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F1 | McLaren, la MCL40 convince, ma: "E' stato come costruire un aereo in volo"

Andrea Stella, team principal della McLaren, fa il punto sulla MCL40 dopo lo Shakedown a porte chiuse che la Formula 1 ha fatto a Barcellona. La progettazione è stata spinta al limite, ma è in linea con le aspettative e le simulazioni.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: McLaren

Nella terra di mezzo che collega lo Shakedown di Barcellona andato in scena a porte chiuse al Circuit de Barcelona-Catalunya e il primo test ufficiale che si terrà a Sakhir tra l'11 e il 13 febbraio, McLaren ha fatto il punto sul suo inizio di stagione e sull'esordio in pista della MCL40.

Andrea Stella, team principal della squadra che ha base a Woking, ha fatto un sunto del lavoro svolto dai suoi uomini al Montmelò, dando - sempre rimanendo con i piedi ben saldi a terra - qualche indicazione su correlazione tra pista e simulatore della MCL40, ma anche sulla soddisfazione legata alle promesse che la monoposto potrebbe mantenere nel corso della stagione

"A Barcellona siamo riusciti a raccogliere una grande quantità di dati e a iniziare a capire come si comporta realmente in pista la nuova generazione di monoposto, e non più solo nei simulatori. Naturalmente ci sarebbe piaciuto completare più giri, ma anche le difficoltà che ci hanno rallentato nei primi due giorni sono state importanti per aiutarci a comprendere meglio come far funzionare la vettura".

"Eravamo ben consapevoli che, spingendo la fase di progettazione al limite, saremmo arrivati a questo shakedown con una preparazione molto serrata, ma grazie al lavoro svolto in pista e a Woking siamo riusciti a recuperare quasi tutto il tempo perso: è stato un po’ come costruire un aereo mentre è già in volo, ma ce l’abbiamo fatta".

"Ciò che abbiamo visto in pista è stato in linea con le aspettative e, soprattutto, con le simulazioni. Sappiamo che la MCL40 è un buon punto di partenza, ma ora dobbiamo lavorare duramente per svilupparla e, attraverso la conoscenza della vettura, migliorare le prestazioni complessive del pacchetto, sia nell’immediato sia per definire ulteriormente le linee di sviluppo durante la stagione".

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Formula 1

McLaren, così come tutti gli altri i team, sa di avere margine di miglioramento su diversi fronti. Il primo di questi è la gestione della power unit e delle operazioni che il pilota può fare nell'attuazione di alcuni sistemi, come l'energia nel corso del giro e della sua ricarica, oltre alla nuove modalità aerodinamiche che si dividono principalmente tra quella dedicata ai rettilinei (a basso carico aerodinamico) e quella dedicata alle curve, dove il carico è molto più alto.

"Una delle aree in cui c’è un grande margine di miglioramento sia lo sfruttamento della nuova power unit e di tutte le opzioni a disposizione del pilota. C’è inoltre un grande potenziale da estrarre nella gestione della configurazione aerodinamica variabile, riferendosi all’alternanza tra Corner Mode e Straight Mode".

Anche quest'anno la McLaren dovrebbe vedersela con i soliti avversari delle ultime stagioni, dunque Ferrari, Red Bull e Mercedes. Proprio quest'ultima sembra a oggi avere un margine sugli altri. Secondo Stella, però, i rapporti di forza tra l'inizio e la fine della stagione potrebbero cambiare anche in modo sostanzioso.

"E' chiaro che ci sono almeno tre concorrenti – Mercedes, Ferrari e Red Bull – che sono partiti bene. In particolare, il team di Brackley ha decisamente alzato l’asticella, e dovremo lavorare duramente per fare lo stesso. Il fatto che i tre team che ho citato siano equipaggiati con tre power unit diverse è un primo indizio che potrebbero non esserci differenze estremamente marcate in termini di prestazioni assolute, almeno per quanto riguarda alcuni fornitori di PU".

"In ogni caso, ciò che vedremo nella prima parte della stagione in termini di equilibri di forza quasi certamente non sarà lo stesso che vedremo nella seconda parte, proprio perché gli effetti dello sviluppo della vettura in una fase iniziale, come quella che stiamo vivendo ora, possono essere molto significativi".

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