Vai al contenuto principale

Consigliato per te

MotoGP | Bagnaia operato con successo per sindrome compartimentale, obiettivo rientro a Silverstone

MotoGP
MotoGP | Bagnaia operato con successo per sindrome compartimentale, obiettivo rientro a Silverstone

Ferrari 849 Testarossa Spider: troppe chiacchiere...ora parla lei

Prodotto
Motor1.com Italia
Ferrari 849 Testarossa Spider: troppe chiacchiere...ora parla lei

MotoGP | Torna la Tribuna Aprilia a Misano dal 12 al 13 settembre

MotoGP
San Marino
MotoGP | Torna la Tribuna Aprilia a Misano dal 12 al 13 settembre

Ferrari Challenge | La serie Europe a Portimão per il quinto round della stagione

Ferrari Challenge
Ferrari Challenge | La serie Europe a Portimão per il quinto round della stagione

MotoGP | Bezzecchi: "E' un momento duro e fa male, non lo nego. Ma noi siamo più duri"

MotoGP
Germania
MotoGP | Bezzecchi: "E' un momento duro e fa male, non lo nego. Ma noi siamo più duri"

GT World | Misano grande impegno per le Pirelli tra frenate, trasferimenti di carico e temperature alte

GT World Challenge Europe Sprint
Misano
GT World | Misano grande impegno per le Pirelli tra frenate, trasferimenti di carico e temperature alte

F1 | D'Ambrosio: "Abbiamo vinto due GP, ma la chiave è mantenere i piedi per terra"

Formula 1
Belgio
F1 | D'Ambrosio: "Abbiamo vinto due GP, ma la chiave è mantenere i piedi per terra"

MotoGP | Inside Ducati racconta la decima corona da "Sachsenking" di Marc Marquez

MotoGP
Germania
MotoGP | Inside Ducati racconta la decima corona da "Sachsenking" di Marc Marquez

F1 | Antonelli: la pole è sfumata all’ultima chicane, ma Mercedes è stata battuta al suo stesso gioco

La qualifica Sprint ha regalato tanti temi e sorprese, anche per la Mercedes stessa, che qui si aspettava di essere la vettura di riferimento. La pole per Antonelli è sfumata alla staccata dell'ultima chicane, ma il punto chiave è il lavoro necessario sulla strategia energetica in nottata, dove nei long run e sul giro secco la Rossa ha stupito.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Solo undici millesimi hanno separato Andrea Kimi Antonelli dalla pole position della sprint del GP di Gran Bretagna, ma oltre al rimpianto per una prima posizione svanita a pochi metri dal traguardo, in casa Mercedes c’è soprattutto stupore per la competitività mostrata dalla Ferrari, decisamente superiore rispetto alle aspettative della vigilia.

L’italiano è rimasto in piena lotta per la pole fino alla staccata dell’ultima chicane, il punto in cui Lewis Hamilton è riuscito davvero a fare la differenza con una frenata eccezionale. L’inglese non solo ha ritardato il momento in cui ha tolto il piede dall’acceleratore, ma ha anche portato più velocità in ingresso, riuscendo a essere efficace in percorrenza.

Il sette volte iridato ha poi perso qualcosa in uscita, dove per tutti la vera limitazione si è confermata essere la gestione del posteriore data qualche difficoltà nel mantenere viva la soft nella parte conclusiva del giro. Pur dovendo convivere con un po’ di sovrasterzo, in uscita Antonelli è riuscito a tornare a guadagnare nello slancio verso il traguardo, ma non abbastanza da compensare quanto perso nella fase precedente.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

È lì che è svanita la pole dell’italiano, ma in casa Mercedes è evidente che le domande e le perplessità siano altre. Proprio nelle zone del circuito dove la Stella avrebbe dovuto primeggiare, la W17 non ha mostrato i guadagni attesi, finendo per condizionare l’intero giro, perché quando non c'è la superiorità sperata, allora cambia il modo di fare il tempo.

La parola chiave è efficienza, non solo aerodinamica ma anche energetica. Dopo i test in Austria in cui aveva effettuato prove comparative, la Ferrari si è presentata a Silverstone con un pacchetto leggermente modificato, rinunciando ad alcune delle novità, un segnale che l'intento era provare qualcosa di diverso su una pista dove l'efficienza è centrale. Ma la grande sorpresa riguarda soprattutto il modo in cui la Rossa ha gestito l’energia. 

