F1 | Il premio Mauro Forghieri 2027 sarà consegnato a Formigine ad Arturo Merzario
Mario Vecchi, nell'evento dedicato al genio del progettista modenese che si è svolto sabato nella Motor Valley Fest, ha ufficializzato che l'anno prossimo il prestigioso riconoscimento verrà dato all'83enne campione di Chiavenna. Con "Furia" ha vissuto esperienze straordinarie, come nel 1973 quando portarono in pista una 312 B3 rivista e corretta.
Arturo Merzario
Foto di: Ferrari Media Center
Un riconoscimento giusto e meritato. Arturo Merzario sarà il pilota (ancora oggi indossa casco e tuta nonostante gli 83 anni suonati) che riceverà il Premio Mauro Forghieri 2027 che verrà consegnato nella prossima edizione del Motor Valley Fest a Formigine.
L'annuncio è stato dato sabato scorso nel corso dell'incontro dedicato al ricordo dell'ingegnere Forghieri, una delle figure più straordinarie della storia del motorsport mondiale. Mario Vecchi, ideatore del premio insieme al compianto Giulio Ciceri, ha ufficializzato che il riconoscimento sarà assegnato nel 2027 ad Arturo Merzario, pilota e amico di lunga data di Mauro Forghieri.
l Premio Mauro Forghieri è stato istituito dopo la scomparsa dell'ingegnere modenese per mantenerne viva la memoria e valorizzarne l'eredità professionale e umana. Nelle precedenti edizioni il riconoscimento era stato assegnato a Ercole Colombo, storico fotografo della Formula 1, all'ingegner Giampaolo Dallara e a Franco Antoniazzi, socio di Forghieri nella Oral Engineering, dopo le comuni esperienze in Ferrari e Lamborghini.
Mauro Forghieri con il 12 cilindri Lamborghini che aveva disegnato
Foto di: Franco Nugnes
Formigine vuole assumere un ruolo da protagonista all'interno del Motor Valley Fest, essendo il luogo dedicato alla memoria del "Leonardo da Vinci” del Motorsport, dal momento che è stato un progettista in grado di disegnare una vettura completa e non solo, dal primo all’ultimo bullone.
Arturo Merzario ha vissuto tantissime situazioni curiose insieme a Mauro Forghieri, alcune sono diventate leggendarie. Come nel 1973, quando la 312 B3 di Sandro Colombo con il primo telaio monoscocca realizzato in Gran Bretagna da Thompson si era rivelato un autentico flop, Enzo Ferrari chiese a “Furia” di rifare una macchina nell’Engineering dove il tecnico modenese era stato “confinato”.
Arturo Merzario con la Ferrari 312 B3 di Mauro Forghieri nel GP d'Italia 1973
Foto di: Ercole Colombo
Forghieri, Merzario più un paio di meccanici erano partiti da Modena con una Fiat 131 che sul carrello aveva una monoposto di F1 con meta Zeltweg, il circuito sede del GP d’Austria dove il Circus sarebbe approdato da lì a poco. “Aspetto una telefonata – disse il “Commendatore” a Forghieri – se e solo se la macchina girerà con un certo tempo, altrimenti non la vorrò vedere a Maranello, perché mai sarà una Ferrari”.
Arturo in poche tornate del veloce tracciato adagiato fra le colline della Stiria aveva raggiunto facilmente l’obiettivo. Mentre Merzario si gustava l'ennesima sigaretta in un angolo dei box, Forghieri stava facendo la telefonata: “Ingegnere, abbiamo una Ferrari...”. E i due “complici” tornarono a Maranello per preparare il debutto dell’altra 312 B3. L’inizio di una storia che riportò la rossa al posto che meritava nel Circus della F1.
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