F1 | Hamilton-Russell, il "giallo" del pit-stop: ecco perché George è rimasto davanti
Hamilton aveva un margine teoricamente sufficiente per rientrare davanti a Russell dopo il pit-stop in regime di Safety Car. A fare la differenza sono stati la posizione dell'incidente di Verstappen e il modo in cui è stato recuperato il delta time imposto dalla doppia bandiera gialla.
Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: James Sutton / LAT Images via Getty Images
I debriefing post-gara che tutte le squadre svolgono nei giorni successivi a un weekend spesso servono a chiarire episodi che, nell’immediato, sembrano difficili da interpretare. È quanto accaduto dopo il Gran Premio di Silverstone, in particolare nella fase più concitata della gara, quella successiva all’uscita di pista di Max Verstappen alla curva Stowe, nel corso del 47° giro. L’ingresso della Safety Car ha offerto a molti piloti l’opportunità di effettuare una sosta praticamente gratuita per montare un set di gomme soft più fresco e essere così nelle migliori condizioni per affrontare la ripartenza.
La Ferrari ha richiamato subito ai box Charles Leclerc, che in quel momento vantava circa venti secondi di vantaggio su Lewis Hamilton. Il costo di un pit-stop in regime di Safety Car è di circa dieci secondi, quindi la sosta di Charles si è svolta senza alcun problema. Subito dopo la Scuderia ha richiamato anche Hamilton e, anche in questo caso, tutto è filato liscio. Una volta rientrato in pista, però, Lewis si è ritrovato alle spalle di George Russell, che la Mercedes aveva deciso di lasciare in pista.
In un primo momento si è pensato che la strategia Ferrari fosse quella di mettere Hamilton nelle condizioni di attaccare Russell alla ripartenza. La gara, però, si è conclusa alle spalle della Safety Car, congelando le posizioni e lasciando Lewis al terzo posto.
"Si può discutere se sia stata o meno una buona idea richiamare Lewis ai box – ha commentato Fred Vasseur nel dopogara – ma se non lo avessimo fatto, lo avrebbe fatto la Mercedes con Russell e ci saremmo assunti un rischio in vista della ripartenza. Ovviamente siamo rimasti un po' sorpresi dal fatto che la Safety Car sia rimasta in pista così a lungo, credo che tutti si aspettassero una ripartenza. Possiamo discuterne quanto vogliamo, ma anche ripensandoci rifarei la stessa scelta".
Successivamente, però, è emerso un dettaglio che ha cambiato la lettura dell'episodio. Al momento dell'ingresso della Safety Car, Hamilton aveva un margine di circa tredici secondi su Russell, un vantaggio teoricamente sufficiente per effettuare la sosta e rientrare in pista davanti alla Mercedes.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Manuel Eletto
A fare la differenza è stata una circostanza molto particolare. Hamilton ha trovato la doppia bandiera gialla poco prima dell'ingresso della pitlane, proprio nel tratto in cui Verstappen era uscito di pista. Come previsto dal regolamento, Lewis ha rallentato, per poi imboccare la corsia d’ingresso verso la pitlane.
Russell, che procedeva alle spalle di Hamilton, ha rallentato a sua volta rispettando la doppia bandiera gialla. Restando però in pista, ha avuto la possibilità di riaccelerare nel tratto compreso tra le curve 16, 17 e 18, recuperando terreno fino al limite del delta time imposto dal regolamento. Russell ha potuto recuperare quanto perso nel tratto di doppia bandiera gialla, guadagnando metri preziosi nei confronti di Hamilton.
È stato proprio quel margine, recuperato nell'ultimo settore, a consentire a Russell di presentarsi all'uscita della pitlane affiancato alla Ferrari e di sfilare davanti a Hamilton per pochi decimi di secondo. Una dinamica determinata esclusivamente dalla posizione dell'incidente di Verstappen: se l'uscita di pista fosse avvenuta in un altro punto del circuito, anche Hamilton avrebbe avuto la possibilità di recuperare tempo fino al limite del delta time prima di entrare ai box, mantenendo con ogni probabilità la seconda posizione.
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