F1 | Ocon, gara compromessa da un pit "fantasma": il team non era pronto
Non è stata una giornata che ha regalato grandi soddisfazioni in casa Alpine. Gasly è stato costretto al ritiro per un problema alla PU, mentre la gara di Ocon è stata compromessa per un pit stop mai eseguito, nonostante il team gli avesse detto di rientrare. Oakes ha confermato che c'è stato un errore da parte del team.
Il GP di Las Vegas ha riservato tanti temi, soprattutto per quanto riguarda la battaglia al vertice, con una doppietta Mercedes, il mondiale di Max Verstappen e la sfida interna in casa Ferrari. Tuttavia, ci sono anche altri episodi che hanno caratterizzato la gara statunitense, importanti anche in ottica sesto posto nel mondiale costruttori, dove Alpine, Haas e Racing Bulls si stanno giocando circa venti milioni come premi derivanti dalla posizione in classifica.
L’Alpine arrivava a Las Vegas in testa a questo gruppetto grazie al doppio podio centrato in Brasile, e con la consapevolezza di avere tra le mani una vettura che è cresciuta grazie all’ultimo pacchetto di novità tecniche. Aspettative che erano cresciuti anche grazie al terzo posto centrato da Pierre Gasly in qualifica grazie a un assetto molto scarico che, quantomeno sul giro secco, aveva dato gli effetti sperati.
Tuttavia, in gara quelle stesse speranze sono naufragate già al termine della prima parte di gara. Da una parte, lo stesso Gasly è stato costretto al ritiro dopo la prima sosta a causa di un problema tecnico che, in un primo momento, gli aveva solo fatto perdere potenza, per poi spingerlo a rientrare definitivamente ai box. Questo, però, non è l’unico episodio che ha spento le ambizioni della scuderia francese, perché un mancato pit stop con Esteban Ocon al termine del primo stint ha di fatto compromesso la corsa del pilota transalpino.
Esteban Ocon, Alpine A524
Foto di: Alpine
Dopo una decina di tornate, Ocon era ancora in undicesima posizione, la stessa da cui era scattato allo spegnimento dei semafori, ma si trovava nel mix alle spalle di un folto gruppetto di piloti, tra cui anche Nico Hulkenberg, che aveva preso come riferimento. Nel tentativo di dare una svolta alla corsa e provare qualcosa di differente sul piano strategico rispetto al pilota della Haas, che in quel momento era in una fase in cui stava tentando di superare la fase di graining sulle gomme anteriori, Alpine aveva suggerito a Ocon di fare la scelta opposta a quella di Hulkenberg.
Nel caso il tedesco fosse rientrato al termine dell’undicesimo giro, allora Ocon sarebbe rimasto in pista nel tentativo di allungare il primo stint e creare un “tyre delta” per gli stint successivi con la mescola più dura, cosa che tendenzialmente si fa in questi casi per sbaragliare le carte sul fronte tattico. Al contrario, nel caso Hulkenberg fosse rimasto in pista, allora sarebbe stato il francese a rientrare per montare una gomma nuova e tentare un undercut.
Una chiamata che in realtà è arrivata piuttosto tardi, mentre stava percorrendo il rettilineo della Strip, ma che Ocon ha seguito alla lettera rientrando ai box mentre Hulkenberg era rimasto fuori con l’obiettivo di diversificare la strategia dai rivali nella speranza di provare la singola sosta, cosa che in realtà poi non si è verificata. Tuttavia, quando il pilota transalpino è rientrato in pit lane non ha trovato i meccanici ad attenderlo sulla piazzola per il pit stop, con Ocon che a quel punto ha semplicemente proseguito di fatto scontando un drive through non voluto.
“Era una situazione difficile, cercavamo di fare l’opposto di Hulkenberg. Alla fine abbiamo fatto un drive-through a vuoto perché non abbiamo cambiato le gomme e ha compromesso la nostra gara. Penso che fossimo sicuramente in grado di lottare per i punti senza quel problema”, ha raccontato Ocon alla fine della corsa.
Ocon si è fermato nel giro successvo, scivolando però in fondo al gruppo
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
“Noi non abbiamo massimizzato, gli altri sì. Sappiamo quanto saremo tutti vicini fino alla fine dell'anno e dobbiamo fare un lavoro migliore nelle prossime gare per avere una possibilità di raggiungere gli altri in classifica”.
Qualcosa del genere è accaduto anche Sainz nel momento del suo secondo pit stop, ma in Ferrari sono comunque riusciti ad intervenire all’ultimo secondo possibile dicendo allo spagnolo di rimanere fuori, cosa che non si è invece verificata per Ocon. Il francese si è poi fermato una seconda volta nella tornata seguente per effettuare il cambio gomme, ma a quel punto la gara era ormai già compromessa, essendo scivolato in penultima posizione. A quel punto Alpine ha provato a far funzionare la strategia dell’unica sosta nella speranza di poter ribaltare un po’ le carte, ma chiaramente ciò non è stato possibile perché, come altre monoposto, anche la A524 si è dovuta confrontare con il graining.
L’anno scorso proprio la gestione del graining fu una delle chiavi che permise a Ocon di centrare il quarto posto in gara, ma chiaramente quest’oggi non è stato possibile nel momento in cui tutti si sono spostati verso le due soste e Alpine ha provato a convertire la tattica di gara.
Parlando del mancato pit stop di Ocon, Oliver Oakes ha confermato che c’è stato un errore da parte del team: “Sì, è stato un errore della squadra. Ma dobbiamo entrare nei dettagli per capire”. Il francese non ha commesso errori, perché ha seguito alla lettera le indicazioni del team, ma non avendo i meccanici pronti sulla piazzola, di fatto il mancato pit stop è costato tempo inutilmente: “Sì, non è mai solo una cosa, ma è grossomodo andata così”. Il Team Principal dell’Alpine non si è sbilanciato su quali siano stati i motivi per cui i meccanici non fossero pronti, ma è possibile che l’indicazione dagli strateghi sia arrivata tardi o che vi sia stato un problema nella preparazione delle gomme dietro le quinte.
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