F1 | Aston Martin: rivoluzione delle forme per concetti estremi
La squadra di Silverstone fa debuttare la AMR23 frutto del lungo lavoro in galleria nei primi sei mesi dell'anno: ridisegnati pance, cofano motore e fondo alla ricerca di una maggiore efficienza per effetto di una minore resistenza all'avanzamento. Andiamo a scoprire quali sono stati gli interventi di Fallow, Furbatto e Blandin sulla "verdona" che si vuole confermare seconda forza dietro alla Red Bull.
F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.
L’Aston Martin fa debuttare a Montreal un pacchetto aerodinamico molto consistente. Sarà che il GP del Canada è la gara di casa di papà Lawrence Stroll, sarà perché il team di Silverstone ha potuto sfruttare nei primi sei mesi 960 ore di galleria contro le 605 di Red Bull e le 720 di Ferrari, sta di fatto che la “verdona” ha cambiato faccia sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve per tornare a essere la prima sfidante della squadra campione del mondo.
Aston Martin AMR23: ecco la fiancata con lo scavo sinuoso
Photo by: Giorgio Piola
La AMR23 rappresenta un grande cambiamento rispetto alla vettura che ha corso le prime sette gare della stagione: c’è una chiara ricerca dell’efficienza aerodinamica nel tentativo di non perdere le doti che hanno portato l’Aston Martin a essere una delle F1 migliori nel lento e nel guidato, ma nella speranza di migliorare nei tratti veloci.
Il direttore tecnico Dan Fallows, coadiuvato da Luca Furbatto e dal capo aerodinamico, Eric Blandin, ha fatto un lavoro di cesello che, se darà i suoi frutti, avvicinerà la macchina di Silverstone alla RB19 che, finora, si è rivelata imbattibile.
Aston Martin AMR23, dettaglio della nuova fiancata
Photo by: Giorgio Piola
L’Aston Martin ha seguito la Red Bull nell’idea di limitare le “perdite” con gli sfoghi dell’aria calda che sono raccolti nella prima parte dell’accresciuto bazooka, alla radice del cofano motore, e che mostrano poi una maggiore portata in coda, con un’apertura stretta e lunga (stile Haas) sulla dorsale della deriva verticale, visto che la pinna è stata molto ridimensionata.
Per tutto il resto lo staff di Silverstone ha seguito ed estremizzato i concetti propri: la pancia è molto interessante perché sopra alle bocche dei radiatori si è ristretto lo scavo che si è quasi dimezzato in larghezza, incrementando però la profondità della “vasca”, mentre nella porzione esterna della fiancata sembra cresciuta la parete del Grand Canyon, fondamentale perché le turbolenze della ruota anteriore non vadano a sporcare l’efficienza del fondo e del marciapiede.
Aston Martin AMR23 dettaglio del nuovo sistema di raffreddamento
Photo by: Uncredited
In quest’area della vettura possiamo trovare qualche similitudine di pensiero con Diego Tondi, capo degli aerodinamici di Maranello: la SF-23 Evo ha tolto le branchie per l’evacuazione del calore dallo scavo, ma ha tenuto la vasca chiusa in alto anche verso la coda, mentre sull’Aston Martin osserviamo che si è scommesso sull’effetto Coanda nella speranza di spingere più flusso verso il marciapiede, tanto che la fiancata ha uno scivolo dietro con un andamento quasi retto, mentre prima era più arcuato.
Aston Martin AMR23, dettaglio del fondo
Photo by: Giorgio Piola
Un grande lavoro è stato fatto anche alla radice della pancia che ora risulta molto più scavata sotto alle bocche dei radiatori: grazie ad un’attenta razionalizzazione degli accessori contenuti nella carrozzeria, è stato possibile creare una sorta di canale che scorre lungo tutto l’attacco della fiancata al marciapiede e sfoga l’aria su una porzione della rampa del diffusore che non risulta più coperta per l’evidente dimagrimento del bodywork.
Il fondo è completamente nuovo: il “bargeboard” esterno è stato ridisegnato e il pavimento nella parte centrale non si spinge fino alla massima larghezza concessa dal regolamento perché c’è un restringimento in prossimità del fondo che si gonfia per la presenza di una sorta di “polmone” utile a controllare l’insorgenza del porpoising.
Gli ingegneri di Silverstone hanno posto molta attenzione al disegno del fondo perché l’aumento di downforce non sia causa del fastidioso pompaggio aerodinamico che ha colpito in particolare la Ferrari a Barcellona. La AMR23 ha ridotto la resistenza all’avanzamento e la speranza è di vedere sul tracciato di Montreal velocità più consone ai lunghi rettilinei canadesi…
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