F1 | Red Bull come Mercedes: aggiunti due elementi per espandere il diffusore
Red Bull segue la scia Mercedes e introduce nuovi elementi nella zona esterna del diffusore per guidare i flussi in uscita e migliorare l’efficienza del retrotreno. L’aggiornamento, comparso nei test di Sakhir, include anche un elemento verticale vicino alla struttura d’impatto posteriore, ripensato rispetto al primo test.
Diffusore Red Bull
Foto di: AG Photo
Il regolamento 2026 sta offrendo ai team un terreno fertile per sperimentare e lasciar correre la fantasia, dando vita, com’è naturale nei primi mesi di un nuovo ciclo tecnico, a soluzioni anche profondamente diverse tra loro. È il fascino di un quadro normativo che, almeno sul fronte del telaio e dell’aerodinamica, concede ai progettisti margine per innovare con interpretazioni originali, in particolare nell’area del diffusore.
Nella giornata di ieri abbiamo visto come la Ferrari si sia presentata con un’aletta inedita posizionata dietro lo scarico, pensata per sfruttare il flusso dei gas caldi provenienti dal motore termico. Una soluzione particolare, soprattutto perché va a lavorare all’interno di un volume ben definito dal regolamento. Ma è nell’area dell’estrattore che molti team hanno davvero lasciato correre la fantasia, introducendo estensioni e interpretazioni diverse per aumentarne la portata e massimizzarne l’efficienza.
Con un regolamento che ha ridotto il volume delle ali posteriori per contenere il drag, diventa fondamentale far lavorare al meglio l’intera zona del diffusore, soprattutto nella fase di uscita. La soluzione vista sulla SF‑26 è, ad oggi, la più estrema nella parte centrale, mentre altre squadre, come Red Bull e Mercedes, hanno scelto di intervenire anche nelle zone più esterne, aggiungendo piccole appendici per guidare i flussi in uscita dall'estrattore con una soluzione che amplia la struttura "tradizionale".
Diffusore Red Bull
Foto di: AG Photo
Sulla W17 queste soluzioni si erano già intraviste nei giorni scorsi, mentre sulla Red Bull sono comparse con il nuovo pacchetto introdotto all’inizio di questa seconda sessione di test a Sakhir. Un aggiornamento che ha portato anche a pance riviste nella zona inferiore per aumentare l’undercut, un’area su cui la squadra di Milton Keynes aveva volutamente lasciato margine, realisticamente prima per avere dei riferimenti sulle temperature.
Nella zona posteriore della RB22 sono emerse diverse novità pensate proprio per “estendere” il lavoro del diffusore. La più evidente è l’aggiunta di piccole appendici in carbonio, quelle evidenziate in giallo nella foto, collocate nella parte esterna dell’estrattore, un’area estremamente sensibile in cui si cerca di “ripulire” la scia per ottenere la massima efficienza aerodinamica.
Tuttavia, non è l’unica novità. Sulla scia di altre squadre, anche Red Bull è intervenuta nell’area adiacente alla struttura di impatto posteriore, aggiungendo piccole alette con il compito di guidare i flussi nella zona terminale della vettura. Qualcosa di simile sulla RB22 si era già intravisto la scorsa settimana, ma si trattava di una soluzione parziale che si estendeva solo fino al supporto dell’ala posteriore. Per il secondo test in Bahrain, invece, l’intero elemento è stato ripensato (in rosso nell'immagine).
Diffusore Red Bull
Foto di: AG Photo
Invece di presentarsi come un’estensione “naturale” del diffusore, come visto su altre vetture, ora l’elemento adottato da Red Bull assume una posizione leggermente diversa e, soprattutto, si sviluppa in altezza fino a raggiungere il limite imposto dalla struttura di impatto posteriore. Una scelta che cambia la logica stessa dell’intervento, rendendolo più incisivo nella gestione dei flussi che risalgono dalla parte bassa della vettura.
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