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F1 | Perez: "Ho sofferto in frenata, dobbiamo capire perché"

Sergio Perez ha concluso il weekend canadese con un sesto posto, lontano dal proprio compagno di squadra e dallo smalto di inizio stagione. Il messicano ha spiegato di non essere riuscito a trovare il passo per reggere il ritmo delle due Ferrari, soffrendo soprattutto in frenata.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Il weekend canadese di Sergio Perez è sicuramente tra quelli che finirà presto nel dimenticatoio, con un sesto posto finale dal retrogusto particolarmente amaro. Per la terza vola consecutiva, il messicano non è riuscito a raggiungere la Q3 in qualifica, venendo eliminato durante la seconda manche, come era successo in Spagna.

A pesare è stata la scelta delle gomme nella fase più delicata del Q2, il che lo ha costretto a una gara in rimonta partendo con la gomma più dura a disposizione, la quale idealmente avrebbe dovuto permettere di effettuare un primo stint abbastanza lungo per togliersi dal traffico.

Pur compiendo progressi nella prima parte di gara, come altri è rimasto bloccato dietro le Ferrari e il trenino DRS formatosi alle spalle di Nico Hulkenberg. Anche le due Rosse hanno effettuato un solo pit stop, ma hanno adottato una strategia opposta con uno stint iniziale con le gomme medie.

Sergio Perez, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing

Photo by: Red Bull Content Pool

Perez è convinto che l’entrata della Safety Car sia entrata nel momento meno propizio, perché ha dato modo a chi era già su una strategia a due soste di effettuare la propria sosta in una buona finestra temporale, risparmiando così il tempo di un pit stop. Per quanto sia vero che ciò gli ha consentito di girare in aria pulita alle spalle delle due Ferrari, Perez ha dovuto ricostruire un margine sulla gomma hard che gli permettesse di non rientrare nel traffico una volta effettuata la sua sosta.

"Credo che ci fosse un po' più di margine", ha detto Perez quando Motorsport.com gli ha chiesto se avrebbe potuto fare meglio del sesto posto.

 "Ma oggi non avevamo il passo giusto. Abbiamo fatto fatica. Credo che la Safety Car ci abbia danneggiato pesantemente, perché è arrivata nel momento sbagliato per noi. Quindi, sì, la fortuna non è con noi al momento, ma è così che vanno le cose".

Sergio Perez, Red Bull Racing RB19, Kevin Magnussen, Haas VF-23, Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Sergio Perez, Red Bull Racing RB19, Kevin Magnussen, Haas VF-23, Carlos Sainz, Ferrari SF-23

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Quando gli è stato chiesto di parlare della sua difficoltà a tenere il passo durante il weekend di Montreal, è stato chiaro sul problema principale, concentrandosi in particolare sulla frenata. È importante tenere a mente che diversi piloti hanno fatto fatica sotto questo aspetto, soffrendo gli avvallamenti dell’asfalto che si estendevano fino alla zona di staccata.

"Fondamentalmente in frenata. Credo che la gestione non sia stata ottimale, quindi la frenata è stata la cosa più importante. Ed è su questo punto che pensiamo di dover intervenire per capire cosa sta succedendo e poi tornare forti".

Alla domanda se potesse approfondire l'origine del problema, Perez ha spiegato che servirà del tempo per capire a fondo cosa non abbia funzionato: "Al momento no. Abbiamo fatto qualcosa con le gomme, qualcosa con l'assetto, alcune cose che devono capire esattamente".

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

Il Team Principal della Red Bull, Christian Horner, ha minimizzato l'ipotesi di un problema meccanico della vettura, sostenendo che fosse più qualcosa legato allo sfruttamento degli pneumatici: "Certamente, non credo che ci sia qualcosa di specifico. Penso che stesse lottando come gli altri per generare la temperatura negli pneumatici. Naturalmente è un aspetto in cui Max è sempre stato molto forte per il modo in cui guida la macchina”.

"Quindi credo che Checo, partito con la gomma dura, abbia perso un po' di contatto con chi aveva davanti prima di fermarsi sulla media. Ha avuto problemi simili a quelli avuti con le hard, ma poi ha girato un po’ in aria pulita”.

"Ed è lì che abbiamo fatto il giro più veloce. Ad essere onesti, non era molto lontano da quello che la simulazione suggeriva".

 

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