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F1 | Servirà il BoP per bilanciare e-fuel e biofuel sulle PU 26?

Stefano Domenicali nell'intervista rilasciata in esclusiva a Motorsport.com ha parlato anche di carburanti ecologici che dal 2026 renderanno la F1 Net Zero. Il manager ex ferrarista non ha parlato di monofornitore, ma ha lasciato aperta una porta allo sviluppo per brevettare nuove tecnologie. I costruttori e i rispettivi partner petroliferi stanno spingendo in due direzioni: e-fuel e biofuel. Sono carburanti che avranno caratteristiche molto diverse: sarà necessario trovare un bilanciamento delle prestazioni?

Haas F1 Team car with fuel in

Si parla di motori 2026 in uno scenario che è già definito da un regolamento scritto e approvato. Nonostante questo ci sono molte voci dissonanti, segno che la visione sul futuro non è ancora così chiara e ci possono essere importanti punti di frizione.

Uno degli argomenti che possono spaccare il tavolo sono i carburanti ecologici. Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1, nella straordinaria intervista rilasciata al nostro Roberto Chinchero, ha dato le linee guida che tutti condividono, anche se sotto sotto ci sono argomenti divisi in materia di benzine.

“Se ne parla poco, ma è un tema che stiamo cercando di regolamentare per evitare che diventi uno scontro tra titani. Avremmo potuto fare un altro tipo di scelta, ovvero, se abbiamo una mono fornitura di pneumatici perché non introdurre anche un solo forniture di carburante? Abbiamo deciso di lasciare campo aperto per non bloccare relazioni tecnologiche che da moltissimi anni legano squadre e motoristi a compagnie del settore”.

“Abbiamo introdotto la mono fornitura in F.2 e F.3 perché si sposa con la filosofia delle categorie, ma la Formula 1 è l’apice del motorsport, una palestra tecnologica nella quale ci deve essere anche questa tipologia di ricerca, una sfida utile e propedeutica per le grandi sfide della mobilità”.

Mohammed ben Sulayem, presidente FIA, con Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1

Mohammed ben Sulayem, presidente FIA, con Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Domenicali è consapevole che sotto traccia possa nascondersi un elemento di discussione perché il regolamento F1 lascia aperta la porta sia all’e-fuel che al biofuel:
“Il nostro compito sarà definire una finestra di sviluppo all’interno della quale potranno operare i produttori di carburanti, non possiamo lasciare campo totalmente libero altrimenti correremmo il rischio di squilibrare i valori in campo. Ma, ripeto, questa sarà una partita importante, le compagnie stanno capendo che potenzialmente il programma Formula 1 può dare loro la possibilità di brevettare nuove tecnologie”.

Il manager di Imola l’argomento spinoso l’ha toccato con delicatezza, consapevole che potrebbe diventare divisivo. I Costruttori impegnati in F1 hanno accordi di sponsorizzazione e tecnici con i petrolieri, per cui il Circus ha molta cura nell’evitare di espellere dal mondo dei GP partner molto importanti sia dal punto di vista finanziario che prestazionale.

La FIA nel regolamento attuale ha provveduto a omologare benzine e lubrificanti, vietandone lo sviluppo e la ricerca per raffreddarne i costi. L’effetto è che i diversi carburanti hanno raggiunto valori prestazionali simili, per cui l’argomento non scatena discussioni, né polemiche come in passato, proprio come si parla meno di motori se non per problemi di affidabilità e non di potenza.

Lando Norris, McLaren MCL60

Lando Norris, McLaren MCL60

Photo by: Erik Junius

Con l’obiettivo Net Zero la partita è destinata a riaprirsi, non fosse altro che ci sono Costruttori orientati allo sviluppo di e-fuel e altri al biofuel per i legami con i rispettivi petrolieri che stanno investendo in una direzione piuttosto che l’altra. Stando alle indiscrezioni Petronas punterebbe sul biofuel, mentre Aramco sta facendo investimenti enormi sull’e-fuel, trascinandosi dietro Exxon Mobil, mentre Shell sarebbe ancora in una fase decisionale.

Non deve stupire, quindi, se nella fase di studio delle power unit di F1 2026 i motoristi stiano portando avanti studi paralleli con le diverse soluzioni perché i due carburanti hanno proprietà chimiche e rendimenti non paragonabili. Cosa vuol dire tutto questo? Che per arrivare a una sintesi fra le due benzine si dovrà arrivare a una sorta di Balance of Performance anche in F1.

Il timore è meno peregrino di quanto si possa pensare: il mondo dei GP finora si è tenuto lontano da questo rischio che ha colpito il Mondiale Endurance e in generale tutti i campionati GT e Turismo, ma nell’ottica di raggiungere un bilanciamento fra i due carburanti sarà necessario parlare e discutere perché non si parlerà più di kg di benzina da stivare nel serbatoio, ma di energia disponibile…

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