F1 | Domenicali: "Imola potrebbe rientrare nei GP a rotazione. E Monza..."
Il presidente e Ceo di F1 in un'approfondita intervista esclusiva concessa ad Autosprint entra nel dettaglio sul futuro calendario dei GP, visto che ci sono molte candidature in più rispetto alle 24 gare spalmabili in un anno. Imola potrebbe restare nel Circus accettando le alternanze. E Monza deve fare tutti gli ammodernamenti per evitarle.
La F1 guarda al futuro dopo una stagione 2024 straordinaria che ha offerto sette vincitori di GP in 24 gare in calendario. Il Patto della Concordia scade alla fine di quest’anno e al di là dell’allargamento delle squadre con l’ingresso di General Motors dal 2026, uno dei temi forti in discussione sarà il calendario, perché le richieste degli organizzatori che vogliono entrare sono decisamente superiori alle date disponibili.
Il rinnovo di Spa-Francorchamps per quattro GP del Belgio da disputarsi in sei anni (saltano le edizioni del 2028 e del 2030) apre a un tema che è sempre rimasto sottotraccia e che ora, invece, diventa di grande attualità: l’alternanza di alcuni appuntamenti che permetterebbe di allargare il bacino dei tracciati inclusi nel mondiale di F1.
Stefano Domenicali, CEO di F1, si congratula con il campione del mondo Max Verstappen
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
L’Italia vive un’anomalia visto che, al momento, ha il privilegio di contare su due GP (Monza e Imola) e solo gli Stati Uniti se ne possono permettere tre. In un’interessante intervista esclusiva rilasciata al settimanale Autosprint, Stefano Domenicali traccia un quadro quanto mai chiaro: “Il contratto con Monza è stato rinnovato con degli importanti impegni in termini di lavori di ammodernamento delle infrastrutture. Quello che è stato fatto a Monza lo scorso anno è stato soltanto un primo passo necessario. Il concetto che avere la fortuna di essere considerato un luogo storico non vuol dire che deve restare vecchio. Storico è un valore solo se proiettato al futuro”.
Tifosi sotto il podio di Monza dopo il GP d'Italia
Foto di: Ferrari
“L’impianto brianzolo deve ammodernarsi. E devo dire che il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, ci ha messo la faccia nel prendere certi impegni e senza il suo impegno sarebbe stato difficile chiudere certi accordi. È chiaro che c’è stato l’apporto significativo a livello governativo della Regione per la parte economica. Adesso dobbiamo capire per Imola”.
Il presidente e Ceo di F1 ha una visione molto chiara di quello che dovrà essere il futuro. È riconoscente a Imola perché ha contribuito alla costruzione di un calendario nel pieno della pandemia del Covid:
“Imola ha la volontà di proseguire e portare avanti un progetto. L’Enzo e Dino Ferrari è un circuito importante che potrebbe rientrare nella logica delle rotazioni, ma non con Monza. Certamente, se in Brianza non rispettassero gli accordi presi, ci sarebbe già pronta una candidatura forte con Imola. Mai dire mai. Prima dell’inizio della prossima stagione avremo la definizione della posizione del futuro”.
Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Domenicali, insomma, in modo molto chiaro delinea uno scenario molto fluido, dove Imola (che va in scadenza quest’anno) potrebbe avere un ruolo alternato con altri tracciati e non solo con Spa-Francorchamps (ma il recupero nel 2026 della gara persa per l’alluvione del 2023 è andato in… cavalleria?).
Il puzzle non è di facile composizione, visto che c’è la volontà di portare una gara nel Continente africano che oggi non è rappresentato (si parla di tempi medio-lunghi). E la Spagna dal 2026 punterà su Madrid oltre che su Barcellona. Insomma, ci saranno dei nodi da sciogliere se avanzano le candidature di Thailandia, Corea del Sud e Turchia, oltre all’Argentina che si è accesa con il debutto di Franco Colapinto. Il gioco degli incastri non sarà facile e Monza dovrà essere accorta a non cascarci dentro…
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