sono convinto che il suo contributo sarà lo stesso fino al termine del 2024. Sono davvero soddisfatto di Carlos”.
Se nel 2025 avrete a disposizione una monoposto competitiva credi che ci saranno delle difficoltà nel correre per il Campionato Piloti con Charles e Lewis che rischieranno di togliersi punti a vicenda?
“Non la vedo così, credo ci sia sempre una sorta di emulazione reciproca all'interno della squadra e sono convinto che si ottengono più punti con due piloti piuttosto che con… uno e mezzo. Parte del nostro risultato di oggi deriva anche dal fatto che abbiamo una buona emulazione tra Carlos e Charles, si spingono a vicenda. Non appena uno dei due accusa un piccolo calo di rendimento ecco che l'altro si piazza davanti, ed è così dall'inizio dell'anno scorso. È un approccio che fa davvero parte della prestazione e sono sempre convinto di volere due piloti forti, questo è il mio punto di vista”.
Adrian Newey arriverà a Maranello?
Foto di: Alexander Trienitz
Stai parlando con Adrian Newey? In caso affermativo, siete in attesa di una risposta?
“Su questo argomento non voglio fare alcun commento perché ogni risposta potrebbe essere interpretata. La cosa più importante è la stabilità della squadra, come ho detto prima, penso che stiamo facendo un buon lavoro nella giusta direzione. La cosa più importante per me è la stabilità del gruppo, lo è molto più dei singoli individui e aggiungo che sono davvero soddisfatto della situazione attuale”.
Charles, lo conosci molto bene. Cosa ti piace di più di lui e in quali aree pensi che possa ancora migliorare?
“Per quanto riguarda Charles, non si tratta solo di essere uno dei migliori piloti, di essere veloce e di riuscire a conquistare pole position e vittorie. Ciò che ritengo essere molto importante per la squadra è poter contare su un pilota molto coerente nell'approccio, in grado di supportare il gruppo quando va tutto bene, ma anche quando le cose non vanno nel migliore dei modi".
"L’anno scorso abbiamo attraversato momenti difficili, ma i piloti sono stati sempre al fianco della squadra, credo che questa sia una caratteristica importante per un pilota. Sappiamo che durante la stagione ci sono sempre alti e bassi, non avremo sempre dei weekend come Monaco, e quando ci sono dei momenti di difficoltà serve poter contare su un approccio positivo e su qualcuno che lavori per la squadra, e credo che Charles stia facendo un ottimo lavoro su questo aspetto”.
Frederic Vasseur, Team Principal della Ferrari
Foto di: Ferrari
Pensi che il weekend di gara di Barcellona sarà un test importante per poter capire il livello di prestazione che hanno Red Bull, McLaren e Ferrari a questo punto della stagione?
“Barcellona è un buon mix di diversi range di velocità, una pista molto impegnativa, ma dopo aver disputato otto weekend di gara credo che abbiamo una buona visione sui diversi layout di circuiti e sulle diverse mescole. Abbiamo una chiara gerarchia e non credo che Barcellona cambierà radicalmente i valori in campo, un quadro che per me è abbastanza chiaro”.
Guardando al futuro, cosa ne pensi del regolamento 2026 che arriverà a giugno?
“La principale novità del nuovo regolamento sarà la power unit. Stiamo cercando di adattare il telaio alle caratteristiche del motore, e da parte mia, spero che non si vada troppo lontano in questo processo…voglio essere diplomaticamente corretto…”.
Torniamo alla competitività della vettura di questa stagione. Avete ottenuto due vittorie, Melbourne e Monaco, credi che siano stati successi legati anche alle caratteristiche delle due piste o ritieni che questa monoposto da qui in avanti possa lottare per la vittoria su ogni tipologia di circuito?
“Se dai un'occhiata agli ultimi tre eventi, Miami, Imola, Monaco, siamo passati attraverso layout differenti e tipologie di asfalto differenti, ma alla fine ci siamo confermati tutti racchiusi in un decimo di secondo. Non posso dire che a Monaco abbiamo dominato, ma se guardi al quadro generale McLaren, Red Bull e noi, siamo sempre in un decimo, questo al variare di tipologia di pista, mescole e asfalto. Montreal è un circuito molto veloce e probabilmente vedremo qualcosa di diverso, ci sono molti cordoli e una velocità massima elevata, ma direi che abbiamo un buon feeling prima del Canada”.
