F1 | Red Bull: il Canguro salta sui cordoli, sospensioni estreme?
La squadra di Milton Keynes, perso la superiorità tecnica di inizio stagione, cerca di rimediare ai problemi della RB20 che va in crisi sui cordoli. La Racing Bulls con le soluzioni della RB19 non soffre i problemi che hanno Verstappen e Perez: le sospensioni non lavorano sullo sconnesso perché troppo al servizio dell'aerodinamica?
In Red Bull c’è allarme: la squadra campione del mondo ha perso due delle ultime tre gare e anche a Imola, dove ha vinto, Max Verstappen ha fatto più fatica del solito. La McLaren si è imposta a Miami e la Ferrari a Monte Carlo: due tracciati cittadini caratterizzati da cordoli, dossi e barriere vicine alla pista.
Max Verstappen, dopo le qualifiche di Monaco, ha confessato che la RB20 si è rivelata una monoposto difficile da guidare: all’olandese era preclusa la possibilità di aggredire i cordoli come facevano gli avversari per cui, senza il vantaggio che la Red Bull aveva l’anno precedente, sono emersi palesi alcuni difetti della vettura di Adrian Newey.
I tecnici diretti da Pierre Waché hanno dovuto fare i conti con un assetto troppo rigido per Il Principato per spegnere le asperità del terreno, ma una volta fatte delle scelte di setup più morbide, la situazione non è andata migliorando, anzi. E anche al variare dell’altezza minima da terra non cambiava troppo il comportamento della RB20 in palese difficoltà.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Max Verstappen ha dato fondo alle sue doti di campione e ha piazzato la sua Red Bull al sesto posto (non rinunciando a dare un “bacio” ai guard rail dopo St.Devote), mentre Sergio Perez non è andato oltre un deludente 18esimo posto, restando avviluppato in Q1. E per entrambi la monoposto era un… canguro!
Cosa sta succedendo alla Red Bull, mentre Ferrari e McLaren si avvicinano? Una risposta ha cercato di darla Christian Horner con lucida freddezza…
"La Racing Bulls utilizza le nostre sospensioni dell'anno scorso e non sembra avere gli stessi problemi nostri – ha spiegato Christian - dobbiamo capire, quindi, se c’è qualcosa di sbagliato in quello che abbiamo modificato”.
Il team principal Red Bull, però, vuole allargare l’analisi, cercando delle risposte anche nel recente passato, dando la sensazione che il problema alla sospensione non sia emerso all'improvviso in questa stagione.
"L'avevamo vissuto anche a Singapore l'anno scorso, per cui c’è stato un altro episodio. E diventa sempre più chiaro che c’è un’area su cui dobbiamo lavorare”.
E, allora, diventa interessante cercare di capire quale sarà l’orientamento del team di Milton Keynes…
Sospensioni estreme per l'aerodinamica
La Red Bull con l’introduzione delle monoposto a effetto suolo nel 2022 ha puntato sulla sospensione anteriore a schema pull rod, preferendo per il retrotreno una soluzione push rod. Due sistemi in antitesi con quanto si era visto di recente in precedenza. Adrian Newey ha puntato su due nuovi concetti che poi progressivamente è andato a sviluppare, non tanto alla ricerca di miglioramenti nel comportamento meccanico della vettura, quanto per estremizzare gli aspetti puramente aerodinamici.
Non si può escludere, almeno sulla carta, che per raggiungere dei risultati aerodinamici sulla RB20 si siano estremizzati aspetti che hanno reso difficile la guida della vettura. Finora i vantaggi che le scelte aerodinamiche, anche estreme, hanno dato sono stati molto superiori agli eventuali problemi. Ma ora che la Red Bull sembra aver perso quella superiorità tecnica che aveva palesato a inizio campionato, lo scenario è destinato a cambiare. Verstappen e Perez non si possono più permettere di girare intorno ai cordoli come si concedevano in passato su certi circuiti e il rimbalzo della RB20 sulle sconnessioni rende la guida molto più acrobatica e meno precisa.
Red Bull ecco l'evoluzione della chiglia dalla RB18 alla RB20
Foto di: Giorgio Piola
La sospensione anteriore è rimasta sostanzialmente quella della RB19 se non che è stato aumentato l’effetto antidive con il braccio del triangolo superiore che è ancorato al bordo estremo superiore della scocca e quello posteriore, invece, è molto più inclinato in basso. Se si osserva la monoposto nella vista di fronte si vede in modo chiaro come ogni elemento della sospensione “lavori” per separare i diversi flussi d’aria.
Non solo ma anche la parte frontale della scocca è stata affinata anno dopo anno con un parte inferiore a chiglia utile a ridurre la resistenza all’avanzamento con una riduzione della sezione (freccia rossa).
Anche il passo è leggermente più lungo
Dettaglio della sospensione anteriore Red Bull RB20: i bracci sono inclinati in avanti per aumentare il passo
Foto di: Filip Cleeren
Per riuscire a cogliere questi risultati aerodinamici alcuni elementi interni della sospensione e dello sterzo sono stati modificati e spostati di conseguenza. A completare il quadro è giusto ricordare che è stato leggermente modificato anche il passo della vettura con la maggiore inclinazione dei bracci verso l’avanti. Si tratta di tanti, piccoli aggiornamenti che rendono difficile la comprensione del problema che puntualmente emerge sui circuiti più sconnessi, non solo cittadini. Verstappen era invidiato da tutti per la capacità di portare molta velocità in curva senza troppe correzioni di traiettoria sul volante, dimostrando una guida fluida e aggressiva.
A Monaco abbiamo visto in difficoltà anche il tre volte campione olandese. Cosa succederà in Canada? È vero che la riasfaltatura del manto stradale dovrebbe aver tolto molte sconnessioni, ma è altrettanto vero che per far i tempi bisognerà aggredire i cordoli delle chicane. Perché a Montreal c’è sempre il “wall of champions”, il muretto dei campioni…
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