F1 | Al GP Monaco il graining non dovrebbe influenzare troppo le gomme. Ecco perché
Con lo sforzo degli pneumatici concentrato quasi esclusivamente sulla trazione, l'eventuale graining non dovrebbe essere un fattore determinante al GP di Monaco. Il tracciato, inoltre, presenterà diversi tratti riasfaltati.
Grafico Pirelli, GP Monaco
Foto di: Pirelli
Quest'anno il Gran Premio di Monaco apre la stagione europea della Formula 1 dopo i primi 5 appuntamenti svolti al di fuori del Vecchio Continente, per l'appunto, lo fa in grande stile e con un glamour unico nel suo genere.
Si tratta di un appuntamento irripetibile nel corso della stagione. Lo è per questioni di storia, ma anche di caratteristiche della pista cittadina. Si corre in due carreggiate di senso opposto che, nel corso dell'anno, non fanno altro che rappresentare strade quotidiane per i residenti del Principato.
Come da tradizione, Pirelli porta a Monaco le tre mescole più morbide della sua gamma. Quest'anno sono le C3 (Hard), C4 (Medium) e C5 (Soft), mentre le C6 sono state abolite dopo l'esperimento non andato a buon fine nell'edizione passata.
La scelta delle gomme, ovvero le tre più morbide, è facile da intuire. A Monte-Carlo è necessario trovare più grip possibile e le mescole scelte sono il compromesso migliore. senza contare che l'asfalto è molto liscio e quest'anno vi saranno vari tratti rifatti.
La pista è stata riasfaltata tra le curve 19 e 1, tra la curva 7 e l’ingresso del tunnel, oltre che in entrata e uscita dalla pit lane.
Grafico Pirelli, GP Monaco
Foto di: Pirelli
Il fenomeno del graining potrebbe manifestarsi ma, stando alle simulazioni fatte da Pirelli, non dovrebbe influenzare in modo significativo il comportamento delle gomme, che nel Principato sono sottoposte principalmente a sollecitazioni legate alla trazione.
Rispetto allo scorso anno, il gran premio della domenica dovrebbe presentare una sola sosta per vettura. Questo per via del basso degrado degli pneumatici previsto sulla pista monegasca.
Lo scorso anno, invece, furono introdotte almeno 2 soste obbligatorie proprio a Monte-Carlo per costringere i piloti a utilizzare almeno 3 set differenti in gara e aumentare l'incertezza su un tracciato che, quasi sempre, offre per lo più zero sorpassi. L'idea sembrava poter essere giusta, almeno sulla carta, ma la strategia adottata dai team sfruttando l'impossibilità di superare portò a rendere ininfluente questa misura adottata. Per questo motivo non sarà ripetuta quest'anno.
L'aspetto che più potrebbe rappresentare il fattore d'incertezza in gara è legato alla presenza dei muri a bordo pista. Al minimo errore l'incidente è dietro l'angolo, così come l'intervento della Safety Car o, addirittura, l'esposizione delle bandiere rosse per permettere ai commissari di spostare le vetture incidentate, sistemare le barriere e ripulire la pista dai detriti.
Se questo si dovesse verificare, allora potremmo vedere strategie diversificate tra i team e, perché no, un'edizione più avvincente rispetto a quella dello scorso anno.
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