F1 | Hamilton: "La SF-26 è molto buona in curva, il feeling è ottimo. Ci serve solo potenza"
Il britannico ha cercato di guardare il bicchiere della qualifica sprint di Shanghai come un bicchiere più mezzo pieno che mezzo vuoto, rimarcando cosa ha funzionato, a partire dal feeling avuto con la SF-26, con cui sembra decisamente più a suo agio. Manca qualcosa sul fronte della potenza, su cui si sta lavorando per avvicinarsi a Mercedes.
Se da una parte del box prevale la delusione più che il bicchiere mezzo pieno, dall’altra lato del garage Ferrari Lewis Hamilton guarda con maggiore ottimismo alla sua prima qualifica del weekend. Il sette volte iridato ha infatti provato a rimarcare gli aspetti che hanno funzionato, soprattutto sul piano della guida, nonostante nelle prove libere la SF‑26 avesse mostrato un bilanciamento tutt’altro che perfetto.
Non è un mistero che la Mercedes goda di un vantaggio strutturale, che in qualifica emerge in modo ancora più evidente. Per questo era difficile immaginare di poter davvero duellare con loro sul giro secco, anche se sulla carta questo tracciato avrebbe dovuto favorirci un po’ di più nella gestione dell’energia.
Ciò che forse stona davvero è il mancato terzo posto, finito nelle mani di Lando Norris. La McLaren è sembrata padroneggiare la gestione dell’energia meglio rispetto a Melbourne, anche se in Australia i tre top team alle spalle della Mercedes erano comunque racchiusi in pochi centesimi, con un gap che si era poi ampliato soltanto in gara.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Al di là di questo aspetto, Hamilton ha provato a concentrarsi sugli elementi positivi della sua prima qualifica, sottolineando come sul fronte della competitività in curva la SF‑26 si sia comportata bene, in continuità con quanto visto a Melbourne. Resta però ancora qualcosa da recuperare proprio sul versante del motore, al punto che in qualifica lo stesso Hamilton si era detto molto sorpreso del gap di sei decimi considerando che, dal suo punto di vista, era stato autore di un bel giro.
“Sono davvero soddisfatto della sessione. La squadra ha fatto un ottimo lavoro. I miei ingegneri sono stati fantastici nel riuscire a rimettere a posto la macchina, perché in FP1 è stata una sessione complicata con quel testacoda. E in generale la vettura mi è sembrata molto buona”, ha spiegato il sette volte iridato dopo le qualifiche, chiuse con un quarto posto a circa sei decimi e mezzo dalla vetta.
“Ma credo che il tempo perso sia sui rettilinei. Quindi abbiamo molto lavoro da fare. Dobbiamo spingere fortissimo a Maranello per migliorare la potenza [della PU]. Era qualcosa di cui eravamo consapevoli già l’anno scorso: pensavamo che Mercedes avesse iniziato prima di noi, o comunque prima degli altri, come aveva fatto anche l’ultima volta”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
“Hanno fatto un lavoro fantastico e noi dobbiamo alzare il livello. Dobbiamo spingere per riuscire a chiudere quel gap. Per quanto riguarda la macchina, il feeling è ottimo. Credo che possiamo competere con loro in curva. Ma quando sei giù di potenza, è semplicemente così”.
Osservando i dati emerge chiaramente come la Mercedes, grazie al suo surplus di potenza, possa interpretare alcune zone della pista in modo molto diverso. Il vantaggio è particolarmente evidente nel secondo settore, dove arriva all’ingresso di curva 7 con un picco di velocità superiore con un margine che le consente di gestire l’energia in maniera differente pur mantenendo una percorrenza sempre molto elevata, superiore a quella dei rivali.
Dopo una FP1 in cui era stata provata l’ala posteriore rotante, con l’intenzione di utilizzarla già in questo weekend al punto da portarla in anticipo rispetto ai piani originari e senza completarne lo sviluppo, la Ferrari ha tracciato un bilancio tra benefici e svantaggi, scegliendo di accantonarla per il momento.
Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Non si tratta di una bocciatura, ma di una decisione basata sui dati, in attesa di ulteriori affinamenti. Hamilton ha sottolineato il lavoro svolto in fabbrica per provare ad anticiparne l’impiego già qui, pur riconoscendo che i risultati non sono stati sufficienti per confermarla.
“Non so davvero perché siamo tornati indietro. Penso che abbiamo accelerato i tempi per portare qui l’aggiornamento, e non avrebbe dovuto essere in programma fino alla quarta o quinta gara, qualcosa del genere. Hanno fatto un grande lavoro per anticiparlo. Ne avevamo solo due ed è stato forse un po’ prematuro. Così l’abbiamo tolto. La macchina era comunque ottima e lavoreremo per riportarla quando sarà pronta”.
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