FE | Test Jarama: Porsche si prende la scena, ma nasce il tema gomme
L'unica sessione di test prima dell'inizio della Season 11 è andata in archivio, dando modo ai team di provare la nuova Gen 3 Evo. Porsche si è presa la scena, mentre McLaren è la squadra che ha completato più giri. In generale si è evidenziata una buona affidabilità, ma c'è un punto che Jarama ha confermato: il degrado gomma sarà un tema chiave.
Dopo qualche giorno dalla conclusione dell’evento, parlare dei test di Formula E sembra quasi normale, ma in realtà la prima considerazione va proprio alla rapidità con cui i vertici della categoria totalmente elettrica sono riusciti a trovare un piano alternativo per rispondere all’emergenza di Valencia, portando le prove collettive sulla pista di Jarama, vicino a Valencia.
I test si sono così spostati su un tracciato su cui la Formula E non ha mai girato, il che ha rappresentato un problema anche per team e piloti, che hanno dovuto scoprire la pista in pochissimo tempo. Inoltre, il circuito di Jarama ha subito messo in mostra quello che potrebbe essere uno dei punti critici del 2025, ovvero la gestione degli pneumatici. Oltre ad avere gomme più tenere grazie alla modifica apportata da Hankook sul compound per la Gen 3 Evo, lo stesso asfalto del tracciato spagnolo è piuttosto abrasivo, senza contare che è altrettanto impegnativo sul fronte energetico, grazie ai suoi dislivelli e i curvoni ad alta velocità.
Anche per questo è piuttosto complesso riuscire a tirare una somma definitiva sull’andamento dei test, anche perché i team non hanno avuto un riferimento chiaro con cui confrontarsi rispetto al passato, lo strumento migliore per avere un’idea dei progressi compiuti. L’unica opzione è quella delle simulazioni in casa, ma chiaramente i dati ricavati in pista hanno un valore più importante e indicativo.
António Félix da Costa, TAG Heuer Porsche Formula E Team
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
McLaren stakanovista, Porsche si è presa la scena
Seppur si parli sempre di Gen 3, in realtà la Gen 3 Evo rappresenta una sorta di reset per tutte le case, perché un nuovo Powertrain significa anche l’opportunità di fare un salto in avanti o di essere recuperati dagli avversari. Nella fase di test, uno dei primi punti chiave è stato quello di valutare l’affidabilità del nuovo pacchetto e, tranne qualche episodio sporadico, come il problema occorso alla Lola-Yamaha di Zane Maloney nel pomeriggio del terzo giorno, con il marchio inglese al debutto in Formula E e, quindi, con un margine di cresciuta ancora da approfondire, non vi sono stati particolari episodi.
I team sono riusciti a completare tanti giri e, mettendo insieme anche il test dedicato alle donne, le squadre che hanno completato più chilometri sono McLaren e Andretti, con 544 tornate ciascuna per un totale di quasi 2130 chilometri. Anche Porsche, che fornisce il propulsore ad Andretti, ha completato ben 520 passaggi in totale, mentre Nissan, fornitore di McLaren, ha pagato l’aver saltato la prima giornata come sanzione per aver infranto, seppur in buona fede, il budget cap la scorsa stagione e l’assenza di Sophia Floersch nel test per le sole ragazze, così come Jaguar.
Parlando proprio del marchio del “giaguaro”, che tra l’altro ha segnato il miglior tempo proprio durante la giornata conclusiva dei test, è stato il team che ha percorso meno giri in totale dopo Lola, con 419 tornate contro le 401 della casa britannica che debutta quest’anno in Formula E. Come per Nissan, anche Jaguar e LOLA hanno girato con una sola pilota nel test tutto al femminile.
| Team | Powertrain | Giri totali |
| McLaren | Nissan | 544 |
| Andretti | Porsche | 544 |
| Maserati | DS (Stellantis) | 532 |
| Porsche | Porsche | 520 |
| DS Penske | DS (Stellantis) | 509 |
| Mahindra | Mahindra | 504 |
| Envision | Jaguar | 484 |
| Kiro | Porsche | 430 |
| Nissan | Nissan | 428 |
| Jaguar | Jaguar | 419 |
| LOLA | LOLA-Yamaha | 401 |
Sul fronte dell’affidabilità, buon chilometraggio anche per i due marchi del gruppo Stellantis, con 509 giri all’attivo per DS e ben 532 per Maserati, con quest’ultima la terza squadra più attiva dopo Andretti e McLaren. Buon chilometraggio anche per Mahindra, con 504 tornate totali, in quello che sarà un anno chiave per capire il futuro della casa indiana in Formula E. Per la Kiro, novità di questa stagione sia come team che come motorizzazione, dato l’addio all’ERT e al Powertrain proprietario a favore di un’unità Porsche non del tutto aggiornata, il totale si ferma a 430 giri, ma le prime impressioni sono comunque positive.