Mentre molti hanno dovuto esplorare soluzioni diverse e adattarsi turno dopo turno, i tecnici di Maranello sono arrivati a Silverstone con un’idea chiara sin dal primo minuto. Hanno individuato rapidamente una finestra efficace sia sul fronte dello sfruttamento della Power Unit sia sul bilanciamento generale della vettura. 

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Più che chiudere del tutto il deficit, l’obiettivo era riuscire a contenerlo, perché alla vigilia si temeva potesse essere significativo. La Ferrari sembra meno energivora nella prima parte del giro, dove in effetti perde diversi decimi da Mercedes sugli allunghi. Ma nella zona di Copse emerge un comportamento completamente diverso. Già dalle libere si era notato come la Rossa arrivasse a quel punto con velocità di punta superiori ai rivali, che tendevano a tagliare l’elettrico in anticipo per conservare energia.

La Ferrari, invece, ha mantenuto l’erogazione più a lungo, presentandosi all’ingresso della Copse con una decina di km/h in più. Qui nasce il tema interessante e dove il telaio Ferrari ha fatto la differenza, più di quanto possa apparire a un primo sguardo. Sebbene sia vero che ormai Copse è un tratto che si percorre in pieno da anni, con le vetture 2026 non era necessariamente così scontato. Ma la Ferrari ha fatto valere le sue qualità di carico e un ottimo bilanciamento, percorrendola con una velocità di circa 7 km/h più alta.

Guardando il grafico si nota come in uscita da Copse Antonelli torni a guadagnare velocità, segno anche di un dispendio energetico maggiore rispetto per riportarsi sulla velocità degli altri. Uscire più forte, come nel caso di Hamilton, significa sprecare meno energia nel tratto che porta verso Maggots, Becketts e Chapel, dove la Ferrari “plafona” per l’assenza del supporto elettrico ma riesce a mantenersi su valori molto vicini alla W17, guadagnando nel complesso (allungo verso Copse incluso) oltre un decimo e mezzo.

Confronto telemetrico Hamilton-Antonelli SprintQ Silverstone

Confronto telemetrico Hamilton-Antonelli SprintQ Silverstone

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Su questo fronte la Mercedes non è sembrata perfetta e c'è anche un altro tema curioso. Nella zona di Becketts e Chapel, Mercedes è sì più rapida in percorrenza, ma alzando tanto il piede facendo lift and coast, mentre Hamilton pur tenendo più a lungo il piede sull'acceleratore porta minor velocità, sacrificando quel tratto per recuperare energia e poi andare sull'acceleratore più tardi come gli aveva chiesto Ferrari durante le libere. 

È stata una Mercedes imperfetta, anche sul bilanciamento. Mentre la SF‑26 ha dato fiducia sin dai primi giri, esaltando quelle qualità nei curvoni già viste in altri appuntamenti del mondiale, la W17 è apparsa fin troppo puntata sull’anteriore, soffrendo le forti folate di vento trasversali del venerdì. Non è un caso che lo stesso Antonelli abbia sottolineato come in SQ1 e SQ2 il bilanciamento non fosse ancora al livello desiderato.

“È stato frustrante per noi. Nelle ultime gare eravamo riusciti a partire con un set‑up iniziale abbastanza solido, ma oggi ci è sembrato di essere sempre un passo indietro. Nel corso delle sessioni abbiamo apportato modifiche per dare più stabilità alla vettura, ma la sensazione era che l’anteriore fosse ancora troppo forte, cosa che non aiuta quando c’è così tanto vento”, ha spiegato Andrew Showlin, con Mercedes che lavorerà per adattare la sua strategia ibrida dopo la sprint.

“Inoltre, c’è una differenza di velocità che dobbiamo capire e che ci è costata un bel po’ di tempo sui rettilinei. Non possiamo intervenire prima della Sprint di domani, ma stiamo lavorando per risolvere questi problemi e trovare un compromesso migliore di set‑up in vista delle qualifiche del Gran Premio”.

Leggi anche:
Articolo precedente F1 | “Alcune cose non hanno senso”: perché Russell è rimasto spiazzato dalla pole Ferrari
Prossimo Articolo F1 | McLaren: un problema ai freni rallenta Norris, ma le posizioni rispecchiano il valore delle MCL40

Top Comments

Ultime notizie