MotoGP | Bagnaia: "Perdere il podio all'ultima curva sarebbe stato un disastro emotivo"
Il pilota della Ducati ha corso da protagonista al Mugello, comandando per 13 giri, ma arrendendosi poi al ritorno delle Aprilia di Bezzecchi e Martin quando la sua gomma posteriore è calata. All'ultimo giro poi si è dovuto difendere con le unghie da Ogura per finire almeno terzo, ma è riuscito ad indurre il giapponese ad andare lungo.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Quando gli è stato domandato se il podio del Mugello valesse quasi come una vittoria, visto l'anno e mezzo difficile da cui è reduce, Pecco Bagnaia non ha esitato troppo a dire che in parte si può dire così. Del resto, quello visto oggi nel GP d'Italia di MotoGP è sembrato per almeno metà gara il vero Bagnaia, quello capace di vincere due titoli iridati consecutivi nel 2022 e nel 2023, ma anche di trionfare per tre anni di fila sulle colline toscane.
Questa volta gli è riuscita una buona partenza dalla seconda fila, che gli ha permesso di portarsi subito terzo e poi addirittura al comando nello spazio di un paio di tornate. Il sogno è proseguito fino a poco oltre la metà gara, quando la sua Ducati purtroppo ha iniziato ad accusare un calo del grip della gomma posteriore, che gli ha impedito di resistere al ritorno delle Aprilia di Marco Bezzecchi e di Jorge Martin. Fortunatamente, invece, Ai Ogura lo ha ripreso solo all'ultimo giro, quindi almeno la soddisfazione di salire sul podio, che per un pilota italiano è sempre il più spettacolare della stagione, è rimasta intatta.
"È stata una gara molto intensa, ho dato tutto, come è giusto che sia. Forse un po' di più, perché ci ho creduto da subito. Oggi, fortunatamente, siamo riusciti a fare uno step nelle partenze. Abbiamo migliorato un aspetto elettronico e questo mi ha aiutato parecchio. E dal momento in cui sono partito bene l'obiettivo era mettermi primo, cercare di gestire, ma comunque fare il ritmo. E ci sono riuscito fino a metà gara, poi purtroppo il posteriore ha iniziato a calare", ha detto Bagnaia.
"Quando sentivo che Bezzecchi era lì attaccato, ho capito che mi avrebbe superato. Una volta che mi ha superato avevo due strade, dovevo provare a seguire lui e probabilmente non finire sul podio per il consumo della gomma dietro. O mettermi un po' più calmo e alla fine forse è stata la cosa giusta. Al momento stiamo faticando un po' con il grip, con il consumo delle gomme. Però è vero che stiamo migliorando, quindi dobbiamo continuare così", ha aggiunto.
Inevitabilmente, gli è stato chiesto se gestendo un po' di più nella parte iniziale della gara non sarebbe stato possibile rimanere in lotta fino alla fine, ma il tre volte iridato non sembra troppo convinto: "Non saprei. Probabilmente sarei stato un po' più nella lotta con i piloti dietro e comunque alla fine Ogura ne aveva tantissimo. Quando ho visto che mi ha recuperato un secondo e quattro nell'ultimo giro, nonostante io stessi spingendo al 100%, vuol dire che ne aveva troppo di più. Quindi è vero che Ogura alla fine delle gare è sempre molto veloce, però ci manca quello e se fossi partito più piano, forse non avrei fatto il podio".
Jorge Martin, Aprilia Racing Team, Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, Francesco Bagnaia, Ducati Team
Foto di: Andreas Solaro / AFP via Getty Images
Tenersi dietro Ogura, tra l'altro, non è stato per niente semplice, perché il giapponese del Trackhouse Racing arrivava davvero con un altro ritmo e alla Bucine, la curva che immette sul rettilineo finale, ha provato un attacco all'interno. Pecco però è stato bravo ad indurlo ad andare lungo e ad incrociare.
"Ho iniziato a sentire la sua moto alla curva 12 e mi sono detto: 'Ok, devo frenare più forte possibile all'ultima curva per non lasciargli spazio. E se prova a superarmi, finirà largo'. Quindi la strategia era giusta, ma al limite, perché perdere il podio in quel modo, all'ultima curva, dopo una gara del genere, sarebbe stato un disastro dal punto di vista emotivo".
Il piemontese ha raccontato anche un retroscena curioso: "Ero un po' confuso perché la moto mi diceva: 'Ancora due giri'. Ma poi sono uscito dall'ultima curva e ho visto la bandiera a scacchi, così ho pensato: 'Ok, grazie mille'. Grazie davvero, perché con un altro giro sarebbe stato impossibile per restargli davanti".
A prescindere dal risultato, la cosa positiva è che finalmente sembra aver trovato una strada per iniziare ad adattare la GP26 alle sue esigenze, anche se è chiaro che c'è ancora del lavoro da fare: "Oggi abbiamo fatto un altro passo avanti rispetto a ieri. Abbiamo lavorato sul cercare di farla girare un po' meglio senza avere tanto wheelie ed abbiamo migliorato, però quando vado sul gas, soprattutto nella prima fase, tende ancora a scivolarmi tanto e questo non aiuta il grip posteriore. La direzione è stata andare a caricare dietro fin dall'inizio dell'anno e adesso stiamo cercando di riportarci sulla nostra strada e piano piano stiamo tornando".
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