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F1 | Ferrari: ecco i motivi per cui Newey andrà all'Aston Martin

Il genio inglese forse avrebbe scelto il Cavallino se a Maranello avessero pareggiato l'offerta principesca che Lawrence Stroll ha fatto ad Adrian. Ai vertici Ferrari non sarebbe piaciuto tanto il rilancio economico, quanto la sensazione che non ci sarebbe stato un grande attaccamento ai colori, perché Vasseur vuole una squadra forte ma coesa.

Adrian Newey, Chief Technology Officer, Red Bull Racing

Adrian Newey, Chief Technology Officer, Red Bull Racing

Foto di: Alexander Trienitz

L’Aston Martin si prepara ad ufficializzare l’arrivo di Adrian Newey il 10 settembre. In anticipo rispetto ai vincoli che erano stati messi dalla Red Bull. Martedì si chiuderà il tormentone dell’estate, con Lawrence Stroll giustamente tronfio di aver chiuso una lunga e serrata trattativa con il “genio” della Formula 1.

Il magnate canadese sta costruendo una squadra che ha l’ambizione di puntare al mondiale con il regolamento 2026: oltre alla nuova sede di Silverstone che sta venendo pronta nei vari reparti (in particolare è attesa la modernissima galleria del vento) c’è un potenziamento dello staff che non si limita all’eccellenza, Adrian Newey, ma si allarga anche ad Andy Cowell, ex capo dei motori Mercedes, che sarà CEO al posto dell’uscente Martin Whitmarsh da ottobre, e a Enrico Cardile, in uscita dalla Ferrari, per diventare Chief Technical Officer.

Lawrence Stroll, titolare Aston Martin con Eddie Irvine a Monza

Lawrence Stroll, titolare Aston Martin con Eddie Irvine a Monza

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

L’alternativa principale all’Aston Martin è stata la Ferrari. Nel paddock di Monza si sono raccolte delle indiscrezioni sul perché l’affare Newey non si sia chiuso con Maranello, quando sembrava che un accordo fosse molto possibile. Al punto che autorevoli media avevano giurato che c’era già stata addirittura la sigla di un contratto.

L’inglese, consapevole del valore che il mondo della F1 gli ha riconosciuto, ha giocato una sottile partita fatta non solo di soldi ma anche di benefit. Al primo giro di tavolo sembrava che la Scuderia fosse la grande favorita: Fred Vasseur aveva aperto un canale molto serio che aveva portato la squadra del Cavallino a stanziare un extra budget per Adrian, accettando che potesse assumere un ruolo da consulente, esterno alla struttura del Reparto Corse, potendo rimanere a vivere in Gran Bretagna.

La Ferrari aveva attratto Adrian Newey

La Ferrari aveva attratto Adrian Newey

Foto di: Uncredited

L’abile Stroll non ha esitato a rilanciare con un’offerta monstre, degna di un top driver e non di un tecnico (si parla di 100 milioni in tre anni più una serie premi in funzione dei risultati…), ma c’è chi sostiene che Adrian avrebbe comunque scelto la Ferrari se a Maranello avessero pareggiato l’offerta.

E a quel punto sarebbe scattato lo stop all’interno della Scuderia: non solo per il tentativo di lanciare un’asta, quanto per la chiara sensazione che nella scelta non emergesse un attaccamento alla maglia. Un atteggiamento che avrebbe indispettito i vertici del Cavallino, John Elkann e Benedetto Vigna, e convinto pienamente Vasseur. Il team principal sta facendo un grande lavoro per costruire una squadra coesa che faccia del gruppo una delle sue forze principali.

Frederic Vasseur, Team Principal Ferrari saluta i tifosi del Cavallino dopo il trionfo di Monza

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Foto di: Ferrari

Intorno a Singapore il transalpino annuncerà il nuovo organigramma della Gestione Sportiva che può fare a meno di tecnici superstar, visto che il nucleo esistente a cui si aggiungerà dal 1 ottobre Loic Serra, ha dimostrato di sapere riportare alla vittoria la SF-24 a Monza con una strepitosa gara di Charles Leclerc, dopo un periodo difficile e complicato nello sviluppo della monoposto.

La Ferrari guarda avanti con fiducia: si aspettano conferme da Baku e Singapore e non ha alcun rimpianto di ciò che non si è concretizzato…

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