F1 | Russell mantiene il podio: perché la protesta Red Bull è stata respinta
La protesta della Red Bull nei confronti di Russell, accusato di non aver rallentato a sufficienza in una zona in cui era stata esposta una bandiera gialla, è stata respinta. I commissari hanno valutato che l'inglese avesse alzato il piede dall'acceleratore e che, pur non avendo ridotto la velocità in termini assoluti, ciò fosse sufficiente.
A pochi giri dal termine del Gran Premio di Miami, un messaggio radio dal box Red Bull a Max Verstappen aveva lasciato intendere che, al termine della gara, sarebbe stato necessario attendere ancora qualche ora per avere una classifica definitiva della tappa statunitense.
La richiesta del muretto di rimanere entro i cinque secondi di distacco dalla Mercedes di George Russell era un chiaro segnale che in Red Bull fosse stato notato qualcosa di insolito nella condotta di gara del pilota britannico, tanto da ritenere che potessero esserci gli estremi per una eventuale penalità, dalla quale Verstappen avrebbe potuto trarre beneficio salendo sul podio in caso di sanzione.
Supposizioni che, nel dopogara, si sono trasformate in una protesta ufficiale da parte del team di Milton Keynes, secondo cui Russell non avrebbe rallentato a sufficienza in regime di bandiera gialla nel corso del 32° giro. Un episodio che era stato notato anche dallo stesso Verstappen, sempre molto lucido nel leggere questi episodi, e che aveva prontamente segnalato al muretto per effettuare una verifica.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Tuttavia, la FIA ha respinto il reclamo presentato dalla Red Bull, permettendo così al britannico della Stella di mantenere il podio, mentre l’olandese ha concluso al quarto posto, chiudendo un weekend dai sentimenti contrastanti per la scuderia anglo-austriaca.
Su cosa si basava il reclamo Red Bull
Red Bull ha presentato un reclamo ufficiale sostenendo che Russell non avesse rallentato in misura sufficiente da mostrare una reale “riduzione di velocità”, come invece richiesto dal regolamento. Proprio la definizione di cosa si intenda esattamente per "riduzione di velocità" è stata al centro sia della decisione del team di presentare la protesta, sia della valutazione finale da parte dei commissari sportivi.
"Secondo noi, George Russell ha violato il regolamento così come è scritto: per questo abbiamo presentato il reclamo. Più di ogni altra cosa, cerchiamo chiarezza. Il regolamento parla di una 'riduzione della velocità', non menziona il sollevare il piede dall’acceleratore o il tempo in rilascio: parla solo di ridurre la velocità. Max l’ha notato subito, proprio da ciò che ha visto in macchina", ha dichiarato il Team Principal Christian Horner dopo la gara.
George Russell, Mercedes, Carlos Sainz, Williams
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Il regolamento sportivo della F1, all'articolo 26.1 a), afferma che: "Qualsiasi pilota che transiti in un settore con bandiera gialla deve ridurre la velocità ed essere pronto a cambiare direzione. Affinché i commissari ritengano che il pilota abbia rispettato queste disposizioni, ci si aspetta che abbia frenato prima e/o che abbia ridotto visibilmente la velocità nel settore interessato".
La protesta della Red Bull si fondava su una lettura letterale del regolamento, che effettivamente richiede una riduzione di velocità da parte del pilota che transita in una zona dove sono esposte le bandiere gialle, seppur in questo caso si trattasse di una singola bandiera.
Durante l’udienza, i due rappresentanti della Red Bull, Stephen Knowles (responsabile sportivo) e Gianpiero Lambiase (ingegnere di pista di Verstappen e capo delle operazioni in pista), hanno sostenuto che Russell avesse attraversato la zona interessata a una velocità superiore rispetto a quella con cui vi era entrato, violando dunque il regolamento.
George Russell, Mercedes
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Dal canto suo, la Mercedes, rappresentata dal direttore sportivo Ron Meadows e dallo stesso Russell, ha ribattuto che la prassi comunemente accettata tra i team e la FIA considera sufficiente un rilascio significativo del pedale dell’acceleratore. Inoltre, la squadra ha evidenziato che il rilascio dell’acceleratore da parte di Russell, il quale via radio aveva subito affermato di aver visto la bandiera e di aver rallentato di conseguenza, fosse "più marcato rispetto a quello osservato su altre vetture".
Analizzando i dati telemetrici, risulta evidente come il pilota della Mercedes abbia effettivamente alzato il piede nel tratto in questione, parzializzando l’acceleratore, ma senza staccarlo del tutto. Ciò ha portato comunque a una progressione della velocità, ma con un ritmo meno sostenuto. Al contrario, Verstappen ha completamente sollevato il piede dall’acceleratore, mostrando una vistosa riduzione della velocità nella zona interessata dalla bandiera gialla.
Perché il reclamo è stato respinto
Il reclamo della Red Bull è stato respinto in quanto privo di fondamento: i commissari hanno ritenuto che Russell avesse effettivamente ridotto la velocità, alzando il piede dall’acceleratore per circa il 25% della sua corsa, provocando una conseguente riduzione della coppia motrice del 30%. La sua velocità in quel tratto, infatti, è risultata inferiore rispetto a quella registrata in altri giri di gara “normali”.
Confronto telemetrico tra i giri di Russell che evidenzia come l'inglese abbia alzato il piede nel tratto incriminato
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Uno degli elementi chiave nella decisione dei commissari è stata l’interpretazione del concetto di "riduzione di velocità". Gli steward hanno sottolineato che l’articolo 26.1 non specifica se la riduzione debba avvenire in termini assoluti (cioè una diminuzione netta dei km/h rispetto all’inizio del settore), oppure in termini relativi (cioè andare più piano rispetto al normale ritmo di gara in quella zona).
I commissari hanno concluso che l’interpretazione relativa fosse sufficiente per chiudere il caso: “I commissari stabiliscono che il requisito dell’Articolo 26.1 a) relativo alla riduzione della velocità in una zona con bandiera gialla possa riferirsi solo a una riduzione rispetto alla normale velocità di gara, poiché la riduzione della velocità assoluta, a seconda del punto del tracciato in cui viene esposta la bandiera gialla, può rappresentare sia una conformità che una non conformità al regolamento".
“Invece, una riduzione della velocità relativa indica sempre che il pilota ha riconosciuto e rispettato la bandiera gialla. Ad esempio, in una zona di frenata la velocità assoluta può essere ridotta senza necessariamente rispettare il regolamento”.
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