F1 | McLaren raccoglie la semina in Spagna, Verstappen va di nuovo fuori giri
Piastri e Norris hanno collezionato un'altra doppietta che porta la McLaren a dare una svolta nel mondiale piloti con Oscar che ha capitalizzato 49 punti di margine su Verstappen. Max, dopo un GP strepitoso, è ricaduto negli eccessi: gli hanno montato al pit stop un treno di hard che non funzionava e ne ha combinate di tutti i colori...
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Probabilmente era solo questione di tempo. La McLaren ha messo a segno un colpo importante che mette nero su bianco ciò che da tempo diceva la logica. La doppietta conquistata sul circuito di Catalunya certifica la fuga del tandem Piastri-Norris nella classifica piloti, in quella costruttori ogni ambizione degli avversari era già cessata da tempo. Max Verstappen è arrivato a Montmelò con un gap di 25 punti dal leader della classifica Oscar Piastri, e ne esce con 49. Non si può ovviamente parlare di resa definitiva, ma è un messaggio forte in questa direzione.
Per disegnare questo scenario si sono incrociate una domenica perfetta della McLaren con la peggior gara di un Verstappen che è improvvisamente salito su una macchina del tempo tornando a qualche anno fa. È giusto partire dal trionfo papaya, arrivato (come da pronostico) al termine di un weekend impeccabile. Se la nuova normativa in materia di ali flessibili doveva essere un ‘game changer’, il cambiamento sembra essere andato nella direzione opposta a quella ipotizzata dagli avversari. Ovviamente serviranno conferme anche nelle prossime tappe del mondiale, ma quella di Barcellona è stata una risposta molto chiara.
Oscar Piastri e Lando Norris, primo e secondo a Barcellona con le McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
Il box McLaren ha gestito i 66 giri in programma senza farsi influenzare dalle scelte degli avversari, che poi alla fine è stato un gruppo composta da un solo pilota, ovvero Verstappen. “Al primo pit stop di Max abbiamo capito che la sua strategia sarebbe stata su tre soste – ha spiegato Andrea Stella – ma non ci siamo preoccupati perché avevamo già visto (con Norris al giro 13) che eravamo in grado di superarlo in pista. C’è stato però un momento nel secondo stint nel quale il suo ritmo si è confermato decisamente veloce, a quel punto abbiamo dovuto chiedere a Lando e Oscar di accelerare”.
La McLaren voleva evitare che Verstappen arrivasse nella finestra di un potenziale undercut con Norris, e allo stesso tempo non correre il rischio che una sosta anticipata di Lando potesse rivelarsi un undercut nei confronti di Piastri. Le cose si sono sistemate velocemente con progressione impressionante delle due MCL39, tornare di colpo a girare su tempi molto veloci nonostante entrambi i piloti McLaren avessero già percorso più di venti giri sul set di gomme medie.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Alla Red Bull va riconosciuto il merito di aver provato tutto il possibile per dare fastidio al tandem di testa. “A parità di strategia non ci sarebbe comunque stata storia”, ha ammesso Christian Horner. Così la squadra si è indirizzate verso le tre soste (scelta esclusa da tutti gli avversari prima della gara) ed ha funzionato perfettamente, permettendo a Verstappen di ritrovarsi a meno di due secondi da Norris a quattordici giri dalla bandiera a scacchi".
"Per Max sarebbe stato impossibile passare Lando, ma la terza posizione era in tasca. Poi al giro 54 è entrata in pista la safety car, innescata dal problema alla power unit di Kimi Antonelli, costretto a parcheggiare la sua Mercedes nella ghiaia. A quel punto gli strateghi della Red Bull hanno dovuto decidere in una manciata di secondi se richiamare Max ai box e montare un set di gomme hard o lasciarlo in pista con le soft con le quali fino a quel momento aveva percorso otto giri".
“Lasciarlo in pista avrebbe comportato il rischio di essere travolti dopo la ripartenza – ha commentato Christian Horner – avevamo calcolato che dopo la bandiera verde ci sarebbero stati ancora dieci giri di gara, poi le operazioni si sono protratte e sono diventati sei. La nostra sensazione era che un nuovo set di hard fosse meglio di un set di morbide usato da otto giri che ci sembrava molto degradato. Ed è quello che abbiamo fatto, ci siamo fermati. Col senno di poi, faremmo una scelta diversa? È difficile da dire, sarebbe stato superato dalle due McLaren, okay, poi sarebbe stato superato anche da Leclerc? Non lo sappiamo. Si prendono la decisioni sulla base delle informazioni che si hanno a disposizione”.
Il problema è che la scelta di tornare in pista con le hard ha esposto Verstappen ad una situazione critica, che ad un certo punto ha mandato Max in tilt. Con un problema alla frizione (iniziato nella seconda metà di gara), la mancanza di grip della gomma hard e la certezza di aver subito un torto da Leclerc, Max si è sentito comunicare via-radio di dover cedere la posizione a Russell.
È stato troppo, ed è riemerso quell’atteggiamento aggressivo che si pensava ormai relegato ad una fase della sua carriera (e della sua vita) conclusa da tempo. In pochi giri Max è naufragato, un brutto gesto nei confronti di Russell gli è costato la retrocessione dalla quinta alla decima posizione, nonché tre punti sulla licenza. Se in Canada dovesse scontare una penalità rischia di assistere al Gran Premio d’Austria (gara di casa della Red Bull) da spettatore. Uno scenario da incubo che accompagnerà Verstappen verso Montreal. Una brutta domenica.
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