F1 | Il nuovo vantaggio dei team ufficiali: il motore è uguale, il know-how no
La FIA garantisce alle squadre clienti la stessa specifica della power unit, ma la complessità dei sistemi 2026 ha riportato al centro il valore dell'esperienza. Il caso McLaren-Mercedes spiega perché la differenza non sia più nell'hardware, ma nel modo di sfruttarlo.
Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Nella storia della Formula 1 essere una squadra ufficiale ha sempre garantito dei vantaggi. È un bonus che si assicura chi realizza tutto “in casa” (telaio e motore) ma anche le squadre che hanno contratti di priorità o di esclusiva con un motorista. Ci sono stati anche dei casi in cui una squadra cliente ha conquistato titoli mondiali, dalla McLaren nello scorso biennio, al clamoroso successo della Brawn GP nel 2009 (i motori Mercedes fino alla stagione precedente erano in esclusiva McLaren) fino alla Red Bull motorizzata Renault.
Nell’era power unit la FIA ha inserito nel regolamento tecnico l'obbligo che la specifica di un motore utilizzato dal team ufficiale sia messa a disposizione anche delle squadre clienti, a garanzia di un’equità di trattamento e di performance. Negli ultimi anni non ci sono state polemiche. Le power unit sono progressivamente diventate quasi trasparenti nell’economia delle prestazioni, essendo ormai giunte al termine di un lungo percorso di sviluppo tecnico che ha portato a differenze minime tra le varie motorizzazioni presenti in pista.
La nuova era tecnica ha cambiato lo scenario, e non solo tra le varie motorizzazioni. L’aumento della portata dell’MGU-K ha reso cruciale la sua gestione, che avviene attraverso una serie di software molto più complessi di quelli utilizzati fino alla scorsa stagione. Il rapporto tra chi fornisce le power unit e le squadre clienti è rimasto invariato: in ogni box ci sono dei motoristi messi a disposizione del costruttore, ma la messa a punto della power unit è a carico della squadra. Il costruttore può rispondere ai quesiti del cliente, ma non può accompagnarlo nella ricerca della prestazione come avviene naturalmente all’interno del team ufficiale.
Il caso McLaren rende evidente questa nuova dinamica. Nella performance entrano in gioco anche i rapporti del cambio, come ha sempre sottolineato Mercedes e come la stessa McLaren non ha mai nascosto. Va però ricordato che le scelte effettuate lo scorso inverno erano state definite sulla base della curva di potenza della power unit allora disponibile. Secondo Andrea Stella c'è però anche dell'altro. A Silverstone il team principal ha spiegato come il gap che oggi la McLaren paga nei confronti della Mercedes non dipenda soltanto dalla monoposto.
“Questo è un circuito in cui c'è un'importante carenza di energia – ha spiegato il team principal – e lo sfruttamento della power unit è particolarmente importante. Come ho già detto in altre occasioni, sembra che abbiamo ancora un piccolo deficit nello sfruttare al massimo la power unit HPP. Abbiamo qualche difficoltà, e se si osservano le sovrapposizioni GPS, diventa evidente che dobbiamo mantenere aperto il dialogo con HPP. Perché sembra che ci stiamo lasciando per strada delle prestazioni”.
Oscar Piastri, McLaren, George Russell, Mercedes
Foto di: Colin McMaster / LAT Images via Getty Images
Si è parlato anche del sistema utilizzato dalla Mercedes in qualifica, emerso nelle telemetrie, che mostrano come sia Russell che Antonelli abbiano alzato il piede dell’acceleratore in prossimità del traguardo. “Ci ha un po' sorpreso – ha ammesso Stella – perché non ne avevamo parlato e non sono nemmeno sicuro che sia a nostra disposizione, dato che probabilmente richiede ulteriori elementi per poter utilizzare la power unit. È un esempio di come dobbiamo assicurarci di poter sfruttare al meglio le potenzialità di questa power unit. È un'ottima tecnologia, offre prestazioni elevate, che si estendono anche ai dettagli del suo sfruttamento”.
“Ora stiamo aspettando di vedere se possiamo aggiornare le specifiche e se questo contribuirà in qualche modo a migliorare le prestazioni – ha proseguito – dovrebbe trattarsi solo di un miglioramento in termini di affidabilità, quindi non sono sicuro che sia così. Ma sicuramente ci sono altri fattori che dobbiamo continuare a discutere con HPP perché, se consideriamo le prestazioni sui rettilinei, anche tenendo conto della possibile minore resistenza aerodinamica, rimangono ancora dei punti interrogativi”.
A rafforzare questo scenario è emerso anche un altro elemento nel weekend di Silverstone. Quando venerdì la FIA ha inviato l’elenco delle nuove power unit montate sulle monoposto, si è visto come Alpine e la Williams di Sainz disponessero di una nuova unità, mentre le due McLaren hanno affrontato il fine settimana con la specifica precedente della power unit Mercedes. “Avremmo bisogno del motore Mercedes attuale – ha ribadito Zak Brown – siamo gli unici a non avere la nuova power unit e ci sarebbe piaciuto averla a disposizione. Non posso dire che sia una vera e propria frustrazione, è semplicemente così. Ogni volta che sai che ci saranno delle prestazioni migliori, ma non le hai ancora sulla tua auto, vuoi ottenerle il prima possibile”.
“Abbiamo discusso con HPP il motivo per cui non abbiamo ancora ricevuto queste specifiche – ha concluso Stella – comprendiamo le ragioni e ci fidiamo di HPP, con cui abbiamo avuto un'ottima collaborazione negli anni passati. Sono stati fondamentali per la vittoria del titolo mondiale da parte della McLaren per due volte, quindi questo non cambia le basi del nostro rapporto. Stanno lavorando a ritmo serrato con quattro team da rifornire, e ci sono state delle circostanze che non hanno permesso di fornire la power unit alla McLaren. Speriamo che questo accada per il prossimo evento”.
La nuova generazione di power unit ha riportato in primo piano un aspetto che sembrava ormai superato. Il regolamento continua a garantire alle squadre clienti la disponibilità della stessa specifica hardware utilizzata dal team ufficiale, ma non può ovviamente regolamentare il know-how necessario per sfruttarla al massimo. In Formula 1 il vantaggio di un team ufficiale non passa più soltanto dalla disponibilità del motore, ma dalla conoscenza maturata nello sviluppo e nella gestione di una tecnologia sempre più sofisticata. È un vantaggio che non si misura al banco prova, ma che può emergere ogni volta che diventa necessario estrarre il massimo potenziale da una power unit.
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