Fornendo altri due team oltre alla squadra ufficiale, chiaramente il Powertrain Porsche è quello ha girato con maggior costanza, con quasi 1500 giri all’attivo. Tuttavia, il tema principale non è tanto quello del numero di passaggi completati, bensì quello delle performance. Estrarre qualche considerazione sul fronte competitivo dai test è molto difficile, ma le auto spinte dal motore della casa tedesca sembrano aver iniziato sulla strada giusta, piazzandosi con costanza empre nelle prime posizioni. Inoltre, seppur con una griglia decisa arbitrariamente dalla FIA a estrazione e alcuni episodi particolari, le due 99X Electric si sono aggiudicate anche la simulazione gara svolta il giovedì pomeriggio. La sensazione nel paddock è che il marchio tedesco, sia con il team ufficiale che con Andretti, parta per costruire sui punti di forza dell’anno scorso.
Si parlava di episodi particolari perché anche nella simulazione gara non sono mancati i temi. Prima del pit stop obbligatorio, DS si stava giocando la vittoria, ma un problema con il sistema di ricarica fornito dal partner ufficiale della Formula E non ha permesso di concludere la corsa. Una dinamica in realtà capitata anche a Nissan ed è uno dei temi che la FIA sta valutando per capire se introdurre ufficialmente il pit stop obbligatorio durante questa stagione.
Maximilian Günther, DS Penske
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Nel complesso, la sensazione emersa è che, comunque, i due marchi del gruppo Stellantis siano in una buona forma e che quest’anno servirà soprattutto concretizzare, cosa che spesso è mancata nel 2024 nonostante una buona competitività. Nissan e McLaren, invece, si pongono come una nuova e temibile minaccia dopo i progressi dell’anno scorso, specie perché il marchio giapponese crede di aver compiuto un salto in avanti notevole con il nuovo Powertrain.
Le gomme saranno un punto cruciale
Il perché, tuttavia, sia fondamentale prendere con le pinze i tempi di questi test è stato però uno dei piloti che meglio ha figurato in questa quattro giorni di prove, Antonio Felix da Costa, non solo perché il crono nel test è sempre indicativo, ma perché quest’anno ci sono alcune variabili che avranno un peso maggior che in passato. Gran parte dell'attenzione in vista di questa stagione è stata rivolta alle nuove macchine Gen3 Evo, e in particolare alla tecnologia di trazione integrale, che sarà attivata in modalità 350kW all'inizio della gara, durante l'Attack Mode e nei duelli durante le qualifiche. Questo è stato anche uno dei due temi su cui le squadre hanno dedicato la maggior parte del lavoro durante i test privati prima di Jarama, in particolare per capire l’impatto che può avere sia sul comportamento della macchina che sulle gomme.
Hankook ha infatti fornito una mescola di pneumatici più morbida per la prossima stagione dopo che i piloti si erano lamentati della mancanza di grip nei primi due anni con la Gen 3, tanto da non riuscire nemmeno a scaricare a terra tutta la potenza dell’Attack Mode. Pur offrendo inizialmente un vantaggio sostanziale in termini di prestazioni rispetto al suo predecessore, quest’anno ci sarà un degrado molto più marcato che in passato, per cui un aspetto che fino all’anno scorso non rappresentava una grande preoccupazione da questa stagione diventerà uno dei temi chiave per il successo nel weekend.
Le gomme della Hankook
Foto di: Andreas Beil
"Gli pneumatici hanno un enorme picco di prestazioni per un giro e poi al secondo giro c'è già un piccolo degrado e poi al terzo giro un altro passo avanti nel degrado", ha detto Antonio Felix da Costa di Porsche. Era un tema che le squadre avevano già ipotizzato ben prima di arrivare a Jarama, grazie ai test privati completati durante l'anno con la nuova specifica, ma le prove in Spagna hanno dato una conferma su questo fronte.
"Leggendo i tempi sul giro qui bisogna stare un po' attenti perché in un weekend di gara non si farà mai un giro da 350 kW con gomme nuove. Forse vedrete le vetture non guidare così tanto durante le prove libere e risparmiare sicuramente i set di pneumatici", ha aggiunto il pilota della casa tedesca, andando a sottolineare un tema importante già emerso nelle scorse settimane, ovvero che nelle libere, seppur siano state allungate di dieci minuti, probabilmente ci sarà meno azione in pista per preservare le gomme.
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