F1 | Red Bull: prese d'aria più piccole in zone di alta pressione
Moneghan, capo degli ingegneri di pista di Milton Keynes, ha spiegato che le modifiche all'impianto di raffreddamento viste a Suzuka sono state varate alla ricerca di una maggiore efficienza aerodinamica prima dell'avvio della stagione in Bahrain. Non sono interventi finalizzati all'affidabilità, ma alla riduzione della resistenza all'avanzamento.
F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.
Paul Moneghan, capo degli ingegneri Red Bull, è uscito allo scoperto. Il tecnico britannico ci tiene a far sapere che le modifiche all’impianto di raffreddamento della RB20 introdotte in Giappone non sono effetto di un problema di affidabilità, ma di un pacchetto di aggiornamento che era stato programmato a tavolino, ancora prima che iniziasse la stagione 2024.
Red Bull RB20: ridotta la bocca dei radiatori orizzontale nelle pance
Foto di: Giorgio Piola
“Le novità che abbiamo portato a Suzuka – spiega Moneghan - sono state decise prim’ancora che girassimo in Bahrain nei test pre-campionato”. L’obiettivo era migliorare l’efficienza aerodinamica della monoposto, potendo contare su un sistema modulare che prevede la suddivisione delle masse radianti su quattro piani distinti, ciascuno alimentato da prese e sfoghi propri.
Non deve sorprendere, quindi, se ci sono delle opzioni per rendere la RB20 più efficiente dal punto di vista aerodinamico, senza intaccare l’affidabilità. Adrian Newey e Pierre Waché hanno pensato bene di ridurre la sezione della bocca orizzontale nelle pance, perché in prossimità dell’attacco dell’Halo al telaio è stata aggiunta una nuova presa semi circolare che porta l’aria fresca verso i radiatori di acqua e olio che sono molto inclinati in avanti.
Red Bull RB20: si noti il sistema di raffreddamento con radiatori e scambiatore impaccati a V e inclinati in avanti
Foto di: Giorgio Piola
“Quando si sceglie dove mettere una presa di raffreddamento – prosegue Moneghan -, sarebbe stupido collocarla dove c’è poca pressione. Non deve stupire, quindi, se abbiamo cercato di perfezionare le prese, collocandole laddove possiamo trovare pressioni più elevate per rendere il raffreddamento dei radiatori più efficiente”.
Non stupisca anche il nuovo supporto orizzontale degli specchietti: più o meno a metà strada fra l’attacco in prossimità dell’abitacolo e quello quasi a bordo pancia, si osserva un terzo elemento: si tratta di uno specifico deviatore di flusso che incanala l’aria verso la zona di alta pressione.
Red Bull RB20, dettaglio del sottosquadro che è ancora più estremo con prese d'aria più piccole
Foto di: Ronald Vording
Gli aerodinamici di Milton Keynes, dunque, hanno cercato di limitare le bocche nelle fiancate, a vantaggio di un sottosquadro ancora più estremo, a vantaggio di una presa aggiuntiva in un punto nel quale il flusso risulta più energizzato e, quindi, per estrarre l’aria calda dai radiatori bastano aperture di sfogo più piccole permettendo una riduzione della resistenza all’avanzamento.
Nella prima giornata di prove libere la soluzione è stata adottata sulle RB20 di Max Verstappen e Checo Perez e i risultati emersi sono positivi, al di là che le temperature di Suzuka fossero particolarmente fresche.
Dettaglio della èpresa dei fren più piccola della Red Bull RB20
Foto di: Jon Noble
Riguardo al problema che ha fermato il tre volte campione del mondo in Australia, Paul Moneghan assicura che in Red Bull non temono che l’inconveniente emerso al corner posteriore destro non si potrà ripetere. In materia di freni si segnalano anche le brake duct anteriori che sono state ridisegnate più piccole perché il tracciato nipponico non richiede un’elevata portata d’aria visto che la velocità media è piuttosto alta.
Red Bull RB20: ecco lo sviluppo del fondo introdotto a Suzuka
Foto di: Jon Noble
Nel pacchetto di Milton Keynes c’è anche una prima evoluzione del marciapiede del fondo alla ricerca di un ulteriore aumento del carico aerodinamico. Colpisce il fatto che la Red Bull sia la prima, insieme all’Aston Martin, a introdurre un pacchetto aerodinamico di sviluppo importante, pur disponendo della vettura più competitiva. Evidentemente la Ferrari è considerata una minaccia credibile…
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