Wolff: "Non c'è posto in F1 per i commenti di Marko su Perez"
Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha detto che il tipo di commenti che ha fatto di recente Helmut Marko, consulente motorsport della Red Bull, non deve avere spazio in Formula 1.
Anche gli altri team principal hanno condannato le parole pronunciate da Marko in un'intervista a Servus TV, in cui ha collegato lo stato di forma di Sergio Perez alla sua eredità culturale, facendo arrabbiare anche i connazionali del messicano, collocando il suo paese nel Sud America invece che nel Nord America.
Commenti che hanno creato molto scalpore sui social media, portando ad una dichiarazione pubblica da parte del manager austriaco, che poi si è scusato privatamente anche con Perez.
Durante la conferenza stampa a loro dedicata a Singapore, i team principal hanno tutti sottolineato quanto sia stato sbagliato l'atteggiamento di Marko.
"Gli stereotipi al giorno d'oggi non funzionano più", ha detto il team principal della Haas, Gunther Steiner. "Dobbiamo stare attenti a quello che diciamo. A volte è molto difficile farlo, perché quello che dici non lo pensi davvero. E poi, ovviamente, non dovresti dirlo se ne sei consapevole".
"Non l'ho sentito, l'ho solo letto, perché in tedesco avrei potuto capire come è stato detto e magari nella traduzione suona diversamente. Ma penso che è quello che è. E credo che se ne stiano occupand. E sono rimasto sorpreso nel sentire che il Messico è in Sud America".
Wolff ha chiarito di aver preso la questione molto seriamente e che questa cosa non è stata un bene per la Formula 1 nel suo complesso.
"Stiamo ridendo del Sud America", ha detto Toto. "Ma è un argomento che non è affatto divertente. E non si tratta solo di ciò che è stato detto, ma anche della mentalità che si ha nel proporre queste cose. E questo non ha posto in F1. E' una cosa che non si sarebbe dovuta dire in passato, ma certamente non ora e in futuro".
Sergio Perez, Red Bull Racing, with Helmut Marko, Consultant, Red Bull Racing
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
"Sappiamo tutti che abbiamo bisogno di una maggiore diversità in F1, di una maggiore inclusione, e le squadra fanno del loro meglio per creare un ambiente in cui ciò sia possibile. E ovviamente dichiarazioni come questo non fanno brillare la F1 della luce che merita per tutte le sue attività".
Alessandro Alunni Bravi, grande capo dell'Alfa Romeo, ha affermato che la F1 deve lavorare collettivamente per affrontare questi problemi, riconoscendo che anche i suoi connazionali sono stati oggetto di stereotipi in passato.
"Per me è molto importante che come F1, come comunità, dobbiamo essere rispettosi", ha detto. "Abbiamo iniziato un percorso tutti insieme verso la diversità e l'inclusione. E questo deve essere un dato di fatto".
"Non basta avere una strategia. Dobbiamo avere dei comportamenti che mostrino alle persone come diamo valore a questo aspetto in F1, e dobbiamo stare attenti a come commentiamo le cose".
"Io sono italiano. Quindi so che a volte ci siamo trovati di fronte agli stessi commenti sugli italiani. Penso che tutti debbano essere rispettati. Stiamo tutti lavorando duramente, stiamo tutti cercando di dimostrare che possiamo fare un buon lavoro qui in F1 a qualsiasi livello, dai piloti allo staff. Dobbiamo solo dimostrare una reale inclusione e far capire che la F1 è una comunità aperta, dove ognuno può trovare il suo posto".
Zak Brown della McLaren ha fatto eco ai suoi colleghi: "Non è stato un grande commento, si può capire perché la gente si sia offesa. Non l'ho sentito personalmente, l'ho solo letto. Ma sì, bisogna essere molto rispettosi di tutti e non fare commenti che possano essere visti in modo inappropriato".
In un'intervista separata a Sky F1, Christian Horner, che è collega di Marko alla Red Bull, ha chiarito di non approvare quanto detto, sottolineando però che il veterano austriaco ha imparato da questa vicenda.
"Innanzitutto, quei commenti non erano giusti", ha detto. "Helmut lo ha riconosciuto subito e si è scusato sia pubblicamente che direttamente con Serguo. Ne ha parlato direttamente con lui e credo che nella vita si impari sempre, anche ad 80. E, inevitabilmente, le lezioni sono state apprese".
Max Verstappen, Red Bull Racing, Helmut Marko, Consultant, Red Bull Racing, Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing, in the garage
Photo by: Steven Tee / Motorsport Images
"Checo è un membro molto popolare della nostra squadra, è un membro molto importante ed abbiamo spinto molto per prenderlo nel 2021".
"Abbiamo un enorme seguito in tutto il mondo e lo prendiamo molto sul serio, in modo molto responsabile, e siamo molto consapevoli del seguito che i fan hanno non solo di Checo, ma anche della squadra e della F1. Questa è la sua 250° gara, vogliamo concentrarci su questo".
Riguardo all'assenza di un commento ufficiale da parte della Red Bull, ha detto: "Dal punto di vista di Helmut, si è scusato. Non è un dipendente della Red Bull Racing, quindi per quanto riguarda il motivo per cui non abbiamo rilasciato una dichiarazione, lui fa parte del gruppo Red Bull in senso lato, e il gruppo ha rilasciato le sue scuse attraverso ServusTV".
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