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F1 | Aston, Silverstone è il punto più basso: cosa è riuscita a imparare nella gara più difficile dell'anno

In attesa che arrivi la AMR26 2.0 in Ungheria, Silverstone ha rappresentato una delle gare più difficili dell'anno, se non la più ardua in assoluto, sia sul fronte del distacco sul giro secco che della gestione gomma in gara, al punto che i piloti sono arrivati a supplicare di tornare ai box. Ma il team ha potuto comunque studiare alcuni aspetti.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing, Lance Stroll, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing, Lance Stroll, Aston Martin Racing

Foto di: Manuel Eletto / Getty Images

Aston Martin non sta attraversando un periodo semplice e tutta l’attenzione è già rivolta all’Ungheria, dove arriverà un pacchetto di aggiornamenti particolarmente corposo che dovrebbe cambiare in modo significativo il volto della AMR26. La scelta è stata quella di concentrare in un’unica soluzione diversi interventi tecnici, agendo sulle fondamenta della vettura per migliorare l’aerodinamica e ridurre il peso.

Elementi che mostrano chiaramente come la versione base della monoposto non abbia soddisfatto le aspettative del team, al punto da spingere la squadra a cambiare direzione di sviluppo subito dopo l’Australia. Una scelta che, per certi versi, richiede anche coraggio, perché in questa fase, con una vettura priva di aggiornamenti, Aston Martin si espone inevitabilmente a weekend complicati. 

I problemi della Power Unit Honda sono ormai ben noti e la speranza è quella di compiere un netto passo avanti con l’arrivo della versione aggiornata dotata di ADUO dopo la sosta estiva. È però evidente che anche sul fronte del telaio ci siano diversi aspetti da rivedere, motivo per cui in Ungheria è attesa una revisione molto ampia. Il weekend di Silverstone ha messo in luce tutte queste criticità in modo ancora più evidente.

Lance Stroll, Aston Martin Racing

Lance Stroll, Aston Martin Racing

Foto di: James Sutton / LAT Images via Getty Images

E, per certi versi, si può dire che proprio quello di casa sia stato il fine settimana più difficile dell’anno sul fronte della performance. Certo, a inizio campionato ci sono stati Gran Premi complessi, ma il peso dei problemi Honda era decisamente superiore rispetto a oggi, soprattutto con le vibrazioni che limitavano il chilometraggio costringendo a girare con serbatoi carichi. Ora, invece, sono emersi anche altri limiti del progetto.

A Silverstone, invece, al di là delle criticità della Power Unit, sono emersi soprattutto quei problemi che hanno spinto il team a virare verso una vettura 2.0. Ad esempio, il degrado gomma è stato così marcato da costringere persino Lance Stroll a fermarsi ai box per sostituire gli pneumatici nella sprint, complice un sottosterzo molto pronunciato che lo metteva in difficoltà persino nel rimanere in pista. Questi sono i limiti di un bilanciamento imperfetto che deriva dal margine ridotto per impostare la vettura in un certo modo.

Un problema legato soprattutto alla parte superficiale della gomma, al battistrada, perché pressioni e temperature di esercizio erano ancora entro la finestra ideale. Questo conferma che la questione riguardasse più il modo in cui lo pneumatico veniva sfruttato, in particolare l’anteriore sinistra, molto sollecitata a Silverstone, e il bilanciamento generale della monoposto.

Lance Stroll, Aston Martin Racing

Lance Stroll, Aston Martin Racing

Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images

Certo, la scelta della soft, quando quasi l’intera griglia aveva puntato sulla media, aiuta in parte a spiegare perché sia stato così complesso arrivare al traguardo, trasformando la sprint quasi in un test per raccogliere dati. Ma il punto è che gli stessi problemi si sono ripresentati anche la domenica, quando la strategia era identica a quella dei rivali.

Ed è così che il weekend di Silverstone, consapevoli dei problemi, si è trasformato in un test per capire internamente alcuni elementi: “Abbiamo corso uno contro l’altro all’interno del team. Questo ti aiuta molto a capire come spendi la tua energia e come ti difendi. Penso sia stato abbastanza utile”, ha detto Mike Krack, responsabile di bordo pista per le operazioni Aston Martin.

“Credo che abbiamo anche capito che dobbiamo fare un po’ più di compiti a casa su alcune delle nostre comunicazioni interne durante la gara. La gomma non era facile da interpretare durante questo fine settimana. Abbiamo provato a usare la soft sabato e abbiamo visto che sarebbe stato davvero difficile utilizzarla con la nostra macchina e il nostro bilanciamento”.

Lance Stroll, Aston Martin Racing, Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Lance Stroll, Aston Martin Racing, Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Colin McMaster / LAT Images via Getty Images

“Nelle gare precedenti siamo riusciti a usare mescole più morbide, quindi penso che questo sia un buon insegnamento per il futuro”, ha poi aggiunto Krack. In effetti, già dalle qualifiche si era visto come il gap fosse piuttosto consistente, tanto da accumulare anche oltre un secondo di distacco da Cadilac e oltre due dall’ultimo posto per accedere al Q1.

Certo, si può giustamente rimarcare come gli altri abbiano continuato ad aggiornare la vettura mentre Aston Martin no, ma a meno di problemi particolari non era mai successo che la miglior AMR26 chiudesse la prima manche con un distacco così ampio dall’ultimo posto utile per evitare l’eliminazione. Anche in gara quelle stesse difficoltà si sono ripresentate, forse in maniera ancora più evidente.

Già dopo una quindicina di giri, infatti, Stroll chiedeva di rientrare ai box in anticipo dovendo combattere con un forte sottosterzo, arrivando persino a dire “Dobbiamo fermarci ai box, per favore, fermatemi, vi supplico”, mentre Aston Martin, guardando anche al secondo stint con la hard, spingeva per allungare almeno di qualche giro il primo stint.

Lance Stroll, Aston Martin Racing

Lance Stroll, Aston Martin Racing

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Così la gara si è trasformata in una lotta interna tra i due piloti del team e questo ha permesso di capire qualcosa in più sul comportamento della monoposto nel traffico e in una situazione di duello, sia per quanto riguarda la reazione delle gomme, sia per la gestione dell’energia. Informazioni che torneranno utili quando il team comincerà a risalire la classifica, ritrovandosi a duellare con altre squadre di centro gruppo.

“Abbiamo le informazioni che ci servono e sappiamo dove dobbiamo migliorare, quindi questi weekend sono semplicemente una questione di pazienza e di aspettare che arrivino gli aggiornamenti", ha detto dopo la gara, riferendosi al pacchetto di sviluppi previsto per l’Ungheria", ha detto Stroll, alla fine sia incappato in diverse penalità per track limit proprio a causa delle difficoltà generate dal sottosterzo.

"Abbiamo avuto molto sottosterzo durante la gara e una vettura molto imprevedibile, quindi con i track limits è complicato. Cerco sempre di dare tutto quello che posso, e spero che le cose migliorino presto”, ha aggiunto Stroll. La speranza è che il pacchetto in Ungheria e il nuovo motore dopo la pausa estiva rappresentino davvero la svolta di cui Aston Martin ha bisogno.

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