F1 | Pirelli: nel 2025 gomme più resistenti per ridurre il graining
Dopo i test, sia privati che collettivi in Messico, Pirelli ha delineato le gomme per la stagione 2025, che non cambieranno dal punto di vista del grip, in modo da non alterare i delta prestazionali tra i vari compound, bensì da quello della resistenza meccanica. Ciò dovrebbe permettere di ridurre sia i fenomeni di graining che di surriscaldamento.
La stagione 2024 di Formula 1 si sta avviando verso la sua fase finale, con un ultimo triple header che vedrà le vetture correre a Las Vegas, in Qatar e ad Abu Dhabi assegnando anche i due titoli. Subito dopo la conclusione della stagione, però, le squadre rimarranno a Yas Marina per una sessione di test in modo da prendere maggior confidenza con gli pneumatici sviluppati da Pirelli per il 2025.
Infatti, sebbene, il 2025 sia ancora distante qualche mese, in realtà la casa italiana è attiva sulla nuova stagione ormai da molto tempo, anche perché la FIA impone date precise per omologare le gomme per il campionato successivo. La nuova costruzione è ormai stata già omologata come da regolamento, mentre sul fronte delle mescole Pirelli ha a disposizione ancora qualche settimana, per quanto in realtà il fornitore di pneumatici grossomodo ha già delineato le caratteristiche delle coperture per la prossima stagione.
In tal senso, il test svolto in Messico durante la seconda sessione di prove libere è stato fondamentale, perché ha permesso di accumulare ulteriori dati sulle modifiche apportate ai compound più teneri della gamma su un circuito più adatto. Infatti, prima di recarsi a Città del Messico, Pirelli aveva svolto anche un test privato al Mugello, in parte influenzato dalla pioggia, pista però adatta a provare le gomme più dure.
Mario Isola, Racing Manager, Pirelli Motorsport, nella conferenza stampa dei team
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Infatti, i curvoni ad alta velocità del tracciato toscano non erano adatti per raccogliere dati utili sulle mescole tenere, per cui si è scelto di disputare effettuare un test collettivo durante la FP2 in Messico, dando modo anche ad alcuni team di provare la nuova C6. “Abbiamo eseguito il test. È stato positivo. Abbiamo ottenuto molti dati. Ora abbiamo definito le nuove C4, C5 e C6 per il prossimo anno”, ha spiegato Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli.
Una volta concluso il test, Pirelli in realtà ha avuto pochissimo tempo per analizzare i dati e delineare gli ultimi dettagli, dato che deve dare modo ai suoi stabilimenti di produrre fisicamente le gomme da spedire poi ad Abu Dhabi, processo che richiede comunque qualche settimana. Il lavoro di progettazione è comunque stato completato in anticipo sulla scadenza per l’omologazione fissata dalla FIA a dicembre.
“L'accordo è che ad Abu Dhabi, martedì, durante il test post-stagionale, forniremo pneumatici 2025 ai piloti che parteciperanno ai test per le gomme, mentre daremo 2024 ai rookie, ma almeno avranno la possibilità di testare la nuova costruzione. La nuova costruzione non dà alcuna differenza in termini di bilanciamento. Non abbiamo avuto alcun commento su una differenza o su qualsiasi altro problema con la nuova costruzione. Questo è esattamente ciò che abbiamo riscontrato anche durante i nostri test nel corso della stagione”, ha aggiunto Isola in merito alla costruzione rinnovata per il 2025, già omologata diverse settimane fa, aggiungendo che i feedback ricevuti da team e piloti nella FP2 in Messico rispecchiano quelli ottenuti anche nei test privati.
Pneumatici Pirelli P Zero Medium sulla McLaren MCL38
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Delta invariati, ma più resistenza meccanica
L’aspetto positivo è che già i primi dati dalla sessione del Messico hanno restituito indicazioni promettenti su quelli che erano gli obiettivi prefissati dalla casa milanese. Pirelli non è intervenuta tanto sull’aspetto puramente prestazionale della gomma, bensì sulle doti di resistenza meccanica, in modo da ridurre i fenomeni di graining e surriscaldamento che quest’anno, in alcune occasioni, hanno superato i livelli attesi: “L’aspetto positivo è che i nuovi compound hanno mostrato maggior resistenza meccanica, che era il nostro obiettivo per ridurre il graining”, ha raccontato Isola. L’obiettivo con i nuovi pneumatici era proprio quello di intervenire sulla resistenza meccanica per aver maggior flessibilità contro questi due fenomeni e, almeno secondo i dati ricavati, il target sembra essere stato centrato.
Pirelli, infatti, non voleva intervenire sul livello di grip delle mescole più tenere, anche perché crede che i “delta” prestazionali tra le gomme ormai siano ben spaziati. L’unica modifica ha riguardato la C2, con l’obiettivo di portarla più vicino in termini di aderenza alla C3, distanziandola invece dalla C1.
“Il livello di aderenza delle nuove gomme è simile [a quello di questa stagione]. Non volevamo cambiare il livello di grip perché, se si cambia il livello di aderenza, si cambia la posizione delle mescole e l'unica con cui cercavamo più aderenza era la C2 per avere la C2 più vicina alla C3, perché era un po' troppo vicina alla C1. Invece, per quanto riguarda la C3, la C4 e la C5 i delta di performance erano in linea con l'obiettivo, circa mezzo secondo al giro. Poi ovviamente dipende dalla lunghezza del circuito e così via. Inoltre, la C6 dovrebbe essere più veloce di un altro mezzo secondo”.
Pneumatici Pirelli
Foto di: Pirelli
Si valuta come sfruttare la C6
Rimane aperto il tema proprio sulla C6, perché in realtà, sebbene probabilmente sarà omologata in vista del 2025, non è ancora stato definito il suo piano di utilizzo. Prima sarà fondamentale raccogliere altri dati nei test post-stagionali ad Abu Dhabi: “Vorrei aspettare i test post-stagionali di Abu Dhabi. Ci mancano ancora alcuni dati sulla C6. È importante sottolineare che dobbiamo omologare la mescola se vogliamo utilizzarla, ma non siamo obbligati a farlo. Quindi preferisco avere la flessibilità di avere una C6 nella gamma che è principalmente per i circuiti stradali”.
Tuttavia, è bene menzionare che la C6 non sarà una gomma adatta a tutti i circuiti cittadini o dove ora si può usare la C5. Ad esempio, nei test in Messico si è visto che non riesce a concludere il giro, tanto che la C5 in realtà nell’ultimo settore era più rapida. Su alcuni tracciati, come Las Vegas o Monaco, potrebbe però aprire ad alternative strategiche, con la possibilità di saltare una mescola.
“Avere la flessibilità di avere una C6 potrebbe essere utile. E non siamo obbligati a scegliere, diciamo, tre mescole consecutive. Quindi, se ci rendiamo conto che, ad esempio, la C6 potrebbe essere buona in qualche circuito, ma vicina alla C5, possiamo anche decidere di nominare C3, C4 e C6 e saltare una mescola. Questo ci permette di avere un po' più di flessibilità”, ha aggiunto Isola.
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