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F1 | Hamilton: “Mi avevano spaventato che avremmo perso 6 decimi. Temevamo un crollo di potenza, invece siamo lì”

È una pole che ha sorpreso tutti quella di Hamilton a partire dal pilota stesso. Ieri c'era il timore che la Ferrari potesse faticare sui rettilinei e lo stesso britannico non lo aveva nascosto in conferenza stampa, ma i dati reali si sono rivelati migliori delle simulazioni pre-weekend. Lewis ha voluto dedicare la pole al team in fabbrica.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images

Nella conferenza stampa del giovedì Lewis Hamilton non aveva nascosto i timori che, per la Ferrari, il Gran Premio di casa a Silverstone potesse rivelarsi uno dei più complicati dell’intera stagione, considerando il gap di potenza sul motore termico che la SF‑26 accusa rispetto ai rivali. E invece, a sorpresa, è stato proprio il Cavallino a prendersi la pole position per la Sprint, facendo esplodere di entusiasmo il pubblico sulle tribune. 

Dalle simulazioni, sebbene molti team avessero lavorato con 7,5 MJ di energia invece dei 6,5 imposti all’ultimo dalla FIA per limitare superclipping e lift and coast, tutti i piloti erano concordi nel ritenere che a Silverstone si sarebbe assistito a uno spettacolo diverso dal solito. Per certi versi anche malinconico, perché i curvoni veloci sarebbero diventati punti di ricarica più che vere curve da affrontare in pieno.

E invece è proprio questo ad aver sorpreso Hamilton, al di là del valore mostrato dalla Ferrari: si aspettava un calo di potenza molto più marcato. È vero che, in termini generali, tutti quest’anno hanno evidenziato una riduzione di velocità piuttosto netta rispetto ai riferimenti del 2025, arrivando in alcuni punti a perdere anche 40 km/h. Ma non immaginava che la SF‑26, su questo terreno, potesse restare così vicina ai rivali, anzi.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

“Sono molto, molto felice. Onestamente perché, se mi avete sentito in conferenza stampa, sapete che pensavamo tutti che la pista sarebbe stata diversa [con queste vetture], invece non è così. La pista è ancora fenomenale, continua a dare sensazioni splendide. Il calo [di potenza] del motore non è nemmeno lontanamente vicino a ciò che ci aspettavamo”, ha commentato Lewis dopo le qualifiche.

In effetti, arrivando dall’Austria, dove la Ferrari aveva sofferto sui rettilinei, c’era il timore che anche Silverstone potesse rivelarsi una pista ostile per la SF‑26. E invece, in quello che ci si aspettava essere un fortino Mercedes, è emersa proprio la Ferrari. Per parafrasare, ricorda quasi quel “a casa loro” pronunciato da Sebastian Vettel nel 2018, e curiosamente oggi è anche il giorno del suo compleanno. 

“In più, ieri mi avevano quasi spaventato: mi dicevano che avrei perso sei decimi sul dritto rispetto agli altri. Nell’ultima gara [in Austria] eravamo quattro decimi più lenti sul rettilineo, ma oggi all’improvviso siamo praticamente lì. Mi chiedevo se fosse reale o se in qualifica avrebbero alzato la potenza, e invece eravamo davvero lì a lottare con loro”, ha aggiunto Hamilton.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Già dal primo turno di libere si erano visti approcci molto diversi nella gestione dell’energia, con filosofie profondamente differenti da squadra a squadra. La Ferrari è sembrata individuare subito la direzione giusta e, osservando i dati, il tempo perso sui rettilinei non è così sorprendente come ci si poteva attendere alla vigilia. Ancora di più se si considera che in Q3 la Mercedes sembra riuscire a estrarre qualcosa in più dalla propria Power Unit.

Ciò che sorprende è soprattutto come, prima di Copse, la Ferrari sia riuscita a raggiungere un’ottima velocità di punta e, sebbene fosse lecito aspettarsi che nella percorrenza della curva veloce il suo carico potesse emergere, il vero elemento inatteso è stato un altro: nei tratti successivi la SF‑26 aveva ancora energia da spendere prima di arrivare al plafonamento, momento in cui entra in gioco soltanto il motore termico.

Anzi, prima dell’ultima chicane la Ferrari è riuscita addirittura ad avere qualcosa in più per allungare e recuperare prima della staccata conclusiva. Una pole emozionante che Hamilton ha voluto dedicare soprattutto al pubblico e a tutti i dipendenti del Cavallino, che in fabbrica continuano a spingere per portare nuovi componenti. Anche qui a Silverstone è arrivato un affinamento ai brake duct posteriori e, sebbene non si tratti di una rivoluzione, è la conferma di quanto la Rossa stia premendo sull’acceleratore.

Lewis Hamilton, Ferrari, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Lewis Hamilton, Ferrari, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images

“Voglio ringraziare tutti coloro che lavorano in fabbrica, perché non lo dirò mai abbastanza. Stanno spingendo tantissimo. L’anno scorso eravamo un po’ bloccati, non potevamo fare molto. Ora stanno trovando soluzioni, aggiungono elementi alla vettura e ogni weekend portiamo piccoli aggiornamenti che aggiungono prestazione. La macchina, oggi, è stata fantastica”.

L’aspetto positivo è che, al di là della questione motore, rispetto alla scorsa settimana la SF‑26 sembra muoversi in una finestra di bilanciamento decisamente più centrata. Hamilton ha definito ottima la monoposto anche nei long run, non solo sul giro secco. Certo, imporsi in gara non sarà semplice, ma la speranza è quella di riuscire a sorprendere anche domani.

“Devo ancora andare a guardare il passo gara, ma la macchina nel long run è sembrata davvero ottima. Sì, sarà ovviamente una sfida dura con questi ragazzi, sono tutti molto vicini, però non penso sia impossibile, siamo in un’ottima posizione. C’è però molto gioco di scie nei primi giri, e non sarà semplice tenere dietro una Mercedes o una Power Unit Red Bull, ma darò davvero tutto per questi tifosi”.

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