F1 | Esclusivo Antonelli: abbiamo vissuto il suo debutto con la Mercedes
Kimi l'aveva promesso a Roberto Chinchero e il giovane bolognese ha mantenuto la parola: il nostro inviato è stato l'unico intruso al debutto di Antonelli con la freccia argento del 2021. E' successo al Red Bull Ring in aprile in un test reso difficile anche dalla neve. Ecco il racconto di un'emozione di una giornata indimenticabile.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Nel weekend del Gran Premio d’Austria l’Hotel Schönberghof è una meta inavvicinabile. Situato a pochi minuti a piedi dall’ingresso paddock del circuito di Spielberg, è ovviamente riservato dalle figure di spicco della Formula 1.
Lo scenario cambia completamente quando sul circuito non ci sono gare, ad esempio un martedì dello scorso mese di aprile. La primavera da queste parti arriva molto lentamente, l’abbigliamento è ancora invernale e l’atmosfera ricorda quella dei test pre-campionato, quando si svolgevano sul circuito di Barcellona.
Il ristorante dell’Hotel Schönberghof è accessibile, ed in uno dei tavoli si parla italiano e inglese. Andrea Kimi Antonelli alterna con disinvoltura il linguaggio passando dai genitori a Stephane Guerin, consulente della Mercedes al suo fianco da quando ha mosso i primi passi in monoposto. “Wiener schnitzel per tutti?”, attacca Kimi, ed il tavolo lo segue quasi all’unanimità.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes-AMG F1 Team
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Dodici ore dopo salirà per la prima su una monoposto di Formula 1, la Mercedes W12 protagonista con Lewis Hamilton della cavalcata bella e terribile del 2021. In tutte le carriere ci sono giorni speciali che arrivano inattesi, altri che invece sono sogni che lentamente prendono forma per poi avverarsi. Il primo test al volante di una monoposto di Formula 1, per tutti i piloti che hanno avuto questa opportunità, è qualcosa destinata a rimanere nella memoria per sempre.
Non c’è alcuna traccia di nervosismo, probabilmente papà Marco e mamma Veronica la mascherano benissimo. Antonelli tiene banco, spazia dal posto guida (“sembra molto comodo”) al meteo: “Stai a vedere che dovrò fare i miei primi giri al volante di una Formula 1 con gomme da bagnato”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W12, nel debutto bagnato al Red Bull Ring
Foto di: Mercedes AMG
Kimi non sa ancora che a fargli compagnia nel suo primo test su una monoposto della massima categoria non ci sarà solo la pioggia, nel pomeriggio arriverà anche la neve. Divora la Wiener schnitzel, ma zero concessioni a dolci o bevande che non siano rigorosamente acqua naturale. Papà Marco rompe un po' il ghiaccio buttando lì “cosa ti hanno detto gli ingegneri?”. “Il programma dipenderà dal meteo – risponde Kimi – mi ha sorpreso vederli tutti molto gasati”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W12
Tra le attività che Antonelli ha completato alla vigilia del suo primo test in Formula 1 c’è anche quella di imparare a memoria il nome di tutti gli ingegneri con cui lavorerà. Kimi ha chiesto a Mercedes un file con tutto il personale che avrebbe incontrato in pista, collegando i nomi ai volti e memorizzando il tutto.
Un modo per accelerare il processo di affiatamento con il gruppo di lavoro. La cena volge al termine, Antonelli racconta aneddoti della stagione di Formula Regional conclusa solo sei mesi prima e delle difficoltà incontrate nei primi tre weekend in Formula 2, alle prese con una monoposto non ancora al top della forma. I diciassette anni emergono solo prima di ritirarsi nella sua camera, un bacio ai genitori ricambiato con una carezza. Ma sarà l’unica volta.
Piove. Quando alle otto del mattino Kimi apre la porta del box Mercedes resta sconcertato: “Tutta questa gente è qui per me?”. Non ci sono ospiti, solo il personale strettamente necessario, il test è a porte chiuse. Ma per chi proviene dai paddock delle categorie propedeutiche l’osservazione è corretta. Per un test di F.1 ci sono nel box una trentina di persone, tra ingegneri, meccanici, telemetristi e via dicendo. L’eccezione fatta è per chi scrive queste righe, una vecchia promessa con Kimi quando disputava la sua prima stagione in monoposto. “Voglio esserci il giorno in cui guiderai per la prima volta una Formula 1”, “okay, ma chissà se accadrà”. Era solo questione di tempo, ma Antonelli ha comunque bruciato le tappe.
Kimi Antonelli con l'ingegnere Riccardo Musconi che ha seguito il debutto del bolognese
Foto di: Mercedes AMG
Kimi si muove con disinvoltura, saluta tutti e scambia due chiacchiere commentando la quantità di pioggia sulla pista. “Mi sa che è davvero tanta – commenta – spero di poter girare, va bene anche con le wet, ma voglio girare”. Alle nove in punto gli ingegneri lo accontentano, Antonelli indossa il casco e sale lentamente in macchina.
