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F1 | Sainz: “Red Bull davanti, ma ho fiducia. Non siamo distanti”

Carlos Sainz ha chiuso ha chiuso la prima sessione al terzo posto, alle spalle di entrambe le Red Bull, ma senza poter trovare quelle conferme sperate in una FP2 influenzata negativamente dalla pioggia. Red Bull rimane davanti e l'obiettivo è tenere dietro McLaren. Tuttavia, le prime sensazioni sul comportamento della macchina sono positive.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

La prima giornata di libere in Giappone è stata influenzata dalla pioggia caduta nel pomeriggio prima e durante la seconda sessione, quella in cui generalmente si comprendere qualcosa in più sui valori in campo in vista del resto del weekend.

Purtroppo, in FP2 la pista si è trasformata in una via di mezzo che non ha accontentato nessuno: troppo bagnata per pensare alle slick, quantomeno fino agli ultimissimi minuti, ma anche troppo asciutta per provare a girare con continuità sulle intermedie, dato il rischio di danneggiare un set che potrebbe tornare utile nelle prossime sessioni.

In casa Ferrari non sono stati portati grandi aggiornamenti, se non piccole cose, per cui la monoposto è rimasta sostanzialmente quasi identica a quella vista negli appuntamenti passati, ma ciò non toglie che ci sia ancora molto da provare in termini di assetti e configurazioni. La speranza è che domani in FP3 non cada nuovamente la pioggia, dando modo di completare quegli esperimenti previsti per oggi.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Andando a ritroso, infatti, nella sessione del mattino Ferrari ha girato prevalentemente con la hard, con le prime prove di assetto e raccolta dati, per poi passare a un unico tentativo sulla soft, troppo poco per trarre delle valutazioni definitive sul potenziale della Rossa. L'aspetto interessante è che Ferrari è poi stata una delle poche squadre a diversificare il lavoro con più carburante a bordo: Sainz ha girato con la mescola più tenera, mentre Leclerc ha usato nuovamente quella più dura. Si tratta anche di capire quali sono i compound più adatti e quali riescono ad esperimersi al meglio con queste temperature, per ora anche di quindici gradi più fresche rispetto allo scorso anno per quanto riguarda l'asfalto.

In generale, è chiaro che l’attenzione del Cavallino vada a focalizzarsi più su quegli aspetti che l’anno scorso avevano rappresentato un grosso limite, come la performance nel primo settore, ed è esattamente lì che gli ingegneri vogliono capire i progressi e trovare un buon bilanciamento.

Se si accusa del sottosterzo o del sovrasterzo nella sequenza veloce che caratterizza il primo settore, il rischio è quello di ritrovarsi fuori finestra con gli pneumatici nel resto del giro. Ciò non toglie che è stata dedicata anche una certa attenzione dal punto di vista della guida anche in altri tratti del tracciato, come la seconda parte della “Spoon” e l’ingresso nella chicane conclusiva.

Curva 14, meglio conosciuta proprio con il nome “Spoon”, rappresenta uno dei tratti più complessi del tracciato, dato che include un leggero camber che tende a portare la vettura fuori pista: anche in questo caso, la sfida è quella di portare tanta velocità in percorrenza, ma senza subire tanto sottosterzo.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Le prime sensazioni per Sainz sono comunque positive, anche se sarà importante confermare il lavoro domani, quando realisticamente si combinerà sia il run sul giro singolo alla ricerca del tempo, aspetto da non sottovalutare a Suzuka, sia un long stint sulla lunga distanza per comprendere il degrado. Tutto ciò, naturalmente, a patto che l’ultima sessione di libere rimanga asciutta.

“Forse nelle FP1 eravamo un po' più vicini alle Red Bull, avevamo sensazioni positive dopo i progressi fatti negli ultimi cinque mesi, dall’ultima volta che siamo venuti a Suzuka. Ma abbiamo girato solo in FP1, dove non si conosce la quantità di carburante o le mappe motore con cui gli altri team hanno girato. Tuttavia, proviamo a rimanere entro qualche decimo”, ha spiegato Sainz al termine della giornata del venerdì.

Secondo lo spagnolo, Red Bull è ancora un passo avanti, cosa attesa su un circuito che, quantomeno sulla carta, dovrebbe esaltare quelli che sono i punti di forza della RB20, che dispone di un buon carico e di una piattaforma stabile e reattiva alle alte velocità, come mostrato già a Jeddah e Melbourne. L’idea è quella di mantenere alle spalle la McLaren, che si è candidata come uno dei rivali più temibili per la Rossa: “Penso che sarà una lotta serrata con le McLaren e le Mercedes, e la Red Bull è ancora un passo avanti, ma dovrebbe essere una lotta interessante”.

“Non è una situazione molto diversa da come mi sentivo in Australia, ero molto fiducioso in Bahrain, a Jeddah e in Australia. Qui a Suzuka questa mattina, anche grazie al lavoro fatto durante lo scorso inverno, abbiamo capito la macchina e come settarla. Sembra che tutto funzioni, la macchina è migliore quest'anno, il che aiuta”.

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