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Formula 1 GP d'Austria

F1 | Haas festeggia: doppia top 10 con Hulkenberg protagonista

Su uno dei circuiti storicamente amico alla Haas, il team americano ha conquistato una bella top ten centrando anche il miglior risultato della stagione. In particolare, Hulkenberg è stato in grado di tenere alle spalle Perez fino alla fine conquistando assieme a Magnussen punti preziosi che consentono alla Haas di passare l'Alpine nei costruttori.

Nico Hulkenberg, Haas VF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Nico Hulkenberg, Haas VF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Dodici punti, miglior risultato della stagione e una bella dose di fiducia per i prossimi appuntamenti. Il weekend austriaco della Haas e di quelli da ricordare, curiosamente su un tracciato dove già in passato aveva raccolto alcune delle sue soddisfazioni più importanti, anche con la precedente generazione di monoposto.

Non si tratta di un risultato piovuto dal cielo, sia perché già a Barcellona si erano viste indicazioni molto positive, sia perché già nella sprint al Red Bull Ring del sabato Kevin Magnussen era riuscito a centrare un ottimo nono posto che, seppur non aveva garantito dei punti, dell’altra parte aveva trasmesso fiducia in vista della corsa.

Sensazione e aspettative poi confermate dalla Q3 centrata da Nico Hulkenberg al sabato pomeriggio in seguito a un cambio d’assetto, dato che il setup scelto prima della riapertura del parco chiuso in realtà non lo aveva convinto, spingendolo a puntare verso un’altra direzione. Il pilota tedesco è così riuscito a dare una netta sterzata al suo fine settimana, tornando in carreggiata per un buon risultato.

Kevin Magnussen, Haas VF-24, leads Pierre Gasly, Alpine A524, Daniel Ricciardo, VCARB 01 e Yuki Tsunoda, VCARB 01

Kevin Magnussen, Haas VF-24, leads Pierre Gasly, Alpine A524, Daniel Ricciardo, VCARB 01 e Yuki Tsunoda, VCARB 01

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Tuttavia, al di là dei miglioramenti personali, la VF-24 aveva comunque degli ottimi punti di forza su cui fare leva per ben figurare in Austria, a partire dalle buone velocità di punta sui rettilinei, così come dalla competitività nelle curve lente e in fase di trazione. Questi due elementi si sono rivelati fondamentali al fine di rispondere a un’Alpine più competitiva nei tratti molto veloci, dove la Haas sapeva a inizio anno riscontrava qualche difficoltà in più.

Gli aggiornamenti portati tra la Cina e Imola sembrano però aver aiutato la monoposto a fare un passo in avanti in quell’aspetto, tanto che anche a Barcellona, tracciato dove i tratti ad alta velocità hanno una influenza maggiore, il passo non era poi così distante da quello dei rivali francesi, capaci di chiudere in top ten. “A Barcellona, ​​anche se non abbiamo ottenuto punti, il nostro ritmo era effettivamente buono, solo cinque squadre sono più veloci di noi, ognuna di loro ha concluso la gara, quindi abbiamo finito undicesimi. Ma se si guarda il nostro ritmo, era buono. Quindi già Barcellona è stata la conferma che ciò che abbiamo fatto quest'anno, ovvero del fatto che stiamo migliorando le prestazioni dell’auto", ha spiegato Ayao Komatsu, Team Principal della scuderia americana.

Per questo vi era un cauto ottimismo in vista dell’Austria, con la speranza che il risultato incoraggiante di Barcellona rappresentasse la base per un buon risultato anche al Red Bull Ring, magari sfruttando le difficoltà della Racing Bulls, ancora alla ricerca di risposte sul nuovo pacchetto aerodinamico. La sprint aveva già dato qualche indicazione, ma è in gara che sono arrivate le soddisfazioni maggiori, anche con buone scelte dal punto di vista strategico.

Kevin Magnussen, Haas VF-24, Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Kevin Magnussen, Haas VF-24, Daniel Ricciardo, RB F1 Team VCARB 01

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Nella prima parte di gara, Hulkenberg non ha nascosto che a pieno carico nel tentativo di tenere dietro Ocon, avesse faticato in ottica consumo gomme, tanto che aveva sottolineato come probabilmente la prima sosta sarebbe arrivata anche in anticipo rispetto ai piani. Tuttavia, a dare il via alla girandola dei pit stop non è stata la Haas, bensì la Racing Bulls che, data la situazione e il trenino che si era venuto a formare dietro Hulkenberg, ha tentato la carta undercut, fermando Daniel Ricciardo. Il team americano ha letto perfettamente lo scenario e, ipotizzando che l’australiano sarebbe rientrato ai box, ha chiamato subito ai box il pilota che era più a rischio di subire l’undercut, ovvero Magnussen.

