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Analisi
Formula 1 GP dell'Azerbaijan

F1 | Red Bull imprendibili: Perez perfetto, Verstappen subisce

Il messicano è stato battezzato “The King of the streets” dagli uomini della Red Bull: Sergio è il primo pilota che vince due volte a Baku e nel weekend si è aggiudicato anche la garetta, alimentando l'attitudine di chi riesce a fare la differenza sui circuiti cittadini. Perez è a sei punti da Verstappen che ha pagato un pit stop prima della safety car che ha favorito gli avversari. Forse nel team di Milton Keynes hanno voluto evitare un sorpasso in pista.

Max Verstappen, Red Bull Racing, 2° posizione, Helmut Marko, consulente, Red Bull Racing, Sergio Perez, Red Bull Racing, 1° posizione

Sergio Perez non piange più. La commozione dei primi successi ha fatto spazio ad una determinazione assoluta, la mano che copriva gli occhi per nascondere le lacrime ora è diventato un pugno da agitare alla squadra dal gradino più alti del podio.

“The King of the streets”, come è stato battezzato dagli uomini della Red Bull al termine della gara di Baku, ha conquistato la sua sesta vittoria in Formula 1, cinque delle quali ottenute su tracciati cittadini.

Quella di oggi è stata probabilmente la più intensa e la più cercata, ed anche se Christian Horner dopo la gara ha sottolineato la circostanza fortunata (sotto forma di safety car) che gli ha permesso di sfilare Verstappen all’undicesimo giro, l’impressione emersa sotto la bandiera a scacchi è che oggi Perez ne avesse di più, anche nei confronti del compagno di squadra.

Sergio Perez, Red Bull Racing, festeggia la vittoria nel GP dell'Azerbaijan

Sergio Perez, Red Bull Racing, festeggia la vittoria nel GP dell'Azerbaijan

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Dopo aver superato Leclerc nel corso del terzo giro, il messicano si è lanciato alla caccia di Verstappen. Uno scenario non abituale, ma ‘Checo’ è riuscito a portarsi in zona DRS al nono giro puntando il posteriore di Max prima che la Red Bull numero 1 imboccasse la corsia box per il pit-stop.

“Abbiamo deciso di fermare Max ai box perché stava iniziando a faticare un po' con il posteriore – ha commentato Horner – e in quel momento Checo era proprio dietro di lui”. La Red Bull ha evitato il sorpasso in pista, con tutti i rischi del caso, ma una ventina di secondi prima che Verstappen imboccasse la corsia box, le immagini televisive hanno mostrato l’AlphaTauri di De Vries fermo alla curva 12.

“Ad una prima occhiata sembrava che fosse andato dritto senza urtare le barriere – ha spiegato Horner – non ci aspettavamo che sarebbe entrata in pista la safety car. Solo successivamente, nella seconda inquadratura, abbiamo visto che aveva un braccetto della sospensione danneggiato”. Verstappen è così entrato ai box in regime di bandiera verde, mentre Perez ha potuto effettuare la sua sosta il giro successivo in regime di safety car, sfilando al comando.

Secondo Horner è stato il momento chiave della corsa, ma quanto visto nei successivi quaranta giri non sembra supportare questa lettura. Quando la corsa è ripresa Verstappen è riuscito a portarsi ad un secondo da Perez, ma il messicano ha risposto con dei tempi velocissimi, riuscendo a non concedere mai la zona DRS all’avversario.

Un lavoro intenso, quello svolto da ‘Checo’, arrivato a costruire decimo su decimo un margine massimo di 3”7 al giro 45. Verstappen ha capito che non c’era nulla da fare, ed a quel punto ha deciso di puntare al giro più veloce, fallendo però anche quell’assalto.

Sergio Perez si abbraccia con Max Verstappen: la Red Bull ha conquistato un'altra doppietta a Baku

Sergio Perez si abbraccia con Max Verstappen: la Red Bull ha conquistato un'altra doppietta a Baku

Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images

Dopo le prime quattro gare stagionali tra Perez e Verstappen ci sono 6 punti, contri i 15 alla vigilia del weekend di Baku. Le speranze di assistere ad un mondiale combattuto sono tutte sulle spalle di ‘Checo’, ma per quanto nel calendario di Formula 1 i circuiti cittadini siano negli anni aumentati, se Perez vuole mantenere intatte le sue speranze iridate dovrà esprimersi allo stesso livello anche sui tracciati permanenti.

“Ha conquistato la sua seconda vittoria a Baku – ha sottolineato Horner – e in precedenza ha vinto con noi a Monaco, a Singapore e a Jeddah. Credo che abbia bisogno di ottenere una vittoria su una pista normale per arrivare al massimo della fiducia”.

“Con 19 gare e 5 Sprint da disputare direi che la strada è ancora molto lunga – ha concluso Horner – vogliamo lasciare i nostri piloti liberi di correre, l’unico imperativo è non mettere a rischio il risultato di squadra”.

Nel paddock si spera che Perez possa seguire le orme di Nico Rosberg, snobbato come ‘title contender’ ad inizio 2016 e poi apparso prepotentemente come tale nella seconda metà di stagione. Il tutto non per mancanza di simpatia nei confronti di Verstappen, ma come speranza di trovare un tema sportivo in una stagione che sul fronte tecnico è già scritta.

L’obiettivo attuale di Perez è mantenersi a ‘tiro’ e farsi trovare pronto se si presenterà un’occasione, se poi l’occasione riuscirà a crearla lui, allora sarà una svolta che può riscrivere le previsioni su un mondiale che anche dopo Baku si considera già assegnato.

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