F1 | Max aveva un'altra soft per il finale, ma Red Bull ha scelto la hard: ecco perché
Durante il periodo di Safety Car, Red Bull ha scelto di montare un set di hard a Verstappen, nonostante in realtà avesse ancora un set di soft disponibili. Una scelta dipesa da due elementi: la speranza che la hard nuova garantisse più grip e dal fatto che il set di soft rimanente fosse stato usato nel pre-gara. Analizziamo la scelta Red Bull.
Per provare a infastidire le McLaren in una gara che lasciava presagire un’altra doppietta papaya, a Max Verstappen servivano due elementi: scattare bene al via, per cercare di sopravanzare almeno una delle due MCL39 e impedire loro di avere strada libera e scappare sin dalle prime battute, e adottare una strategia aggressiva.
Come già visto altrove, infatti, uno dei punti di forza del team di Woking è la gestione del degrado degli pneumatici e, consapevole che sarebbe stato difficile battere le MCL39 con una strategia identica, la Red Bull ha deciso di inventarsi qualcosa di diverso, una soluzione che nemmeno figurava tra le opzioni considerate prima della gara: una corsa impostata sulle tre soste.
Alla Red Bull va il merito di averci provato con una strategia audace, non lasciando nulla di intentato, neanche nel momento in cui ha richiamato l’olandese ai box per la terza sosta, anticipando Lando Norris, nel tentativo di giocarsi il tutto per tutto e mantenere vive le speranze di un secondo posto.
Charles Leclerc, Ferrari, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
La scelta della hard nella speranza che avesse più grip
Tutto è però cambiato a poco più di una decina di giri dal termine, quando il ritiro di Andrea Kimi Antonelli per una perdita di pressione dell’olio sulla sua Power Unit ha spinto la direzione gara a far intervenire la Safety Car, ricompattando il gruppo. A quel punto, non avendo più set di pneumatici soft nuovi da montare, la Red Bull ha sorpreso tutti montando un treno di gomme hard nuove.
Una scelta particolare, che ha lasciato tutti piuttosto sorpresi: la mescola più dura aveva dimostrato sin dal venerdì di non funzionare, tanto che nessuno l’aveva utilizzata fino a quel momento della gara. Inoltre, con meno di dieci giri al termine, sarebbe stato difficile portarla nella giusta finestra operativa alla ripartenza.
Sin dalle prime libere la hard aveva dimostrato di avere poco grip, continuando a scivolare, il che a sua volta innescava scivolamento e surriscaldamento, togliendo ulteriore aderenza. Inotre, a Barcellona, la hard corrispondeva al compound più duro in assoluto della gamma, la C1, e riscaldarla in regime di Safety Car, senza poter sfruttare i curvoni veloci, sarebbe stato piuttosto complicato.
Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
La soft restante non era stata usata solo in qualifica
Ma allora, perché la Red Bull ha scelto comunque di montare la hard, nonostante avesse ancora a disposizione un altro set di soft? In effetti, prima della gara Verstappen aveva ancora a disposizione tre set di pneumatici nuovi (uno di soft, uno di medie e uno di hard), oltre a tre treni di soft già usati. Contando i set usati fino a quel punto della corsa, il 4 volte iridato aveva usato il set di medie e tre di soft, incluso quello nuovo.
In effetti, quindi, l’olandese aveva a disposizione un altro set della mescola più tenere da poter ancora utilizzare, eppure l’ipotesi di montarlo è stata scartata quasi a priori. C’è però un motivo. Quel treno di soft era stato sfruttato non solo in qualifica, ma anche nei giri precedenti allo schieramento sulla griglia quando viene aperta la pit lane 40 minuti prima del giro di formazione.
Nei dieci minuti in cui la pit lane è aperta, i piloti compiono solitamente alcuni giri spinti per effettuare prove di partenza, raccogliere dati e valutare lo stato della pista, così da apportare le ultime variazioni di setup. Sebbene le vetture siano ancora in parco chiuso, i piloti possono ancora intervenire sull’ala anteriore e alterare il bilanciamento a seconda delle sensazioni ricavate in quei momenti.
Per effettuare quei giri, le scuderie sono costrette a utilizzare uno dei set ancora a disposizione dopo la qualifica: per Verstappen è stato utilizzato uno dei tre set usati di soft. Prima di schierarsi in griglia, Max ha completato quattro tornate, comprese tutte le prove di partenza, che si sommano al tentativo effettuato in qualifica.
Verstappen con il set di soft usato nei giri prima di schierarsi in griglia
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
In sostanza, quel set di soft aveva già accumulato almeno sette giri, pochi in meno rispetto al treno di gomme a banda rossa che Verstappen stava già montando. Sebbene sia vero i vari passaggi in pit lane hanno aiutato a ridurre lo stress sugli pneumatici, Red Bull non se l’è sentita di montare quel set di soft rimanente, preferendo sfruttare il treno di hard, nella speranza che offrisse un picco di grip maggiore nonostante le difficoltà di warm-up.
“La Safety Car è uscita nel momento peggiore in termini di strategia: ti trovi davanti a una scelta, ovvero restare fuori con una gomma soft già usata e vecchia di almeno otto giri, rischiando di essere superato alla ripartenza?”, ha spiegato Christian Horner a fine gara.
“Purtroppo, la hard era l’unico set di gomme nuove disponibile, dato che avevamo scelto una strategia a tre soste. Secondo noi, in quel momento, un set nuovo di hard era meglio di uno di soft usato e fortemente degradato. Così abbiamo fatto quella scelta”.
Con il senno di poi, considerate soprattutto le difficoltà nel portare in temperatura la hard alla ripartenza, Horner ha ammesso che forse avrebbero dovuto lasciare Verstappen in pista con il set di soft usato: “Col senno di poi, lo avremmo lasciato fuori. Sarebbe stato superato dalle due McLaren. Sarebbe stato superato anche da Leclerc? Non si può sapere. Si prende una decisione con le informazioni che si hanno. Il rischio di adottare una strategia a tre soste è che, in caso di SC nell’ultimo quarto di gara, sei esposto”.
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