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F1 | Red Bull sorpresa: i rivali non capiscono il segreto del DRS

Pierre Wache, direttore tecnico della Red Bull, si è detto sorpreso dal fatto che i rivali non abbiano ancora capito il segreto dell'estrema efficacia del DRS che il team sfoggia da 2 anni a questa parte.

Dettaglio dell'ala posteriore della Red Bull Racing RB19

Le Red Bull RB19 hanno tanto carico aerodinamico, ma volano sul dritto. Insomma, dominano in tutti gli aspetti. Non è un caso che nelle prime 12 gare della stagione 2023 siano riuscite a vincerle tutte.

La peculiarità delle monoposto di Milton Keynes è sotto la lente d'ingrandimento di tutti i team rivali. Come fanno le monoposto di Adrian Newey a essere così efficaci sia dove le piste richiedono un alto carico aerodinamico che sui rettilinei, dove serve meno resistenza all'avanzamento possibile?

L'idea che ha preso piede sempre di più nel corso degli ultimi mesi è che la chiave del vantaggio di Red Bull Racing in termini di DRS sia il rapporto di resistenza aerodinamica tra ala posteriore e beam wing.

Le RB19 sono molto stabili al posteriore, per cui il team può usare un'ala meno carica rispetto a quanto non siano costretti a fare i team rivali. Ciò significa che l'ala posteriore contribuisce in misura maggiore alla resistenza aerodinamica complessiva in rettilineo, per cui quandi il DRS viene attivato, il sistema elimina una maggiore resistenza all'aria.

Nelle piste in cui la deportanza finale è più importante dell'efficienza aerodinamica (come in Ungheria) la Red Bull segue gli altri team nell'adozione di un'ala posteriore più carica per i vantaggi in termini di prestazioni in curva, motivo per cui il vantaggio del DRS non è altrettanto efficace su quel tipo di piste.

 

Il team rivali hanno iniziato a cercare di sviluppare le loro monoposto nella direzione presa dalla Red Bull, ma accettano il fatto che ridurre le beam wing sia complicato a causa della quantità di deportanza che forniscono per aiutare a stabilizzare il retrotreno.

Il direttore tecnico della Red Bull, Pierre Wache, afferma che non c'è un segreto profondo in ciò che il suo team ha fatto, e che è sorprendente che i rivali abbiano impiegato così tanto tempo per capire qualcosa che, invece, il suo team ha fatto sin dall'avvio dell'era attuale a effetto suolo.

"La cosa assurda è che la gente ne parla due anni dopo che l'abbiamo introdotta", ha dichiarato Wache a Motorsport.com. "Abbiamo avuto centinaia di test da parte della FIA per verificare se avessimo utilizzato un trucco o altro, e la gente [anche di recente] non capisce il perché sulle piste ad alta deportanza il vantaggio scompaia. Ok, significa che non sono ancora riusciti a capirlo. E questo ci sorprende molto".

A parlare di questo vantaggio realizzato e mantenuto da Red Bull è stato, in maniera compiuta, Andrea Stella. Il team principal della McLaren ha sottolineato come, con alta probabilità, questo vantaggio del team di Milton Keynes rimarrà per altro tempo.

"Sembra che abbiano perseguito il loro concetto da diverso tempo. Credo che stiano traendo vantaggio dall'esperienza acquisita nello sviluppo di questa configurazione e credo che sia diventato evidente con il passare del tempo".

"Credo che tutti i team ora stiano cercando di capire cosa sia possibile sfruttare sviluppando lo stesso stile, lo stesso tipo di direzione introdotto [da Red Bull]".

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