MotoGP | Bezzecchi: "Ho realizzato un sogno. Farlo rendendo onore a Zanardi è bellissimo"
Il pilota dell'Aprilia ha conquistato la sua quarta vittoria stagionale, allungando a +17 su Martin nel Mondiale. Ma è il valore simbolico del successo di oggi a pesare, perché è il primo al Mugello e gli ha permesso di onorare Alex Zanardi, del quale indossava il casco. E per il futuro sogna di "caricare" Antonelli sulla biposto...
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Andreas Solaro / AFP via Getty Images
Le vittorie non hanno tutte lo stesso sapore ed è normale che sia così. Per Marco Bezzecchi quella di oggi al Mugello è entrata di diritto tra le più importanti della sua carriera. Non solo perché ha raggiunto la doppia cifra, visto che si tratta della sua decima affermazione in MotoGP, ma soprattutto perché si tratta della prima nel Gran Premio d'Italia e quindi è stata la realizzazione di un sogno che cullava fin da quando era un bambino.
"E' stato bellissimo. Era un sogno che avevo da quando ero piccolo, perché con mio papà, mia mamma e mia sorella venivamo a vedere la MotoGP e io sognavo di essere qui. Poi il sogno si è evoluto, perché sognavo di vincere qui, quindi è stato fighissimo. Veramente un'emozione indescrivibile vedere così tante persone contente, tutti i ragazzi del team contenti. Fare così fatica a trattenere le emozioni è stato veramente bello", ha detto il pilota dell'Aprilia, intrattenendosi dopo la conferenza stampa con i giornalisti italiani, tra cui quelli di Motorsport.com.
L'emozione è stata enorme e lo si è visto anche quando si è fermato accanto alle reti per andare a festeggiare insieme ai suoi tifosi il quarto sigillo stagionale, che gli ha permesso di riallungare a +17 su Jorge Martin: "Anche lì è stato fantastico, ma sono tutte cose che faccio anche un po' fatica a descrivere. Sono quei momenti in cui lì per lì non ti rendi conto di niente. Non mi ricordo neanche bene tutto quello che è successo, perché ero talmente preso. Però è stato veramente bello".
A dispetto del vantaggio di oltre tre secondi e mezzo con cui si è presentato al traguardo, non è stata una gara affatto semplice, anche a livello mentale, perché doveva anche reagire ad una Sprint al di sotto delle aspettative, conclusa al quarto posto, che si era messa in salita con una brutta prima curva. Questa volta invece ha tenuto i nervi saldi e fatto praticamente tutto alla perfezione.
"La partenza è stata tosta, perché comunque ieri avevo fatto un errore pesante, che aveva condizionato tutto. Nella testa avevo l'idea di frenare più tardi possibile e l'ho fatto anche troppo, infatti poi ho dovuto ripassare Jorge: sono riuscito a staccare forte e mi ha dato gusto. Spero di essere stato pulito, perché non l'ho ancora rivisto, ma credo che sia stato un bel sorpasso".
"Quando Pecco (Bagnaia) mi ha passato è stato veloce, ma ho anche dovuto cercare di non usare troppa foga, perché forse andava troppo forte nei primi giri. Poi quando ho visto che era un po' in difficoltà, ho aspettato un attimo e una volta che sono riuscito a passarlo ho cercato semplicemente di dare il massimo per tenere tutti a distanza".
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Dal punto di vista emotivo c'è anche un altro aspetto da sottolineare, perché questo fine settimana il riminese ha deciso di rendere omaggio ad Alex Zanardi, correndo con una replica del suo casco. Averlo fatto vincendo anche la gara ha dato anche qualcosa in più.
"Era in un certo senso una responsabilità, perché Alex per gli italiani è stato un'icona, non solo nello sport, ma anche nella vita. La sua scomparsa ha lasciato un segno molto grande in tutto il mondo ed è incredibile aver visto cosa ha smosso. Penso che la sua sia stata una vita incredibile, nel senso buono e anche in quello meno buono purtroppo, però secondo me meritava davvero qualcosa di grande. Me la sono sentita perché arrivavo qui in un buon momento. Non è stato facile, però è stata una bellissima soddisfazione e spero che abbia fatto piacere alla sua famiglia, ma anche a tanti altri, perché si merita tutto".
A completare questo quadro quasi magico, a sventolare la bandiera a scacchi c'era il leader del Mondiale di Formula 1, Kimi Antonelli, che negli ultimi anni è diventato molto amico di Marco.
"E' stato molto bello avere Kimi con me. Negli ultimi tre anni ci siamo avvicinati molto, anche se eravamo già amici da prima che facesse il suo debutto in Formula 1. Siamo stati anche un po' insieme qualche tempo fa, mangiando insieme a degli altri miei amici. Per me è un orgoglio averlo in primis come amico, perché è un ragazzo simpaticissimo e fantastico. Poi è una stella italiana che tutti noi dobbiamo tifare senza dargli troppe rotture (ride)".
Gli è stato anche domandato se un giorno gli piacerebbe fare uno scambio come quello avvenuto tra Lewis Hamilton e Valentino Rossi qualche anno fa. La sua proposta è stata forse ancora più curiosa però.
"Mi piacerebbe tanto guidare una Formula 1, ma penso di essere abbastanza scarso. Preferirei salire con lui che guida, per capire veramente cosa si prova. E poi che venisse lui con me sulla biposto per fargli vedere com'è. In futuro sarebbe bellissimo riuscirci", ha concluso.
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