F1 | Max a un punto dalla squalifica, ma non doveva ridare la posizione a Russell
Dopo l'incidente con Russell durante il GP di Spagna, per cui gli sono stati assegnati anche 3 punti sulla patente, Verstappen è a un solo punto da una possibile squalifica. C'è però un retroscena: i commissari hanno confermato che Max non avrebbe dovuto restituire la posizione all'inglese per l'episodio in curva 1, come invece detto dal team.
A poco meno di quindici giri dalla fine, tutto sembrava quasi già scritto, con le due McLaren al comando e Max Verstappen in terza posizione a inseguire da vicino con la sua tattica a tre pit stop, molto aggressiva, ma realisticamente anche l’unico modo per infastidire la scuderia di Woking. Tuttavia, tutto è cambiato a pochi passaggi dal termine, quando il ritiro di Andrea Kimi Antonelli ha fatto entrare la Safety Car.
In pochi minuti, tutta la corsa costruita dall’olandese si è sgretolata, perché nel momento del pit stop il team gli ha montato un set di gomme hard, decisamente più difficili da mandare in temperatura, specie tenendo a mente che si tratta anche del compound più duro dell’intera gamma.
Le difficoltà nell’accendere la gomma si sono viste subito alla ripartenza, quando, con un sovrasterzo in uscita dall’ultima curva, ha perso spunto in accelerazione, diventando così una preda facile per Charles Leclerc sul rettilineo, dove i due sono arrivati anche al contatto.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Pierre-Philippe Marcou / AFP Via Getty Images
Tuttavia, l’episodio che ha creato maggiori polemiche è stato quello successivo, quando anche Russell ha provato ad approfittare della situazione per sopravanzare l’olandese in curva 1. I due sono arrivati al contatto, con Russell molto al limite, tanto che ha perso la vettura, portando largo proprio Verstappen, che ha così tagliato la prima chicane, recuperando la posizione sul britannico.
Tuttavia, dati i trascorsi e, soprattutto, il timore che quel taglio potesse risultare in una penalità di diversi secondi, il che lo avrebbe fatto precipitare in classifica, costandogli punti preziosi per il mondiale piloti, la Red Bull gli ha suggerito di restituire la posizione, in modo tale che i commissari fossero indulgenti, un po’ come accaduto a Imola tra Leclerc e Alex Albon, quando il monegasco fu graziato proprio per questo motivo.
Verstappen ha restituito la posizione un paio di giri dopo, cercando però di farlo in maniera intelligente, ovvero lasciando passare il britannico prima del punto di staccata per poi buttarsi subito all’interno, in modo da tornare davanti. Una tattica già usata in passato e che, in molte occasioni, ha anche funzionato, permettendogli di conservare la posizione.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
Tuttavia, proprio nel tentativo di riprendersi la posizione, il quattro volte iridato è arrivato al contatto con Russell. I commissari lo hanno giudicato responsabile, assegnandogli così una penalità di dieci secondi che lo ha poi fatto scivolare al decimo posto, pesando in ottica mondiale piloti, specie dopo la doppietta della McLaren.
Ci sono però due temi interessanti da analizzare. Il primo è che, in realtà, Verstappen non avrebbe dovuto restituire la posizione, come invece suggerito dal team. Ciò è stato confermato dagli stessi commissari, che nel comunicato ufficiale hanno rimarcato come “sebbene l’asse anteriore della vettura 63 [Russell] fosse davanti allo specchietto della vettura 1 [Verstappen] all’apice, Russell ha perso momentaneamente il controllo, arrivando al contatto con la vettura 1 e spingendola fuori pista”.
“Dato che la circostanza per cui la vettura 1 è stata spinta fuori pista è stata la perdita di controllo e il successivo contatto da parte della vettura 63 [Russell], la vettura 1 [Verstappen] non ha lasciato deliberatamente il tracciato. Per questo motivo, non ci sarà alcuna sanzione.”
Charles Leclerc, Ferrari, Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Uno dei punti su cui la FIA è sempre stata chiara, infatti, è che un sorpasso deve essere completato con la vettura completamente sotto controllo, sia prima dell’apice che all’apice della curva, una condizione che gli steward hanno ritenuto non fosse rispettata in questo caso. Di fatto, quindi, Verstappen ha restituito inutilmente la posizione a Russell, innescando poi tutto ciò che è seguito.
C’è però un altro tema importante: proprio a causa del successivo contatto con l’inglese in curva 5, oltre a essere stato sanzionato con dieci secondi che lo hanno fatto scivolare in decima posizione, all’olandese sono stati assegnati anche 3 punti di penalità sulla patente. Ciò vuol dire che il tre volte iridato è a ben undici punti sulla patente e gli resta solo un punto prima della squalifica.
Ogni pilota ha infatti dodici punti sulla patente, e quando si raggiunge quella cifra nell’arco di un anno di gare si viene squalificati per una gara, come successo a Kevin Magnussen l’anno passato, quando fu costretto a saltare il weekend in Azerbaijan. Verstappen dovrà quindi stare molto attento non solo in Canada, ma anche in Austria.
A fine giugno, infatti, a Verstappen verranno tolti due punti dalla patente che gli furono inflitti quasi dodici mesi fa per il contatto con Lando Norris proprio in Austria. Tuttavia, quei punti verranno detratti solo il 30 giugno, ovvero dopo il GP del Canada e quello del Red Bull Ring.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Parlando dopo la gara di quanto accaduto in pista, Verstappen non è entrato a fondo nella polemica con Russell, se non per poche parole, tra cui un: “La prossima volta gli porterò dei fazzoletti”, quando gli è stato chiesto di commentare le parole dell’inglese, secondo cui la sua manovra rappresentava un brutto esempio per i bambini a casa.
Ha però voluto sottolineare soprattutto quanto gli standard di guida siano ora innaturali e difficili da comprendere, qualcosa di cui si era lamentato anche Leclerc a Imola. “Con le gomme dure semplicemente non avevamo aderenza, non avevamo più gomme morbide perché avevamo fatto quella strategia a tre soste, fondamentalmente è stata sfortuna.”
“Penso che fino a quel momento stesse andando abbastanza bene per noi. Non avevamo ovviamente il passo delle McLaren, ma con quella strategia a tre soste sembrava comunque una gara combattuta, li stavamo almeno mettendo un po’ sotto pressione, costringendoli a spingere. Ma purtroppo la Safety Car è uscita nel momento sbagliato, ma anche questo fa parte delle corse".
“Poi con le gomme dure ho avuto un sovrasterzo e facevo fatica a reggere il ritmo dei piloti con le soft. Sul rettilineo mi hanno già colpito, e poi anche in curva uno. Poi mi hanno detto di restituire la posizione, ma onestamente penso che il problema più grande sia che gli standard di guida, cosa è permesso e cosa non lo è, non sono molto naturali, e questo è abbastanza frustrante. Ovviamente a volte ti va bene, altre volte no, e oggi non è andata a mio favore".
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