Nove minuti dopo i meccanici tolgono le termocoperte, la pressione sale e le mani di Kimi tremano un po'. In quel momento c’è il lavoro di una vita, volendo ancora breve, ma decisamente intensa. Papà Marco (fama di ‘duro’) non riesce a nascondere un pizzico di commozione, poi da uomo di pista mette tutto da parte e si prepara a prendere i tempi.
Finisce il primo ‘run’, di pochi giri, a cui segue un breve briefing con gli ingegneri. Impressiona non poco vedere un ragazzo di diciassette anni fornire risposte rapide e precise alle domande che gli arrivano dal capannello di tecnici che gli si raduna intorno. Poi si concede una pausa.
Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Mercedes AMG
“Che figata… per quanto le condizioni siano difficili senti subito che più spingi e più la macchina sta giù. Quando esci da una curva capisci che avresti potuto farla più veloce, e poi la frenata, il grip in curva nonostante le wet è pazzesco, mamma mia”. Una brioche, un succo d’arancia e di nuovo in macchina.
Al termine del secondo ‘run’ i tecnici cominciano a sorridere tra loro, soprattutto Riccardo Musconi, ingegnere imolese responsabile del test team. Mostrano ad Antonelli le immagini on-board scaricate dalla telecamera posta sulla monoposto, e Kimi anticipa le loro osservazioni: “Qui mi sa che ho esagerato”, afferma sorridendo, e gli ingegneri davanti alla sincerità non possono che annuire.
È visibile quanto col proseguire dei ‘run’ l’espressione del bolognese sia sempre più serena. Le mani non tremano più, ed inizia a godersi il momento. Arriva la pausa pranzo e comincia a nevicare, Kimi ormai non vuole più fermarsi. Approfitta della sosta per chiedere di poter fare qualche giro di pista con la vettura stradale di papà Marco. “Che dite, se faccio qualche giro, c’è qualcuno che si arrabbia?”.
Kimi Antonelli con mamma Veronica e il nostro Roberto Chinchero durante una sosta del primo test
Foto di: Mercedes AMG
Ottenuto l’okay, sale in macchina con il padre seduto al suo fianco e si lancia in pista. Marco Antonelli di asfalto ne ha consumato molto più di Kimi, un’esperienza che gli permette di dare i consigli del caso considerando le condizioni molto difficili della pista.
I due si scambiano opinioni sulle traiettorie, sui cordoli da prendere e quelli da evitare, poi Kimi arriva un po' lungo alla frenata della curva 4. Il padre coglie in anticipo il rischio di finire della sabbia, e lancia un sonoro avviso “Attento! Qui finisce che ci insabbiamo e facciamo una bella figura di m…”. Kimi ride: “Mi sa che ti stai spaventando troppo, eh?”.
La Mercedes W12 con il numero 12 di Kimi Antonelli
Foto di: Mercedes AMG
Dopo qualche giro (con le gomme che iniziano a chiedere tregua) si torna ai box. La neve continua a cadere ed il programma è rimandato al giorno successivo. “Hai visto se i miei genitori erano emozionati?”, chiede Kimi. Ricevuta una risposta affermativa ammette di esserlo stato anche lui. “Sai, ieri sera a cena forse non me ne rendevo ancora conto, ma oggi… beh, quando hanno tirato già la macchina dai cavalletti per il primo ‘run’ è stato un mix di tensione e gioia”.
Il battesimo, bagnato, è concluso. I genitori salutano Kimi e si mettono in macchina per essere il giorno dopo sul circuito del Mugello per gestire la squadra di famiglia che partecipa al campionato italiano Formula 4.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W12, all'inizio del secondo giorno di test al Red Bull Ring
Foto di: Mercedes AMG
Antonelli si prepara al secondo giorno di test, con il meteo che concederà una tregua riuscendo finalmente a montare per la prima volta le gomme da asciutto. Sorride, a diciassette anni Kimi è uomo e ragazzo. Da una parte il professionista, capace di convincere la Mercedes a concedergli un’opportunità molto rara nel mondo del motorsport, dall’altra i diciassette anni (diventati poi diciotto nel mese di agosto) che restano sempre sottotraccia.
Kimi Antonelli, Mercedes W12, al Red Bull Ring finalmente con gomme slick
Foto di: Mercedes AMG
“Sai cosa mi è chiaro dopo oggi? Ho capito perché ci sono mille persone che lavorano per portare in pista una monoposto di Formula 1”. “Ah, Mandami il video che hai fatto mentre facevo spaventare mio padre!”, poi si allontana in quella tuta nera che veste perfettamente, per l’ultimo briefing tecnico della giornata.
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