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Analisi
Formula 1 GP del Canada

F1 | Ferrari: a Montreal si è visto equilibrio tra previsioni e pista

Seppur non sia giunto il podio, in Canada la Ferrari ha mostrato qualche segnale incoraggiante, non solo in termini di passo, ma anche di correlazione tra i rendimenti attesi sulla strategia e gli pneumatici con ciò che si è poi effettivamente visto in pista. Per quanto diversi elementi abbiano giocato a favore, forse questo è l'aspetto più importante del weekend, perché in altri appuntamenti era venuto meno. Ad attendere sul cammino della Rossa verso la maturità ci saranno due prove impegnative: Austria e Gran Bretagna.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

Otto gare, otto podi e sei vittorie. Se c’è un aspetto che il mondiale 2023 ha dimostrato in più occasioni è che una delle poche certezze di questo campionato risiede nella coppia d'assi formata da Red Bull e Max Verstappen, capace di imporre il proprio sigillo anche in terra canadese.

Tuttavia, dietro all’olandese i valori in campo continuano a variare di gara in gara, da pista a pista, in particolare nella lotta per il podio. A Montreal i team arrivavano con aspettative differenti: Mercedes voleva riconfermarsi dopo il doppio podio spagnolo, Ferrari era a caccia di risposte sul nuovo pacchetto di aggiornamenti mentre in casa Aston Martin l’obiettivo era risollevarsi dopo un weekend in ombra.

Su un tracciato sulla carta ben più adatto alle caratteristiche della SF-23 di quanto non lo fosse il Montmelò, la prima giornata di prove sembrava aver fornito indicazioni positive per il team del Cavallino, agile sui cordoli, veloce sul passo gara e rapida anche sul giro secco. Rispetto al fiasco spagnolo, senza dubbio uno dei momenti più difficili della stagione, due intense settimane di lavoro dietro le quinte e una pista amica hanno aiutato a esaltare quelli che sono i punti di forza della vettura italiana, riportandola in gioco per un risultato di prestigio.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Photo by: Ferrari

Senza farne mistero, è lecito suggerire che il layout di Montreal ha messo in evidenza alcune caratteristiche positive della SF-23. Tornando a due settimane fa, era stato lo stesso Carlos Sainz a suggerire come il nuovo pacchetto di aggiornamenti fosse rivolto nella fattispecie a migliorare le prestazioni nelle curve lente fornendo una finestra pi funzionamento più ampia.

In questo caso, la strada percorsa da Melbourne in poi in termini di assetto ha giocato a proprio favore, con un set-up più morbido che ha permesso ben figurare nelle curve più lente così come sui cordoli, anche perché quelli del tracciato canadese in alcuni punti sono sensibilmente più alti di quelli che si trovano su altre piste. Da una parte ci sono squadre come Red Bull che hanno impiegato maggior tempo per trovare la propria strada, mentre dall’altra c’è chi è riuscito a adattarsi rapidamente, come Ferrari. Inoltre, le buone doti di efficienza e una configurazione aerodinamica più scarica delle rivale dirette, soprattutto di Aston Martin, ha permesso di mantenere un buon vantaggio sui rettilinei.

Una fiducia tradita dall’arrivo della pioggia al sabato, che ha poi portato a una deludente qualifica tramutata in un decimo e undicesimo posto sulla griglia di partenza. A quel punto tutte le ambizioni nate al venerdì sono crollate, perché rimontare e lottare per il podio sarebbe stato tutt’altro che semplice.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

Seppur sia vero che storicamente Montreal sia uno di quei tracciati che offre molteplici opportunità di sorpasso, il rischio era quello che si venisse a creare uno trenino favorito dalla presenza del DRS, come si è poi effettivamente verificato. Partendo nel traffico, l’obiettivo era quello di pianificare la strategia pensando di poter girare in aria libera ed esprimere il passo reale della vettura più che quello imposto dagli avversari. È per questo che fin dal principio, come si evince anche dai team radio, entrambi i piloti del Cavallino erano sul “Plan B”, ovvero la strategia a singola sosta.

L’aspetto interessante è che, sulla carta, gli altri piloti che avevano optato per questa strategia, come Sergio Perez e Valtteri Bottas, lo avevano fatto scegliendo la hard, mentre Ferrari si è schierata sulla griglia di partenza puntando sulla media. Una decisione probabilmente pensata per offrire una certa flessibilità tra la possibilità di variare in corsa e andare sulle due soste in caso di Safety Car oppure allungare lo stint per seguire il Plan B.

