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Intervista

F1 | Vasseur: “Per vincere dobbiamo prendere rischi senza paura”

Parlando al Podcast di James Allen sulla F1, Vasseur ha parlato del percorso di crescita della Ferrari. Il francese sta spingendo la squadra ad assumersi più rischi senza paura, agendo come un parafulmine, in modo che tutti in azienda possano dare un contributo per trovare l'ultimo decimo. Hamilton con la sua esperienza sarà un'aggiunta importante.

Podio: Frederic Vasseur, Team Principal e Direttore Generale, Scuderia Ferrari

Frederic Vasseur è ormai il Team Principal della Ferrari da un anno e mezzo. Sotto la sua direzione, diverse cose sono cambiate all'interno della Rossa, andando progressivamente a punterallare determinati aspetti in cui sembravano esserci della carenze oppure per migliorare ulteriormente i punti di forza.

Il francese ha portato nuova linfa vitale a Maranello con il suo approccio, giocando un ruolo importante anche nell'arrivo di Lewis Hamilton per il 2025, che ha raccontato di aver scelto di passare in Ferrari non solo per il blasone del marchio, ma anche proprio per la presenza di Vasseur.

Sin dal suo arrivo in Italia, Vasseur ha spinto anche per migliorare l'approccio della Ferrari nella gestione dei rischi, ritenendolo un elemento chiave su cui il Cavallino in passato sentiva le pressioni estrerne. Per questo il francese vuole agire come una sorta di parafulmine, in modo che gli ingegneri progressivamente imparare a gestire i rischi in maniera più serena, senza paura di sbagliare.

Un tema fondamentale perché, parlando al Podcast di James Allen sulla F1 pubblicato giovedì, Vasseur ha sottolineato come i margini di miglioramento siano così esigui che qualsiasi errore o un rischio non preso possono costare non più una o due caselle in griglia, ma diverse posizioni. Per il francese, riuscire a tirare fuori qualcosa in più da ogni singolo membro dell'azienda facendolo sentire parte integrante del progetto e un elemento che può fare la differenza sul piano delle performance, rappresenta un passo centrale per trovare quel decimo mancate che Ferrari crede serva ancora per trasformarsi in un team vincente.

Il vincitore della gara Charles Leclerc, Ferrari, John Elkann Ferrari, CEO, Carlos Sainz, Ferrari, Frederic Vasseur, Team Principal e Direttore Generale, Scuderia Ferrari

Il vincitore della gara Charles Leclerc, Ferrari, John Elkann Ferrari, CEO, Carlos Sainz, Ferrari, Frederic Vasseur, Team Principal e Direttore Generale, Scuderia Ferrari

Foto di: Erik Junius

In Ferrari, il Team Principal protegge la squadra come una sorta di ombrello, sia da ciò che arriva dal livello aziendale, sia da ciò che arriva dai media. Sembra che sia un concetto che hai appreso, ma come fai a metterlo in pratica?

“È un'ottima osservazione. Spingo la squadra a rischiare di più. Significa che, quando si corrono dei rischi si commettono degli errori; va di pari passo. Ma dobbiamo assumerci la responsabilità degli errori e il mio lavoro consiste nell'assumermi gli errori del team e nell'evitare di esporli. Perché, se si ha paura di rischiare, allora si perde qualcosa ovunque. E nel nostro settore, quando si hanno cinque macchine in un decimo, significa che ho passato gli ultimi 15 mesi a spingere tutti ad assumersi più rischi, in modo da avere anche un modo in più comprendere come avere una gestione migliore dei rischi. Più prendiamo dei rischi, più saremo bravi a gestirli. Sono davvero soddisfatto del passo avanti che abbiamo fatto nell'ultimo anno”.

Come riesci a gestire lo stress su di te ad applicare anche il giusto livello di pressione al team, senza però essere negativo? Perché si tratta di un equilibrio molto sottile che potrebbe distruggere la squadra in molti modi.

“Su di me non ho bisogno di fare pressione perché ho passato gli ultimi 35 anni della mia vita sul muretto dei box. Sicuramente la pressione è diversa, l'approccio è diverso. Ma credo che a volte, in passato, non fosse un approccio ‘guidare per sopravvivere’, bensì era ‘vincere per sopravvivere’, e questo lo sapete. In questa fase la pressione era enorme. Quindi, dato che stavo mettendo in pericolo l'azienda, bisognava tenerlo a mente. Penso che la storia della pressione sulla squadra sia che tutti hanno pressione sulla griglia. In Ferrari non dobbiamo avere paura delle conseguenze di ciò che facciamo. Bisogna gestire il rischio. Bisogna gestire il limite, essere al limite in ogni singolo settore e non si tratta solo del lato del pilota, ma di ogni singolo settore dell'azienda. Ma forse in passato il team era un po' spaventato dall’esterno. Ma il mio compito è probabilmente quello di gestire questo aspetto, di spingerli a essere un po' più aggressivi. E poi mi faccio carico degli errori quando li commettiamo".

