F1 | Ferrari: la querelle tra i piloti mette in secondo piano il problema reale
Altro weekend difficile per la Ferrari a Miami, con i due piloti protagonisti di una querelle in pista che ha messo in ombra il problema reale, ovvero la mancanza di competitività della SF-25. La prossima tripletta europea sarà decisiva per le sorti di questo Mondiale per il Cavallino Rampante.
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, Carlos Sainz, Williams
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
La regia internazionale che produce le immagini televisive ha dedicato ampio spazio alla querelle tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton. La gara non aveva molto da dire nelle altre posizioni, così tra immagini e team radio il tema proposto nella seconda metà della corsa è stato il confronto diretto tra i due ferraristi. Forse per la Scuderia è stato un bene, al termine della gara l’argomento ha tenuto banco finendo per mettere in secondo piano quello il problema reale con cui deve fare i conti la Ferrari.
Dopo la corsa Frederic Vasseur ha spiegato il ritardo con cui è stato dato il via libera a Hamilton, partito con una strategia differente rispetto a Leclerc. Lewis ha effettuato il suo pitstop (passando da hard a medie) al giro 28, Charles (strategia opposta) al ventinovesimo. Hamilton è tornato in pista a quattro secondi dal compagno di squadra, e dopo essersi liberato di Sainz, è arrivato nella scia del compagno di squadra al giro 32. Lewis, con una mescola più tenera, in questa fase aveva più ritmo, ma per sei tornate è rimasto bloccato dietro la monoposto di Leclerc. Per cinque giri la Ferrari ha esitato, poi al giro 38 è arrivato l’ordine di scambiare le posizioni, ma il vantaggio del set di medie (con il quale Lewis avrebbe voluto dare la caccia ad Antonelli) era ormai esaurito.
Frederic Vasseur, Ferrari
Foto di: James Sutton / Motorsport Images
“Ci è voluto un giro e mezzo o giù di lì (per prendere la decisione dello scambio di posizioni) – ha commentato Vasseur – avevamo in pista due macchine su una strategia differente ed abbiamo dovuto capire se la velocità in più che in quel momento aveva Lewis fosse legata al DRS o ad un reale passo più performante. Ora possiamo dire che sarebbe stato meglio farlo subito (lo scambio di posizioni) ma, ripeto, non sapevamo se fosse l'effetto del DRS o meno. Alla fine abbiamo preso una decisione difficile perché non è mai scontato chiedere a due piloti come Charles o Lewis di scambiarsi le posizioni, ma hanno obbedito”. Hamilton ha poi dovuto restituire la settima piazza a Leclerc a sette giri prima della bandiera a scacchi, ma ormai la caccia alla Mercedes di Antonelli non era più realisticamente possibile neanche per Charles.
Vasseur parla di un giro e mezzo in cui gli strateghi della Scuderia hanno dovuto valutare la situazione, ma in realtà ci è voluto parecchio di più per arrivare al primo scambio di posizioni. Un ritardo che ha innervosito Hamilton, ma dopo la gara il team principal della Ferrari ha confermato che nel team non c’era alcuna tensione. “Ho appena parlato con Lewis, è di buon umore, loquace come non lo è mai stato in tutto l'anno. Ha detto che in gara si è divertito molto”. Vista la posta in palio è possibile che gli eccessi di nervosismo siano svaniti una volta tolto il casco.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Le discussioni tra i due piloti si possono appianare con un buon briefing post-gara, ma il problema maggiore emerso nei 57 giri di Miami è che sia Leclerc che Hamilton più che lottare tra loro hanno dovuto farlo con la monoposto. Ed in questo caso nessun briefing è in grado (almeno in tempi brevi) di trovare soluzioni. Settimo Charles (a 57 secondi dal vincitore Piastri) ottavo Hamilton (ad un minuto). Ma lasciando da parte la McLaren, che hanno fatto gara a parte, Leclerc sotto la bandiera a scacchi ha rimediato venti secondi dalla Mercedes di Russell e quasi dieci dalla Williams di Albon. Ora, in una scala di priorità la discussione tra i piloti è davvero poca cosa.
La disfatta della Ferrari è iniziata sabato, con una sessione di qualifica in cui sia Leclerc che Hamilton non sono stati in grado di sfruttare le gomme nuove a disposizione. Scattare dall’ottava e dalla dodicesima posizione vuol dire condannarsi ad una gara da comprimari, nessuno oggi (a parte la McLaren) può pensare di recuperare in gara partendo da posizioni di
sulla griglia così penalizzanti. È vero che Leclerc ha ottenuto il quarto giro più veloce della corsa, con un crono equivalente a quello di Verstappen e ad un decimo da Russell, un dato che Frederic Vasseur ha prontamente evidenziato. Ma è altrettanto evidente che oggi un buon passo gara non permette nulla se la posizione di partenza non è all’altezza degli avversari diretti. “Il ritmo di gara oggi era probabilmente in linea con quello di Red Bull e Mercedes – ha commentato Vasseur - la McLaren era su un altro pianeta, ma non abbiamo mai detto di poter lottare con loro. Ma probabilmente avremmo potuto farlo con Max e le due Mercedes”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: James Sutton / Motorsport Images
Probabilmente la SF-25 vale più di quanto visto a Miami, qualcosa sabato pomeriggio non ha funzionato come previsto, ma gli imprevisti hanno un peso specifico importante in un momento cruciale nella stagione della Ferrari. Nessuna squadra ne parla apertamente, ma dopo la prossima ‘tripletta’ di gare (Imola, Monaco e Barcellona) sarà già tempo di un primo bilancio che determinerà la distribuzione delle risorse nella seconda parte dell’anno, ovvero se varrà ancora la pena dedicare sviluppi ai progetti attuali o se, viceversa, converrà dirottare tutte le energie a disposizione sulla monoposto 2026. Di questo passo la Ferrari rischia di trovarsi davanti ad una sola scelta.
Ad Imola e Monaco arriveranno dei piccoli aggiornamenti, poi ci sarà il crocevia Barcellona, dove entreranno in vigore le nuove norme sulla flessibilità delle ali anteriori. “L’obiettivo della squadra nelle prossime due gare sarà mettere insieme tutto e ottenere il meglio dalla vettura”, ha concluso Vasseur. C’è ancora la convinzione che nel progetto SF-25 ci sia del potenziale bloccato, ma il tempo per sbloccarlo è sempre meno, ed il rischio che questa monoposto si avvii a concludere il suo ciclo di vita da incompiuta inizia ad essere concreto.
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