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F1 | Williams: la cura dimagrante della FW48 raddoppia passando da 3 a 6 GP

James Vowles, team principal della Williams, ha annunciato che per vedere il dimagrimento della FW48 (si parla di 28 chili di sovrappeso) sarà necessario attendere circa 6 gare, ovvero il doppio rispetto a quanto preventivato dopo i test del Bahrain.

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

In questo momento la Williams è una paziente in attesa di essere visitata da una dietologa per poter così esprimere tutto il potenziale che potrebbe avere, ma che viene limitato dall'eccessivo peso che si trova a dover portarsi appresso.

Sia chiaro, siamo contro il body shaming. Ma la problematica legata al peso delle FW48 esiste e il team stesso non ne fa mistero ormai da diverse settimane. Le monoposto di Grove, che avrebbero dovuto proseguire il cammino di miglioramento che è in atto ormai da alcune stagioni, si trovano rallentate da loro stesse.

Al Gran Premio d'Australia, esordio di tutte le monoposto 2026 in gara, le FW48 hanno denotato diverse difficoltà. La prima di queste è legata all'utilizzo della power unit Mercedes. Il team diretto da James Vowles, al pari di McLaren, non è riuscita a trovare la giusta chiave per farla funzionare nel migliore dei modi, perdendo così tanto del vantaggio che il cuore meccanico ed elettrico nato a Brixworth può garantire.

"In Australia abbiamo avuto bisogno delle qualifiche per renderci davvero conto di quanto siamo indietro dal punto di vista della gestione della power unit. Probabilmente si tratta di 3 decimi, più o meno su quell'ordine di grandezza. Poi penso che, quando hai solo una macchina in pista, non sia l'ideale. C'è bisogno di averle entrambe in pista per iniziare davvero a confrontarle tra loro e capire come gestire l'erogazione dell'energia", ha dichiarato Vowles dopo la gara all'Albert Park.

Eppure, il tassello più importante che compone il mosaico di difficoltà che frena le Williams è rappresentato, appunto, dal peso.

"Questo è stato un piccolo svantaggio che abbiamo avuto. In realtà, la maggior parte dei problemi, riguarda il peso della FW48".

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Le monoposto britanniche dovranno affrontare le prime gare con un handicap dimostrato dalla bilancia e, allo stesso tempo, anche dai cronometri. Il Budget Cap, introdotto ormai da qualche stagione nella massima serie a ruote scoperte, costringerà gli ingegneri del team a lavorare per fare in modo di rendere più snella la FW48 quando saranno introdotte novità importanti, così da non gettare al vento risorse economiche necessarie per renderle più veloci nel corso della stagione.

"Ridurre il peso della macchina non è complicato. Ho tanti messaggi in mail che parlano non solo di come ridurlo, ma addirittura per scendere ben al di sotto del peso minimo. Questa possibilità per noi esiste. Se questo fosse un mondo senza Cost Cup, lo farei partire domani. Sarebbe fatto in poche settimane, ma non lo è".

"Quindi bisogna pianificarlo in base a quando queste componenti arrivano a fine vita e a qundo introdurremo aggiornamenti più avanti nella stagione. E' una complessità, ma è buona. Il Cost Cup resta comunque, nel complesso, molto positivo", ha proseguito Vowles.

L'aspetto negativo, però, è che questa cura dimagrante si protrarrà nel tempo. Anzi, a dire il vero è praticamente raddoppiata da questo punto di vista. Qualche settimana fa, Vowles aveva dichiarato che per portare alla soglia del peso minimo le FW48 sarebbero stati necessari 3 GP. Dopo l'Australia, invece, il numero di gare che serviranno è diventato di 6.

"Sembra difficile dare un numero esatto di gare in cui saremo in grado di intervenire, ma diciamo circa 6 gare. Più o meno su quell'ordine di grandezza. Quindi parecchio tempo".

"Se fossero venti chili (in realtà dovrebbero essere 28, quindi ben più vicino ai 30, ndr)... in realtà è più di così. Per spiegare perché: non è solo l'effetto della massa. Quando le persone calcolano il numero, non tengono conto dei cambiamenti nell'altezza dell'assetto".

"Non tengono conto dell'impatto che questo ha sul recupero di energia, che dipende anche dalla velocità minima all'apice della curva, e questa è influenzata dal peso. Quindi l'effetto è ancora più grande".

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