“Eravamo sotto pressione da parte di Ricciardo, sapevamo che si sarebbe fermato, quindi abbiamo dovuto fermarci nello stesso giro, altrimenti Ricciardo ci avrebbe fatto un undercut. Ma avremmo potuto gestire meglio le comunicazioni con i piloti”, ha spiegato Komatsu sottolineando il duello dopo il primo pit stop tra Hulkenberg e Magnussen, con il danese che di fatto, avendo la priorità per la sosta data la situazione, a sua volta ha compiuto un undercut sul compagno di casacca, tornato ai box solo in un secondo momento.

“In sostanza, Kevin stava facendo un undercut sul suo compagno di squadra. La questione della posizione potevamo risolverla dopo, ma in quel momento l’importante era non consumare le gomme, perché quella è la cosa peggiore. Quando ho visto il bloccaggio in curva tre, non era proprio una cosa buona”.

La scelta di anticipare le soste, soprattutto considerando che Ocon si è fermato dopo, ha giovato alla Haas, così capace di piazzare entrambe le vetture alla guida dei team di centro gruppo. Solo Sergio Perez, su una strategia differente (seppur con un danno alla fiancata), ha avuto vita facile sulle VF-24, superandole in meno di cinque giri con gomme più fresche. Nei dodici giri in cui il messicano ha potuto girare in aria libera prima che le due Haas rientrassero per il loro secondo pit stop, il messicano è stato in grado di rifilare circa 10 secondi a Hulkenberg.

Nico Hulkenberg, Haas VF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Nico Hulkenberg, Haas VF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

A quel punto le strade si sono di nuovo divise: le due Haas hanno anticipato di nuovo il secondo pit stop per montare un altro set di gomme hard con cui completare i circa 30 giri rimanenti e arrivare fino alla bandiera a scacchi. Dall’altra parte, al contrario, Red Bull ha deciso estendere quanto più possibile il secondo stint, arrivando proprio a percorrere 30 giri con la hard. La scelta di posticipare la sosta ha fatto sì che Perez si ritrovasse poi nuovamente dietro le VF-24 in occasione della seconda e ultima sosta: se passare Magnussen non è stato così complicato, ben più complessa è stata la manovra su Hulkenberg.

Il tedesco, nonostante un gap non solo di vita della gomma, ma anche di mescola, dato che calzava un set di gomme hard contro le medie del pilota di Guadalajara, è riuscito a proteggere una fondamentale sesta posizione sino alla bandiera a scacchi. Fondamentale è stata la decisione di giocare d’astuzia nel corso dell’ultimo giro, quando è riuscito a preparare in maniera eccellente l’uscita da curva tre: dalle telemetrie è infatti possibile notare che Hulkenberg abbia lasciato con grande anticipo l'acceleratore, in modo da ragionare al meglio la fase di trazione in allungo di curva 4, completando il controsorpasso grazie anche al DRS.

“Il duello con Perez? Lo abbiamo visto anche durante la sprint, il ritmo di Kevin fino a un certo punto della gara breve era molto simile a quello di Perez. Quindi sapevamo che non avremmo dovuto lasciarlo passare. Se credevo che potessimo tenerlo dietro fino alla fine? No, ma certamente valeva la pena di lottare. Nico ha fatto un lavoro straordinario!”, ha poi aggiunto Komatsu, sottolineando l’egregio lavoro di Hulkenberg.

I dodici punti conquistati dalla Haas l’hanno riportata a sognare il sesto posto nel mondiale costruttori ma, soprattutto, hanno permesso di aprire un gap consistente di ben dieci lunghezze sull’Alpine, la vera grande rivale per la settima posizione in classifica. Dopo un avvio di stagione negativo, la casa francese sta crescendo, per cui il risultato dell’Austria potrebbe giocare un ruolo chiave a fine stagione. A Silverstone, inoltre, dovrebbero arrivare nuovi aggiornamenti, come annunciato nelle scorse settimane dal team, che dovrebbero aiutare a fare un passo in avanti anche nelle curve a media velocità.

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