MotoGP | Rivola: "L'Aprilia è la moto di riferimento, ma da qui a dire che siamo i favoriti..."
Dopo la seconda doppietta consecutiva ad Austin, il CEO di Aprilia Racing non ha potuto negare che in questo momento la RS-GP sia la moto da battere in MotoGP. Ma con altre 19 gare da disputare, ritiene anche che sia ancora troppo presto per prendersi con Marco Bezzecchi i galloni di favoriti per la corsa al titolo.
Foto di: Qian Jun / MB Media / Getty Images
Massimo Rivola gongola, ma non potrebbe essere diversamente. Appena qualche mese fa, sembrava impossibile che qualcuno potrebbe togliere alla Ducati l'etichetta di punto di riferimento dal punto di vista tecnico della MotoGP, ma l'impresa sembra essere riuscita all'Aprilia. Ad Austin è arrivata la terza vittoria stagionale per Marco Bezzecchi, la quinta se allarghiamo l'orizzonte alla fine del 2025, con la bellezza di 121 giri consecutivi al comando nelle gara domenicali.
Per di più, per la seconda domenica consecutiva dopo quella di Goiania, anche in Texas le RS-GP hanno fatto doppietta grazie al secondo posto di Jorge Martin, che sabato ha anche regalato alla Casa di Noale il primo centro del 2026 in una Sprint. Un dominio che non permette più al CEO di Aprilia Racing di nascondersi. Dopo il Gran Premio delle Americhe, infatti, anche il manager faentino è stato obbligato ad ammettere che ora le moto venete sono il riferimento, senza volersi prendere però lo scettro di favoriti per il titolo.
"E' chiaro che la moto quest'anno è decisamente performante. Non voglio essere arrogante, ma non sono troppo sorpreso, nel senso che i numeri che ci dicevano che la moto fosse competitiva c'erano. Oggi, giorno dopo giorno, devo dire che la moto è veloce un po' dappertutto. Adesso arriviamo a Jerez, dove tanti hanno provato, anche noi un pochettino, e vedremo dove saremo", ha detto Rivola ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
"Al momento mi sento di dire che l'Aprilia è la moto di riferimento, forse non siamo abituati a sentircelo dire, ma ad oggi i numeri dicono questo. Di qui a dire che siamo favoriti però ne passa: siamo davanti adesso e basta. Credo anche che Jorge ne avrà ancora di crescita, credo che Marco debba ancora fare uno step al sabato. Se l'uomo della domenica diventa anche quello del sabato, sicuramente fa paura", ha aggiunto.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Icon Sportswire via Getty Images
Rivola si gode anche un Bezzecchi che appunto deve ancora un po' sistemare il sabato, come testimoniato dalla caduta nella Sprint quando era secondo, ma che è assolutamente implacabile alla domenica. Oltre ad un Martin che, dopo il doppio intervento chirurgico dell'inverno, sta probabilmente rendendo anche di più del previsto in questa fase.
"Devo dire che quando lui fa un errore al sabato, la domenica reagisce da campione, questo è un segnale bellissimo. Per Jorge non credo sia solo un tema fisico, ma gli manca ancora un ultimo sprazzo di fiducia per essere super esplosivo come lui sa fare. Per cui magari, come ci siamo detti all'inizio dell'anno, pensavo di avere qualche problema di gestione tra un po', ma secondo me arriva presto".
Un discorso di gestione che comunque non sembra preoccuparlo troppo, neanche ora che i suoi piloti sono primo e secondo nel Mondiale, separati tra loro da appena 4 punti: "Alla gestione ci penseremo. Sono entrambi liberissimi di correre fino a che la matematica non condanni uno o l'altro. Ma poi a me interessa solo che tra di loro ci sia rispetto quando sono in pista e questo lo sanno benissimo".
Tra le altre cose, Bezzecchi è stato bravissimo anche a sopperire all'assenza dell'ala posteriore, che si è staccata dalla sua RS-GP al primo giro, in un contatto con la KTM di Pedro Acosta. A Rivola è stato domandato quindi se l'effetto dell'aerodinamica non sia un po' sopravvalutato, visto che il riminese ha comunque vinto il Gran Premio, ma questo è un pensiero che ha rimandato al mittente.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"Io credo che il passo di Marco sia stato penalizzato dalla mancanza dell'ala posteriore, soprattutto nelle frenate forti e qui ce ne sono tante. Sicuramente la parte posteriore della moto era più leggera e più ballerina, quindi più difficile da controllare. Lui è stato bravissimo ad adattarsi, ma se gli altri pensano che l'aerodinamica non conti niente, lasciamoglielo fare (ride)".
Ora che l'Aprilia ha preso questo slancio, c'è quasi un po' di rammarico per il fatto che prima di tornare in pista a Jerez ci sarà una lunga pausa, visto che il Gran Premio del Qatar è stato rinviato a fine stagione a causa del conflitto in Medio Oriente. Questo però permetterà di rifiatare un pochino agli uomini di Noale, che hanno spinto parecchio per regalarsi questo grande avvio.
"Normalmente le pause lunghe aiutano più chi insegue piuttosto che chi è davanti, ma devo dire che va bene avere un minimo di break, siamo arrivati qui un po' in apnea. Siamo arrivati molto tirati a Sepang, abbiamo voluto forzare gli ultimi sviluppi aerodinamici veramente fino all'ultimo giorno ed abbiamo stressato l'azienda veramente tanto. Noale ha fatto un lavoro spaventoso e vedere che è ripagato così mi fa tanto piacere. Comunque, tornando alla pausa, io vedo Bez molto sul pezzo, determinato, concentrato e con un obiettivo molto chiaro. A Jorge poi sicuramente farà bene un pochettino di recupero, perché l'ho visto un filino stanco a fine gara", ha concluso.
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