Scelta che si è concretizzata proprio nel momento dell’entrata della vettura di sicurezza dopo l’incidente di George Russell, spingendo i team a prendere una decisione. Nonostante Ferrari avesse vagliato l’idea di seguire una tattica opposta rispetto a quella di Norris, pensando al pit stop nel caso il britannico non si fosse fermato, il Cavallino è poi rimasto sul piano prestabilito, puntando definitivamente a effettuare una sola sosta.

Primo stint GP Canada 2023

Primo stint GP Canada 2023

Photo by: Gianluca D'Alessandro

Potendo esprimere il proprio passo in aria pulita, gli alfieri della Rossa sono riusciti a costruire rapidamente un vantaggio significativo sui piloti alle proprie spalle, non solo quelli di centro gruppo, ma anche su un Sergio Perez mai davvero in palla per tutto il fine settimana. Ad esempio, in circa 25 giri Leclerc, seguito a breve distanza da Sainz, è stato in grado di ampliare il gap sull’Alpine di Esteban Ocon fino a circa 16 secondi, un delta quasi sufficiente a garantirsi la finestra per il pit stop uscendo comunque davanti. Osservando anche il confronto con Fernando Alonso e Lewis Hamilton, i quali si trovavano di fronte al duo in Rosso, nonostante vi fosse una differenza di vita degli pneumatici, il monegasco ha mantenuto a lungo il distacco dallo spagnolo dell’Aston Martin sotto i cinque secondi, calando solo nella parte conclusiva.

Significativo anche l’ultimo stint, di lunghezza simile tra i tre attori protagonisti del confronto. Leclerc e Alonso, entrambi sulla hard, hanno girato un passo simile, mentre inizialmente Hamilton è stato in grado di sfruttare la bontà della media per imporre un ritmo significativo, alzando i tempi sul finale quando le posizioni si sono virtualmente cristallizzate.

Indubbiamente, il (non) problema al sistema di alimentazione sulla AMR23 numero 14 non ha permesso di mantenere costante il ritmo in determinate fasi, soprattutto perché il lift and coast non ha aiutato a tenere le gomme nella corretta finestra di funzionamento, ma il team ha minimizzato sull’impatto cronometrico quantificandolo in circa un decimo per passaggio.

Secondo stint GP Canada 2023

Secondo stint GP Canada 2023

Photo by: Gianluca D'Alessandro

Realisticamente, se Ferrari fosse partita nelle prime due file come si prospettava dopo il venerdì, il podio non sarebbe stato un miraggio, ma un obiettivo concreto e alla portata. Forse sarebbero cambiati diversi scenari e l’opzione singola sosta non sarebbe stata altrettanto percorribile, spostando l’attenzione sulla possibilità di tentare (o coprire) un undercut.

Due sono gli aspetti significativi del weekend: il primo è che, pur su un pista amica, il pacchetto ha effettivamente dimostrato buone potenzialità anche in gara, confermando i punti di forza di questa vettura. Il secondo riguarda il fatto che i rendimenti degli pneumatici hanno seguito esattamente le previsioni degli strateghi: questo è forse l’elemento più importante, non solo perché in altri appuntamenti era venuto meno, ma anche perché consente di pianificare la gara con maggior sicurezza.

Al di là di tutti gli elementi che hanno giocato a favore della SF-23, come le temperature più fresche rispetto alla prima giornata, un asfalto poco abrasivo, tante curve lente e un degrado delle coperture piuttosto contenuto, come ha poi confermato anche lo stesso Albon che ha potuto spingere senza preoccuparsi dei consumi, in questa occasione vi è stata una correlazione tra le aspettative pre-gara e ciò che si è effettivamente visto in pista.

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

Charles Leclerc, Ferrari SF-23

Photo by: Jake Grant / Motorsport Images

Ferrari aveva pianificato di allungare il primo stint individuando la gomma migliore del weekend, quella media durata poi durata quasi quaranta tornate, il che ha oltretutto permesso di usare il meno possibile la hard, una mescola che non ha fornito grandissimi riferimenti evidenziando un problema di warm-up e di gestione delle temperature.  

Segnali incoraggianti, anche se suggerire che in Canada Ferrari abbia superato la prova di maturità dopo essere stata rimandata in Spagna è affrettato, perché dall’equazione non si possono escludere i diversi elementi a favore. In Formula 1 non esiste alcuna bacchetta magica in grado di risolvere i problemi in pochi giorni. Ad attendere sul cammino della Rossa per arrivare al diploma ci sono altre due prove significative, Austria e Gran Bretagna, dove giungeranno anche delle novità tecniche. Sarà un doppio appuntamento i cui il Cavallino dovrà confrontarsi con i punti deboli più noti della vettura, come la gestione delle gomme sia nei lunghi curvoni medio-veloci che con alte temperature. 

 

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