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MotoGP | Diggia ammette: "Da oggi l'Aprilia è superiore a Ducati, il loro ingresso curva è incredibile"

Dopo il 5° posto in rimonta al Mugello, l'italiano ha sottolineato la superiorità dell'Aprilia: la RS-GP brilla in inserimento e percorrenza, dove invece la Ducati è sul filo non avendo tanto margine sul setup. Al di là del risultato, il risultato si gode lo spettacolo dei suoi sorpassi nonostante il podio mancato nella gara di casa.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Per molto tempo Fabio Di Giannantonio era stato tra i piloti più pronti a difendere Ducati, sottolineando come il divario con Aprilia fosse in realtà molto più sottile di quanto potesse apparire dall’esterno. Ma dopo una tripletta in qualifica e una doppietta sia nella sprint sia nella gara lunga, diventa difficile negare che la moto di Noale, in questo momento, abbia qualcosa in più nel quadro generale.

Un pensiero che ora condivide anche il pilota della VR46 che, dopo la gara del Mugello chiusa con un quinto posto in rimonta dopo una partenza complicata che gli aveva fatto perdere diverse posizioni, non ha nascosto di vedere oggi le Aprilia superiori, spiegandolo con un'analisi lucida anche sulle differenze.

Se si guarda all’intero percorso di questa stagione, Di Giannantonio è spesso stato il miglior pilota Ducati sotto la bandiera a scacchi e, nella gara lunga della domenica, è stato l’unico insieme ad Alex Marquez a riuscire a spezzare l’egemonia Aprilia. Un risultato non banale, perché proprio nelle gare in cui il calo della gomma sulla lunga distanza si fa sentire maggiormente, la moto di Noale sembra avere qualcosa in più.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Forse anche al Mugello, senza una qualifica poco brillante e senza il problema in partenza, ci sarebbe stato il potenziale per confermarsi la miglior Ducati. Ma il punto sembra più ampio. Il pilota della VR46 è già molto vicino al limite del proprio setup e trovare ulteriori margini è complesso, mentre le Aprilia oggi dispongono di un ventaglio di possibilità più ampio su cui lavorare e crescere.

“Secondo me l'Aprilia da oggi è superiore a noi, sinceramente. Noi siamo veramente sul filo, soprattutto col setup. Ormai siamo un po' arrivati con questo nodo qui. La differenza che io faccio sul finale è perché mi devo tenere tanto all'inizio di gara, quindi devo sperare che ho tenuto abbastanza per la fine senza perdere troppo, oppure sperare che non ho perso troppo all'inizio. Quindi è veramente interna lotta e in questo momento penso che loro hanno qualcosa così in più”

Ma c’è un punto su cui Di Giannantonio ritiene che le moto di Noale abbiano un margine significativo: l’ingresso curva. Lo scorso anno, con la GP25, diversi piloti Ducati avevano lamentato un feeling precario con l’anteriore, un limite in buona parte risolto con la moto di questa stagione.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Tuttavia, la differenza attuale è che la RS‑GP non solo permette di entrare molto forte in curva, ma consente anche di chiudere la traiettoria con più naturalezza. Alla Ducati, invece, questo passaggio richiede più compromessi e più lavoro sul bilanciamento, rendendo la fase di inserimento meno immediata. Non a caso, uno dei punti di forza che Martin sottolineò quando debuttò con l'Aprilia era proprio l'anteriore, che ora restituisce ancora più fiducia. 

“L'entrata che fanno le Aprilia in curva è incredibile. Io ho fatto tanti giri dietro di lui e ho cercato di portare la sua stessa velocità in curva tante volte. La differenza che vedevo è che lui portando quella velocità, che non è neanche così eccessiva, ma riesce a girare”, aggiunge Diggia.

“Invece, io devo sempre, diciamo così, sottoperformare l'entrata in curva per trovarmi nel punto giusto di corda per l'uscita. E questo adesso è il nostro limite per il momento. Quello che mi sembra è che io per fare le loro linee devo forzare veramente tanto, soprattutto sul davanti E poi quando gara il dietro la nostra gara è finita”.

Al di là del valore delle moto, Di Giannantonio è soddisfatto di un quinto posto costruito in rimonta dopo una partenza in cui era rimasto bloccato tra due avversari, perdendo slancio. Questa volta non si è trattato di un problema di rilascio frizione, come accaduto in altre occasioni, ma semplicemente per le dinamiche al via con una griglia ancora compatta: “Purtroppo mi si è complicata un po' la gara in partenza dove sono stato chiuso nel panino e ho dovuto chiudere il gas. Però era giusto crederci, io ci ho creduto, era giusto spingere alla fine, secondo me avevamo veramente un ottimo passo, soprattutto da metà gara in poi”.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

“Quando Pecco ha iniziato a calare ci ho creduto, magari con qualche giro più sarebbe stato possibile, però ovviamente la gara è a 23 giri, quindi bisogna fare bene in quei 23. Però dai, abbiamo fatto sempre un'ottima gara. Senza questo intoppo, forse avremmo potuto lottare per qualcosa di meglio, ma dobbiamo essere solo contenti”.

Chiaramente, nella gara di casa la speranza era quella di ottenere qualcosa in più, soprattutto dopo il podio centrato nella sprint del sabato. Ma considerando che era scivolato fino all’undicesimo posto, il portacolori della VR46 può comunque ritenersi soddisfatto per la rimonta e per la qualità dei sorpassi messi a segno.

“A livello personale ovviamente è sempre bello quando passi tanti piloti e anche dei campioni, insomma è sempre bello, fa sempre piacere. Vuol dire che la tua performance più così è buona Però allo stesso tempo, sinceramente volevo qualcosa di più qui a Mugello, ma è normale che se è così. Nella tua gara di casa puoi sempre fare il podio, puoi sempre cercare di vincere, quindi un po' mi rode sinceramente”.

“È bello perché alla fine mi tocca sempre fare dei sorpassi in punti dove magari non si passa con la MotoGP, però un po' è anche bello, mi diverto. È sempre divertente fare le gare dove si sorpassa, c'è un po' di battaglia, no? Ed è anche più bello, secondo me, è anche per assurdo quasi meno rischioso fare dei sorpassi magari in punti dove la pista è più mista, dove ci sono più curve. Però sì, diciamo che un po' quando sei lì, te la devi inventare, anche perché devi imbattere a tante cose. Noi adesso con il nostro pacchetto stiamo lottando con l'Aprilia, ma anche un po' con il nostro avantreno che fatichiamo un po' durante le gare lunghe”.

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