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F1 | Red Bull: ecco perché Monza è il "punto più basso del 2024"

Red Bull spera che i prossimi aggiornamenti possano risollevare la RB20 dopo un periodo difficile in termini di competitività. Secondo Christian Horner, la tappa di Monza ha rappresentato il punto più basso della stagione, non solo per il risultato, ma perché ha messo bene in evidenza i punti critici su cui lavorare.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

A dispetto del secondo posto centrato da Max Verstappen a Singapore, la Red Bull non sta vivendo una seconda metà di campionato particolarmente semplice, con tanti esperimenti dietro le quinte andando alla ricerca di una competitività da ritrovare. Infatti, per quanto quel che conti sia il risultato finale, senza i problemi della Ferrari e gli errori di Oscar Piastri al sabato, riuscire a centrare il podio non sarebbe stato particolarmente semplice.

Problemi che in realtà vanno avanti da diverso tempo, tanto che in Olanda il tre volte iridato aveva scelto di fare un passo indietro sul fondo, optando per l’unità montata a inizio stagione ma con alcuni elementi più recenti. Un tentativo nato dai ragionamenti effettuati durante la pausa estiva nel tentativo di andare a ritrovare il bilanciamento perduto dopo le prime gare.

Tuttavia, il punto più basso della stagione per la Red Bull, secondo il Team Principal Christian Horner, è arrivato solo una settimana più tardi, quando il Circus si è trasferito in Italia per la tappa sul tracciato di Monza. In quell’appuntamento la RB20 risultò solamente quarta forza, anche se lottare con la Mercedes di Lewis Hamilton non sarebbe stato del tutto impossibile, ma la strategia e dei problemi alla Power Unit rallentarono Verstappen, dovendosi così accontentare del sesto posto.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Red Bull Content Pool

A pesare, però, non fu tanto il risultato finale di quel Gran Premio, bensì il comportamento generale della vettura, tanto che alla fine di quel weekend lo stesso pilota olandese definì la sua RB20 come un mostro, proprio a causa delle difficoltà alla guida. Ma la trasferta italiana si è rivelata un utile esercizio di raccolta dati, in quanto la Red Bull ha continuato a sperimentare sul fondo con entrambe le macchine, mettendo in luce alcuni dei difetti del progetto.

Ripescando i dati telemetrici di quel fine settimana, emerge chiaramente come la RB20 fosse limitata a livello di bilanciamento sia in qualifica che in gara. Nonostante un’ala posteriore più carica dei rivali che impattava negativamente sui rettilinei, ma su cui il team di Milton Keynes aveva deciso di risparmiare andando a tagliare il solo flap del DRS, la vettura era spesso imprevedibile, anche nelle curve ad alta velocità, tendenzialmente uno dei punti di forza della monoposto anglo-austriaca.

Solamente nelle due Lesmo la RB20 riusciva a reggere il ritmo delle McLaren, mentre negli altri tratti ad alta velocità, come l’Ascari e la Parabolica, mostrava qualche segnale di difficoltà in più. È forse proprio l’ultima curva la più significativa, perché in passato era una di quelle zone dove Verstappen era in grado di fare la differenza, spingendo in ingresso per poi trovare un buon supporto a centro curva: al contrario, quest’anno non è riuscito a trovare la giusta fiducia con la vettura, in particolare in percorrenza.

Confronto telemetrico Norris-Verstappen nelle qualifche: si notano le differenze alla Parabolica

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Foto di: Gianluca D'Alessandro

"Avevamo già individuato i problemi, ma credo che Monza abbia messo in luce forse una parte della causa principale, o abbia aiutato a identificare la causa principale delle nostre difficoltà. Quindi considero Monza come il punto più basso e stiamo iniziando a costruire da lì", ha spiegato il Team Principal della Red Bull.

Quando si è tolto carico aerodinamico per adattare la vettura alle alte velocità di Monza, i problemi di scarso bilanciamento tra anteriore e posteriore sono emersi in maniera ancora più evidente: "Max ha questa capacità e la possibilità di guidare un'auto che ha questa sensibilità, di guidare attorno ai problemi. Ma in realtà, quando abbiamo tolto carico alla vettura a Monza, si è evidenziato lo sbilanciamento che c'era tra l'asse anteriore e quello posteriore, e i numeri che ci aspettavamo di vedere in pista erano molto lontani da quelli delle nostre simulazioni", ha detto Horner.

Proprio nel sabato monzese vi è stato un meeting con tutti i vertici per delineare quali fossero i problemi di questa macchina, di cui i piloti in realtà si erano lamentati già da tempi non sospetti, impostando così anche il lavoro per le tappe successive.

Un processo già iniziato durante la sosta estiva, ma ci vuole del tempo per portare dei correttivi: a Baku è arrivato un fondo rivisto e Red Bull ha iniziato a lavorare sul bilanciamento, come Perez che ha lottato a lungo per il podio, mentre Verstappen al sabato ha stravolto il setup, andando però verso una direzione sbagliata. Per questo il team di Milton Keynes spera che gli aggiornamenti di Austin possano dare nuova linfa vitale alla lotta mondiale per Verstappen e non trasformare le ultime sei gare in una lotta in difesa senza strumenti per contrattaccare.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

“Ovviamente il distacco da Lando a Singapore è stato significativo nella prima parte della gara e ora abbiamo la pausa per lavorare sodo e cercare di migliorare le prestazioni della vettura per Austin", ha detto Horner.

"Se consideriamo dove eravamo un paio di settimane fa, credo che abbiamo fatto dei veri progressi. Abbiamo una direzione di sviluppo e abbiamo capito alcuni dei problemi della vettura. Penso che stiamo iniziando a risolverli. Siamo andati meglio a Baku e siamo andati meglio a Singapore. Quindi, ci saranno molte notti in bianco a Milton Keynes. La McLaren è la vettura di riferimento al momento e noi dobbiamo recuperare un po' di terreno, ma abbiamo le persone e le capacità per farlo".

Le novità sono entrate in fase di produzione, ma i tempi necessari per far passare i nuovi componenti attraverso il ciclo di progettazione e produzione significano che la fabbrica di Milton Keynes sarà impegnata al massimo per cercare di incorporare le sue ultime soluzioni sulla vettura che la porterà ad affrontare un impegnativo triplo appuntamento ad Austin, in Messico e in Brasile.

"Ci sono molte informazioni che arrivano da questi eventi e che influenzeranno la vettura ad Austin. Abbiamo ricavato molte informazioni utili dalle ultime due gare, ma si tratta di circuiti molto diversi dalle curve di Austin e del Messico. Anche il Brasile è diverso, quindi sarà interessante. Tutti i membri della squadra sono estremamente motivati", ha aggiunto Horner.

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