Charles Leclerc festeggia con John Elkann, Carlos Sainz, e Frederic Vasseur il successo nel GP di Monaco
Foto di: Erik Junius
Che tipo di riscontri hai avuto da John Elkann a Monaco?
"Credo che lo abbiano visto tutti. Il Presidente era sotto il podio ed era più che felice. L’ho visto molto entusiasta della situazione ed è un feedback molto positivo per noi”.
Sei soddisfatto delle prime due gare di Bryan Bozzi nel ruolo di ingegnere di pista di Charles?
“Sì, ha portato a termine due weekend molto buoni e senza errori, è stato anche molto diretto con Charles durante la gara di Monaco, una corsa non facile da gestire perché tutti i piloti chiedevano di poter spingere e noi cercavamo di rallentarli per ragioni strategiche. La comunicazione tra il muretto box e Charles è stata molto chiara e diretta, veloce e senza errori. La collaborazione con Charles tecnicamente è buona, ma i due si conoscevano da anni. Direi che finora il lavoro è stato perfetto”.
Cosa vorresti ottenere entro la fine della stagione?
“In termini di obiettivi direi che è tutto chiaro. Per quanto mi riguarda è più una questione di approccio che di fissare un obiettivo, per me il target è migliorare in ogni singola area di competitività. Voglio avere una squadra migliore in ogni settore, nella strategia, nei pit stop, nel lavoro in pista, nello sviluppo, in ogni singola area dobbiamo spingere un po' di più i limiti e posso dire che la mentalità è questa. Poi i risultati arriveranno di conseguenza, non sono parole di circostanza, è davvero mia mentalità e sono convinto che sia la mentalità di tutti in azienda. I risultati arriveranno”.
Ferrari SF-24: comparazione fra due vittorie
Foto di: Giorgio Piola
L'anno scorso la squadra portava in pista aggiornamenti più o meno ogni 2 gare, quest'anno l’impressione è che abbiate cambiato approccio, puntando su pacchetti più corposo. È così?
“No, non proprio. Con il tetto massimo dei costi che impone il regolamento finanziario è necessario trovare un equilibrio, di fatto portiamo aggiornamenti quando abbiamo qualcosa di significativo da portare. Bisogna tenere a mente che c’è una sorta di convergenza di prestazioni e di conseguenza il tasso di sviluppo è molto più basso rispetto a due anni fa. Questo vuol dire che ogni volta che una squadra porta un upgrade, e penso che sia così anche per noi, il guadagno è minore rispetto a due anni fa. Vuol dire anche che sta assumendo sempre più importanza il guadagno che si può trovare sul setup, un aspetto che non va sottovalutato".
"Ha più senso portare le novità in due o tre gare, poi dipende anche dalla sequenza che impone il calendario. Quando affrontiamo tre Gran Premi senza una settimana di sosta è difficile realizzare lo stock di pezzi di ricambio che serve, poi bisogna considerare anche i weekend sprint, non è sempre facile mettere a punto la macchina con una sola sessione di prove libere. Questo per dire che non si tratta solo dello sviluppo e della produzione dei pezzi, bisogna considerare tanti aspetti, inclusa la tipologia della pista su cui si portano gli aggiornamenti. Debuttare con un upgrade a Monaco è abbastanza rischioso, così come lo è nel weekend sprint”.
Mercoledì avete riunito a Maranello tutti i dipendenti per festeggiare la vittoria di Monaco. Che messaggio hai lanciato?
“Tutti in azienda hanno un ruolo e non si tratta solo del capo dell’aerodinamica o altri ruoli di responsabilità. Ogni singolo membro del team è un elemento di differenziazione delle prestazioni, ho detto a tutti che sono responsabili dei risultati quando non sono eccezionali, ma lo sono anche quando vinciamo. Devono considerare ogni successo come il risultato del loro lavoro”.
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