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Formula 1 GP d'Austria

F1 | Red Bull: Perez rallentato da un buco nella fiancata

Anche quello austriaco non è stato il weekend sperato da Sergio Perez, ma la prestazione del messicano è stata influenzata negativamente anche da un danno alla fiancata che ha tolto carico aerodinamico alla sua RB20. "Checo" ha poi sfidato le due Haas sul finale, ma ha pagato le carenze in fase di trazione non riuscendo a superare Hulkenberg.

Sergio Perez, il danno sulla sua Red Bull Racing RB20

Sergio Perez, il danno sulla sua Red Bull Racing RB20

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Indubbiamente non è stato il weekend che si auspicava Sergio Perez, avaro di soddisfazioni e con dei problemi che ne hanno minato il risultato per tutto il fine settimana. Già nelle qualifiche per la sprint alcuni elementi non hanno funzionato come sperato, in particolare in qualifica, quando Red Bull lo ha mandato in pista tra le due Alpine molto in ritardo, costringendolo a dover completare l’unico tentativo in SQ3 senza poter mostrare veramente il suo potenziale.

Un potenziale che, in realtà, si è visto in una qualifica del sabato dove non ha fatto faville, centrando una quarta fila che, chiaramente, lo ha subito dovuto mettere in una posizione di dover prendersi dei rischi nei duelli con gli avversari.

Da questo punto di vista, nel primo giro non sono mancati gli episodi, a partire da curva uno, dove ha sfruttato un importante spazio libero lasciato da Charles Leclerc in ingresso per tentare il sorpasso sul monegasco, estremamente prudente in frenata. Un episodio che ha poi fatto sì che lo stesso pilota del Cavallino si sia ritrovato in mezzo tra due piloti, arrivando al contatto con Oscar Piastri che, nello stesso momento, aveva provato l’attacco all’esterno.

Oscar Piastri, McLaren MCL38, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Oscar Piastri, McLaren MCL38, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Quello con Leclerc, però, non è stato l’unico incidente nel primo giro per il pilota della McLaren. Sempre nel corso della tornata di apertura del Gran Premio, infatti, nel tentativo di sorpassare Perez all’esterno di curva 4, l’australiano è giunto al contatto con il messicano della Red Bull che, nel frattempo, stava tentando di difendere la posizione.

Cercando di rimanere in pista per non finire sulla ghiaia esterna, con la sua gomma anteriore destra Piastri ha toccato la fiancata del portacolori della scuderia di Milton Keynes, generando un buco nella fiancata che ricorda vagamente il medesimo danno accusato lo scorso anno da Max Verstappen a Baku in un duello con George Russell nella sprint race. L’aspetto fortunato è che, come in quella occasione, anche in questo caso non è stato toccato il radiatore interno sotto il cofano motore, rimasto intatto, ma chiaramente la fiancata ha subito dei danni.

Il team ha subito avvertito una perdita sensibile di carico, così come un aumento del drag, dato che il flusso d’aria che scorre lungo la fiancata ha trovato delle turbolenze generate in quell’area. Al tempo, per un danno simile, Red Bull aveva stimato una perdita di quattro decimi per l'episodio di Verstappen.

“Sì, c'erano molti danni sulla fiancata. Sono arrivato al contatto con Piastri in curva 4 ed è stato un episodio sfortunato, perché in realtà eravamo partiti bene. Ma non potuto farci nulla dopo, la vettura era sbilanciata”, ha commentato Perez dopo la corsa.

Sergio Perez, il danno sulla sua Red Bull Racing RB20

Sergio Perez, il danno sulla sua Red Bull Racing RB20

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

“Inoltre, ho commesso anche un errore all'ingresso della pitlane con il limitatore di veloce. La gara è stata un disastro, è iniziata molto bene, ma credo che non avendo un gran ritmo e scivolando, non c'era speranza di lottare con i primi”, ha aggiunto il messicano.

Il pilota di Guadalajara, infatti, ha dovuto faticato per tutta la corsa dal punto di vista del bilanciamento, patendo tanto sottosterzo complice un anteriore surriscaldato. Per questo, man mano anche nei pit stop il team ha provato a ribilanciare la vettura modificando le impostazioni dell’ala, ma non avendo mai un equilibrio perfetto, le gomme hanno iniziato a scivolare, riducendo la fiducia e le prestazioni in fase di trazione.

La mancanza di passo, comunque evidente se paragonata ai primi, ha poi pesato su un secondo tema, ovvero quello delle strategie. Pensando di poter probabilmente avere vita facile con le Haas, Red Bull ha impostato il piano di gara di fatto seguendo le scelte dei primi, con un pit stop “posticipato” rispetto a tante squadre della midfield. Come in una reazione a catena, le Haas sono state tra le prime a fermarsi per rispondere a un possibile undercut da parte di Daniel Ricciardo con la Racing Bulls e questo ha fatto sì che si siano sfalsate le tattiche di gara. Dopo la prima sosta, in effetti Perez ha impiegato poco tempo per sopravanzare le due vetture americane, meno di cinque giri, che nel frattempo gli erano finite davanti avendo proprio anticipato il pit stop.

Nei dodici giri in cui Perez ha potuto girare in aria libera prima che le due Haas rientrassero per il loro secondo pit stop, il messicano è stato in grado di rifilare circa 10 secondi a Hulkenberg. A quel punto le strade si sono di nuovo divise: le due Haas hanno chiaramente anticipato di nuovo il secondo pit stop per montare un altro set di gomme hard con cui completare i circa 30 giri rimanenti e arrivare fino alla bandiera a scacchi. Dall’altra parte, al contrario, Red Bull ha deciso estendere quanto più possibile il secondo stint, arrivando proprio a percorrere 30 giri con la hard.

Nico Hulkenberg, Haas VF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Nico Hulkenberg, Haas VF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Potenzialmente, Red Bull avrebbe anche potuto anticipare la seconda sosta per montare un altro treno di gomme hard con cui arrivare fino alla fine uscendo davanti ai due portacolori della Haas, ma la scelta è invece ricaduta sull’allungare lo stint centrale per poi montare una media usata per il finale, mescola che si era rivelata più competitiva. Chiaramente, ciò che ha fatto scivolare Perez dietro le due VF-24, che questa volta, nonostante il gap di mescola, hanno resistito più a lungo. In particolare, Hulkenberg è stato autore di una strenua difesa fino all’ultimo giro, portando a casa un sesto posto fondamentale per la squadra.

“È stata una bella lotta. Credo che Nico abbia commesso un errore all'ultima curva. Non sono riuscito a prenderlo. Non riuscivo ad avere trazione in uscita dalla terza curva. Quindi sì, è stata piuttosto dura verso la fine della gara. Ci ho provato, ma non sono riuscito ad avere trazione”, ha poi aggiunto il pilota messicano, sottolineando il continuo scivolamento del posteriore.

“Con il contatto in curva 1 ha perso un bel po' di carico, ha avuto sottosterzo per tutta la gara. Sapevamo che non c'era nulla da fare, ci siamo detti: "Cerca di fare il massimo con quel che hai ora", ed è quello che è successo in queste circostanze”, ha poi aggiunto Helmut Marko parlando della gara di Perez.

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