La squadra sta andando bene, avete costruito una buona macchina, avete un buon slancio. E dal punto di vista operativo avete migliorato le cose. In che modo Lewis Hamilton vi aiuterà a progredire ulteriormente?

“Il contributo del pilota non consiste nella capacità di essere veloce in qualifiche. Il compito del pilota è quello di motivare tutti, di dare una direzione allo sviluppo, di essere in fabbrica, di ottenere il meglio da tutti. Perché, quando si hanno più di 1000 persone, se si riesce a ottenere un po' di più da tutti, alla fine la differenza è enorme. E sono davvero convinto che Lewis contribuirà a migliorare le prestazioni su ogni singolo aspetto e sarà una buona combinazione con Charles [Leclerc]. Ne sono davvero convinto. Alla fine, si tratta di un pacchetto. Non si tratta solo del fatto che qualcuno sia veloce o altro. Sono sicuro che abbiamo bisogno anche dell'esperienza di chi ha vinto un campionato. Lewis ha vinto sette titoli. Arriva con una grande esperienza e questo è importante anche per noi, perché dobbiamo essere in grado di trasferire esperienza e know-how dagli altri team. In passato eravamo un po' isolati. E non è il modo migliore per migliorare”.

Lewis Hamilton con Frederic Vasseur al GP di Singapore

Lewis Hamilton con Frederic Vasseur al GP di Singapore

Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Con Hamilton hai vinto dei campionati quando aveva 20 o 21 anni. A gennaio compirà 40 anni. I campioni possono andare in due direzioni quando compiono 40 anni. Possono mantenersi al massimo livello, e oggi Alonso è in qualche modo competitivo, oppure possono essere meno competitivi. Sei sicuro che Hamilton sarà altrettanto competitivo anche dopo i 40 anni?

“Sì, sono più che fiducioso.  Perché la differenza la fa la motivazione. Sicuramente a 40 anni se non si è in un ambiente positivo, se non si ha la sensazione di poter vincere, è molto difficile mantenere la motivazione.  Ma dopo anni e anni sono davvero convinto che Lewis voglia avere un ruolo centrale in questa nuova sfida con noi, senza dubbio sarà molto motivato”.

Di cos'altro ha bisogno ora questa squadra per diventare un team vincente che si gioca il titolo mondiale?

“Un decimo di secondo al giro”.

Da dove lo troverete?

“La lotta ora è così serrata che da un weekend all'altro si può passare dalla prima all’ottava posizione o viceversa. La Red Bull era in difficoltà a Monaco e si è ripresa in Canada.  È successo che da un fine settimana all'altro, per un aggiornamento, per il layout della pista o per la mescola degli pneumatici o per le condizioni meteorologiche, la griglia di partenza possa cambiare.  Significa che dobbiamo accettare che sarà così e fare buoni punti quando non siamo in forma. Ed è questo che abbiamo mancato in Canada, perché era un weekend difficile per noi. Non abbiamo fatto punti, ma dobbiamo mantenere questo slancio e questo approccio e non essere troppo emotivi".

Azione di partenza, Charles Leclerc, Ferrari SF-24 in testa

Azione di partenza, Charles Leclerc, Ferrari SF-24 in testa

Foto di: Erik Junius

"Per quanto riguarda le prestazioni, la cosa più importante è convincere tutti i membri dell'azienda di essere un fattore di differenziazione delle prestazioni. Ogni singolo membro del team dovrà contribuire alle performance. Non si tratta solo del responsabile degli ingegneri, ma di tutti. In produzione, per essere in grado di produrre un po' più velocemente, un pezzo più più leggero, un po' più economico o meno costoso. E tutti sono interessati a questo. Se tutti spingiamo nella stessa direzione con questo tipo di atteggiamento positivo, funzionerà”.

Ora ci sarà il prossimo anno, che non è molto differente da questa stagione. Ma nel 2026 cambierà tutto.  Il budget cap e altri elementi hanno avvicinato la griglia, ma siete preoccupati che il 2026 possa rappresentare un'opportunità perché si riapra il gap?
"No, non dobbiamo avere paura. È vero che con i regolamenti attuali c'è una sorta di convergenza delle prestazioni. E dopo tre o quattro anni, abbiamo la sensazione che tre, quattro, a volte cinque squadre potrebbero fare la pole position e questo è importante per il campionato e anche per noi come concorrenti. In qualche gara non sai se sarai primo o decimo. Preferisco essere primo, ma in termini di competizione è una sensazione fantastica. Questo grazie alla stabilità del regolamento e al tetto dei costi. Certo, quando si apre un nuovo regolamento c'è sempre il rischio che qualcuno possa avere un grande vantaggio tecnico. Ma questo è più dal punto di vista dei tifosi. Come ingegnere, penso che sia un'enorme opportunità per creare e sviluppare qualcosa. Per la squadra è una bella sensazione partire da zero e lanciare un nuovo progetto".

Watch: Video F1 | Intervista esclusiva con Fred Vasseur

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