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Formula 1 GP di Gran Bretagna

F1 | Hamilton torna a colpire ancora ora che la Mercedes c'è

Il sette volte campione del mondo firma una vittoria storica nella sua Silverstone: Lewis centra la 104esima affermazione e il nono successo inglese con una condotta di gara perfetta nei momenti più difficili delle corsa sapendo gestire il cambiamento delle condizioni senza sbavature. Alla faccia di chi vedeva Lewis bollito...

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Il Re è tornato. Dopo novecentoquarantacinque giorni Lewis Hamilton è salito sul gradino più alto del podio e lo ha fatto a modo suo. Lo scenario che da sempre ama di più, il circuito di Silverstone, ed una gara tra le più belle degli ultimi anni. Per un pilota di Formula 1 due anni e mezzo senza vittorie sono tanti, soprattutto se in precedenza di successi ne sono arrivati 103. In questo arco di tempo si è detto e scritto molto su Hamilton, alcune critiche legittime ed altre infondate quanto difficilmente smentibili da Sir Lewis, a causa di una Mercedes azzoppata dal nuovo regolamento tecnico entrato in vigore nel 2022.

Dall’ultima vittoria di Hamilton (Jeddah 2021) la Mercedes si era aggiudicata due gare, entrambe con George Russell: Brasile 2022 (grazie anche all’harakiri tecnico della Red Bull) e lo scorso weekend a Spielberg dopo il contatto Verstappen-Norris. Belle domeniche, ma fino ad oggi senza continuità. Solo nell’ultimo mese la Mercedes ha dato importanti segnali di ripresa, ma neanche il più ottimista degli ingegneri di Brackley aveva previsto di vedere il tandem Russell-Norris in prima fila sulla griglia di partenza.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Ancora un exploit? Forse, teoria abilmente fomentata da Toto Wolff per non far crescere troppo le aspettative. La gara ha detto molto e nel momento in cui è diventata molto insidiosa è salito in cattedra Hamilton.

Nei primi sedici giri Russell ha condotto la corsa con Lewis sempre a due secondi di distanza, poi dal diciassettesimo passaggio è iniziata a cadere la pioggia soprattutto nel terzo settore. Hamilton in due giri ha passato Russell, prendendo il comando, poi l’aumento progressivo della pioggia ha favorito le due McLaren, grazie ad un maggior carico aerodinamico.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Hamilton si è accodato al tandem ‘papaya’, poi il box McLaren ha commesso un clamoroso errore lasciando Piastri in pista un giro di troppo, ed a quel punto la sfida è diventata a due: Lewis contro Lando. L’undercut finale, quello che ha dato a Hamilton la leadership che ha mantenuto fino alla bandiera a scacchi, è scattato al giro 38, quando Lewis e Verstappen sono tornati sulle slick mentre Norris ha atteso una cruciale tornata in più. Sfida conclusa? No, perché Hamilton ha dovuto gestire il set di soft usato per i restanti quattordici giri.

Non era scontato farcela, come ha poi confermato il calo di performance di Norris, tornato in pista con la stessa mescola. In questa fase è tornato in scena il binomio Hamilton-‘Bono’, Peter Bonnington, storico ingegnere di pista di Lewis, che ha cercato in tutti i modi possibili di aiutare il suo pilota nel rush finale, prima contro Norris e poi contro Verstappen.

Hamilton ha dovuto limare decimi (soprattutto nel secondo settore) ed accarezzare le gomme, un lungo ed estenuante countdown verso la bandiera a scacchi. Solo a due giri dal termine il box Mercedes ha avuto la conferma che era fatta, ma l’urlo liberatorio è arrivato sul traguardo.

Peter Bonnington, ingegnere di pista di Lewis festeggia la vittoria di Hamilton a Silverstone.

Peter Bonnington, ingegnere di pista di Lewis festeggia la vittoria di Hamilton a Silverstone.

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Incredibile l’impatto emotivo che ha scatenato la vittoria numero 104 di Hamilton. Le lacrime di Lewis, che ha fatto fatica a parlare via radio, quelle di ‘Bono’, l’abbraccio interminabile con papà Anthony, la corsa verso mamma Carmen e poi sul prato davanti alla grande tribuna posta di fronte al podio. Non stiamo parlando di un pilota che ha vinto a sua prima vittoria in Formula 1 e neanche di un giorno in cui si è celebrato un primo titolo mondiale.

Il soggetto è il pilota più vincente nella storia della Formula 1 riemerso dopo un lungo digiuno e fortemente intenzionato a smentire chi lo vedeva sul viale del tramonto. C’è ancora Lewis Hamilton dentro quel casco, a mancare per due anni e mezzo è stata soprattutto la Mercedes, ed ora che la squadra di Brackley è risalita in cattedra ha subito ritrovato il pilota che ha marchiato a fuoco la sua storia. È difficile oggi dire cosa riserverà il futuro al sette volte campione del mondo, se tornerà a frequentare stabilmente i piani alti o meno, ma da quanto si è visto a Silverstone non dipende da lui.

In una gara difficile che ha richiesto sensibilità di guida, lettura della corsa e una forte tenuta mentale, Hamilton è tornato ad essere ciò che è stato a lungo. La storia incredibile del pilota più vincente di sempre non è ancora ai titoli di coda.

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