F1 | Ferrari: ecco come Leclerc ha cambiato per la prima volta in 8 anni il software del suo volante
Per la prima volta da quando è arrivato in Ferrari nel 2019, quest'anno il pilota monegasco ha rivoluzionato il software del suo volante, abbandonando il layout a blocchi usata fino alla scorsa statgione. Il nuovo ciclo 2026 si è trasformatato così nell'opportunità per integrare anche nuovi elementi, come l'indicatore per l'MGU-K e il turbo.
Software volante 2026 di Leclerc
Foto di: Gianluca D'Alessandro
La vittoria di Silverstone è stata quasi una liberazione per Charles Leclerc, che dal weekend britannico attendeva risposte ai cambiamenti di setup introdotti dopo la sprint nel tentativo di ritrovare il feeling perduto con la SF-26. Un successo che porta con sé un significato ben più profondo di quanto lasci intendere il sorriso sul podio, mentre il suo sguardo si posa su un trofeo carico del peso di settimane difficili.
Il 2026 è stato un anno di rivoluzione e, per gli stessi piloti, adattarsi al nuovo regolamento non si è rivelato affatto semplice. Anche dopo metà stagione, infatti, le nuove normative continuano a introdurre dinamiche di guida che risultano “innaturali”, come alzare il piede prima del traguardo per modulare la potenza elettrica, esattamente come ha fatto Mercedes ha fatto a Silverstone.
Questa è stata una stagione di cambiamenti e, nel caso del monegasco, c’è un tema rimasto quasi in secondo piano ma comunque interessante: il cambio di approccio al software del volante. Una novità significativa, perché dal suo primo anno in Ferrari fino al termine della scorsa stagione Leclerc aveva sempre mantenuto la stessa configurazione, salvo interventi minimi.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Una configurazione che già allora lo distingueva in modo netto da quella di Sebastian Vettel e da chi lo aveva preceduto su quel sedile, Kimi Raikkonen. Mentre il tedesco preferiva avere a schermo il maggior numero possibile di informazioni, con uno stile molto condensato, il monegasco già nel 2019 aveva scelto una visualizzazione pulita e immediata, con dati grandi, ben leggibili e diretti.
Uno schema che Leclerc ha mantenuto fino al termine della scorsa stagione e che, peraltro, era stato adottato anche da Carlos Sainz durante gli anni a Maranello, con interventi minimi per adattarlo alle sue preferenze nella disposizione di alcuni elementi. A differenza di altre scuderie, Ferrari concede ai piloti un certo margine di libertà per trovare una soluzione davvero cucita sulle loro esigenze e, infatti, anche Lewis Hamilton ha spinto per avere una versione simile a quella utilizzata per tanti anni in Mercedes.
Ma il caso di Leclerc è particolarmente interessante perché, su questo fronte, rappresenta la prima vera modifica sostanziale da quando è diventato un pilota del Cavallino otto anni fa. Certo, si potrebbe pensare a un’esigenza dettata dal nuovo regolamento, ma non è proprio così: la maggior parte dei team, salvo piccoli ritocchi, ha mantenuto un layout molto simile a quello del precedente ciclo tecnico.
Software volante 2026 di Leclerc - confronto con il software 2025
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Non a caso, anche Lewis Hamilton ha mantenuto un software del volante molto vicino a quello utilizzato l’anno scorso con le vecchie Power Unit ibride, aggiungendo solo alcuni elementi come la gestione in tempo reale dell’MGU-K. Nel caso di Leclerc, invece, la rivoluzione del 2026 sembra essere stata soprattutto l’occasione per riorganizzare il proprio software, che oggi risulta profondamente diverso rispetto al passato.
Il layout dei dati è tutto nuovo e c'è l'indicatore per l'MGU-K
La prima grande novità riguarda la disposizione delle informazioni. Se fino allo scorso anno erano presentate in modo chiaro e ben visibile, ora sono state riorganizzate: molti dati, come velocità, giri motore, giri completati e da percorrere o la ripartizione della frenata, sono stati spostati verso sinistra all’interno di piccoli riquadri.
Questo ha permesso di dare spazio al centro alla temperatura degli pneumatici su un riferimento e a quella dei freni, che fino alla fine della scorsa stagione era collocata in una schermata secondaria, oltre ovviamente alla marcia e alla modalità utilizzata, regolabile tramite il selettore centrale sul volante. Per il 2026, però, ci sono altre due aggiunte molto interessanti.
Software volante 2026 di Leclerc - Indicatore di come sta lavorando l'MGU-K
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Come avevamo evidenziato a inizio anno osservando il volante McLaren, anche Ferrari ha introdotto una barra laterale, posizionata sulla destra, che indica in modo chiaro al pilota come sta lavorando l’MGU‑K. Quando la barra si estende verso l’alto, l’MGU‑K è in fase attiva e sta rilasciando energia al sistema. Al contrario, quando la barra scende e si colora di rosso, come in frenata o in fondo ai rettilinei durante il superclipping, l’MGU‑K è in fase di ricarica e sta recuperando energia.
È stato rivisto anche il sistema che indica al pilota quando utilizzare il boost, ossia quel sistema che consente di attaccare o difendersi aumentando per un breve intervallo la potenza del motore elettrico. Ora sono presenti cinque piccoli quadratini rossi che aiutano il pilota a capire per quanto tempo può attivarlo, considerando che il boost tende a consumare una grande quantità di energia in pochissimi secondi.
Per la partenza c’è un indicatore specifico per il turbo
Si può dire che un ruolo decisivo nella vittoria di Silverstone l’abbia avuto anche la partenza. Le scelte della Rossa e l’ottimizzazione dell’elettronica al via hanno permesso alla SF‑26 di essere una delle vetture più efficaci allo spegnimento dei semafori sin dalla prima gara, garantendo soprattutto una costanza di rendimento in una fase in cui molti avversari hanno invece faticato.
Software volante 2026 di Leclerc - Procedura di partenza
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Senza l’MGU‑H a supporto e non potendo utilizzare il motore elettrico fino ai 50 km/h, quest’anno è diventato molto più complesso portare il turbo al giusto regime di rotazione, tanto che, anche per aiutare i costruttori più in difficoltà su questo fronte, sono stati concessi 5 secondi extra prima della procedura. Ma come fanno i piloti a sapere che il turbo è pronto e ha raggiunto il giusto regime di rotazione?
Ogni squadra ha le proprie modalità, ma nel caso della Ferrari c’è un indicatore progressivo codificato sia con una percentuale fino al 100% sia con tre colori (rosso, bianco e verde, quest’ultimo a indicare che il turbo è pronto). Un accorgimento semplice, ma comunque importante per avere sempre chiaro se il sistema è nella finestra corretta in vista della partenza, dato quanto questo aspetto sia diventato centrale quest'anno.
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