F1 | Leclerc spera: “Poche chance di vincere, ma Monaco spesso regala sorprese”
La vigilia del GP di Monaco ruota attorno a quelle che potrebbero essere i limiti della Ferrari su un tracciato che potrebbe esporre i punti deboli della SF-25 nelle curve lente del Principato. Per questo Leclerc non alza le speranze, ma spera in una sorpresa e nella sua capacità di fare la differenza sui tracciati cittadini.
La tappa di Monaco è spesso stata agrodolce per Charles Leclerc, che tra le stradine del suo Principato si è confrontato con una storia fatta di forti delusioni, contrapposte alla gioia per il successo della passata stagione, che ha segnato la fine di quella che era quasi vista come una maledizione.
Se la monoposto dello scorso anno, la SF-24, era forse la vettura più competitiva a Monaco, la SF-25 invece non arriva nel Principato da favorita e, soprattutto, con il timore che possa mettere in luce tutti i limiti di un progetto a cui potrebbe non bastare un giro “magico” alla Leclerc per ribaltare la situazione come in passato.
Nei primi appuntamenti della stagione, la SF-25 ha mostrato chiari limiti nelle curve più lente, seppur in maniera diversa. Nelle curve “secche” è più semplice mitigare e nascondere certe difficoltà, ma nel momento in cui le curve lente sono consecutive, come la prima chicane in Arabia Saudita, o anche prolungate, come nel secondo settore di Miami, allora emergono le difficoltà.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Ferrari
La combinazione più complessa da gestire è proprio quella delle curve lente ma anche lunghe, dove si deve lavorare molto sull’anteriore e la SF-25 inizia a soffrire di sottosterzo, che costa tempo prezioso. Leclerc non vuole alzare troppo le aspettative per il weekend, perché sa bene che Monte Carlo potrebbe mettere ancora più in risalto i limiti del progetto, ma non vuole nemmeno darsi per vinto prima di scendere in pista.
“Se volete una risposta onesta, allora sono basse”, ha detto Leclerc durante la conferenza stampa, rispondendo a chi gli chiedeva quali fossero le chance di bissare il trionfo dello scorso anno, quando finalmente riuscì a centrare la vittoria dopo la pole position conquistata il sabato.
“Purtroppo la nostra macchina non è stata particolarmente forte nelle curve a bassa velocità. E qui a Monaco ci sono solo curve a bassa velocità. Sulla carta non sembra la pista più promettente per noi. Ma Monaco è anche così unica e così diversa da qualsiasi altra pista su cui corriamo durante la stagione, che potremmo avere anche una bella sorpresa una volta scesi in pista”.
“E se succederà, allora spero di esserci sabato, perché ovviamente le qualifiche rimangono la parte più importante del weekend. Ma sulla carta sarà dura”, ha aggiunto il pilota del Cavallino, che non ha nascosto le preoccupazioni per un weekend che potrebbe riservare più di qualche amarezza.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Ci sono però due elementi che mantengono viva quella fiammella di speranza per Leclerc: il primo è che Monaco è uno di quei circuiti unici, anche a livello di setup, tanto che si portano spesso delle novità specifiche. Inoltre, essendo una pista ricca di curve lente, si possono ammorbidire le sospensioni e ci si può concentrare su aspetti più specifici del setup.
La curva più veloce è verso la fine del secondo settore, la curva del Tabaccaio, dove però non si superano nemmeno i 200 km/h. Questo dà l’idea di come, anche a livello di assetto, i team possano scendere a minori compromessi, concentrandosi maggiormente sui tratti lenti senza doversi focalizzare anche su quelli più rapidi, uno dei limiti visti, per esempio, a Miami. Un tema su cui ha puntato l’attenzione anche Leclerc.
“Questa è sicuramente una delle domande che ci siamo posti anche noi arrivando qui, ma la risposta la avremo in pista domani. Non sappiamo ancora bene cosa aspettarci, ma è vero che qui ci sono solo curve lente, quindi possiamo concentrarci solo su quello, mentre su altre piste dobbiamo trovare un compromesso tra alta e bassa velocità. Spero che scopriremo qualcosa di nuovo sulla nostra macchina, che non abbiamo ancora visto dall'inizio della stagione”.
C’è però anche un secondo elemento che lascia un pizzico di fiducia a Leclerc: il ferrarista è un vero specialista dei circuiti cittadini, capace di portare in pole anche monoposto che non sembravano avere quel potenziale.
Isack Hadjar, Racing Bulls, Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Red Bull Content Pool
“Il pilota può fare la differenza qui. Penso che ci siano stati anni in cui sicuramente non ci aspettavamo di essere in pole. Quando pensi di non avere alcuna speranza, magari ti prendi qualche rischio in più rispetto a chi cerca di gestire la Q3 e riesci a fare qualcosa di speciale, come penso sia successo nel 2021. Ho ancora speranze che possiamo... sì, che possiamo ripetere ciò che è successo l’anno scorso”.
Dopo Monaco, la Formula 1 si sposterà in Spagna, dove entrerà in vigore la famosa direttiva che renderà molto più stringenti i controlli sulla flessibilità dell’ala anteriore. L’aeroelasticità delle ali aiuta a trovare più facilmente il bilanciamento, ma per Leclerc non ci sarà un cambiamento radicale nei valori in campo.
La speranza è che comunque possa aiutare la Rossa a chiudere il divario, dato che si è arrivati tardi sul discorso delle ali flessibili. “Tutte le vetture saranno influenzate dalla direttiva, in modo positivo o meno. Anche questo è ancora da vedere. Onestamente penso che non dovremmo essere troppo penalizzati. Ma ancora una volta, sarà il tempo a dirlo”, ha detto il ferrarista.
“Vedremo se alcune altre squadre saranno più colpite, e questo spero ci aiuti a chiudere un po’ il divario. Non penso che sarà un punto di svolta. Non credo che ci sarà un cambiamento drastico nell’ordine delle prestazioni attuali. Ma potrebbe fare una piccola differenza, e spero che sia a nostro favore”.
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