F1 | Pirelli, assetti più scarichi e DRS: così si testano le gomme 2026
Dietro le quinte, Pirelli è già attiva in ottica 2026, lavorando per sviluppare i propri prototipi. Le gomme saranno più leggere e strette, ma per simulare i carichi delle monoposto 2026 nel corso dei suoi test, dove si possono sfruttare vetture muletto modificate, la casa italiana ha puntato su assetti più scarichi e un uso più estensivo del DRS.
La stagione 2024 sta entrando nella sua ultima fase, con ancora sei weekend di gara da vivere per quella che è una lotta mondiale aperta e che ha molto da raccontare. Tuttavia, con il campionato che si sta per concludere, si inizia a guardare anche al futuro: i team sono già al lavoro sulle monoposto del prossimo anno, così come Pirelli è impegnata su due fronti, ovvero la definizione delle coperture 2025 e lo studio delle gomme per il 2026, quando la Formula 1 si tufferà nella rivoluzione tecnica.
Pirelli è già attiva su entrambi i fronti, avendo provato i primi prototipi per il prossimo ciclo tecnico nello scorso mese di settembre con Aston Martin a Barcellona. L’obiettivo principale era non solo verificare la qualità dei primi prototipi ma anche verificare la correlazione le simulazioni con la vettura muletto, dato che sarà difficile replicare le modalità con cui verrà sviluppato il carico con le future monoposto.
Infatti, le vetture del 2026 non faranno più dell’effetto suolo un elemento cardine dal punto di vista delle performance e di come viene generato il carico, ma vedranno l’introduzione dell’aerodinamica attiva in modo da potersi adattare alle esigenze di basso drag richieste dalle future Power Unit. Da questo punto di vista, anche le gomme avranno la loro parte: il diametro rimarrà invariato, da 18”, ma le dimensioni saranno leggermente riviste in modo da ridurre il peso ed avere una minor superficie esposta al vento, riducendo così l’influenza sul piano aerodinamico.
Le gomme 2026 durante il primo test a Barcellona
Foto di: Pirelli
Mentre la FIA ha lavorato per provare a intervenire sui dubbi esposti dalle squadre dopo la presentazione della prima bozza, nel frattempo Pirelli è andata avanti con la fase di test dei suoi prototipi, soprattutto perché un anno può sembrare ancora lungo, ma in realtà dietro le quinte c’è molto su cui lavorare per arrivare nelle migliori condizioni possibili. Accanto alla preparazione virtuale delle gomme con sistemi in fabbrica che permettono di sperimentare senza scendere in pista, dall’altra parte è cruciale avere dei riferimenti reali, motivo per cui Pirelli già quest’anno ha avuto a disposizione un numero prestabilito di giorni per testare i suoi prodotti, che il prossimo anno salirà a 40 giornate di prove con tutti i team.
Come successo in passato, quando Pirelli si apprestava ad affrontare la rivoluzione degli pneumatici 2017, più grandi e pesanti, così come quella delle coperture 2022, che prevedevano una misura diversa, anche in questa occasione le monoposto possono essere modificate per aiutare la casa milanese nel corso dello sviluppo. Nel 2017, ad esempio, fu permesso ai team di usare ali posteriori più grandi e creare dispositivi aerodinamici per simulare i carichi superiori delle nuove regole, mentre per il 2022 le squadre modificarono le sospensioni per adattarsi alle esigenze dei cerchi da 18”.
Per i test in ottica 2026, la FIA ha approvato l’utilizzo di monoposto modificate sfruttando i telai costruiti secondo i regolamenti tecnici di una qualsiasi delle quattro stagioni precedenti a quella attuale, ovvero dal 2020 al 2023. Ciò include anche le vetture prima dell’inizio a effetto suolo che, da certi punti di vista, dovrebbero avvicinarsi in maniera maggiore a quelle che saranno le future regole. Partendo dalla base già conosciuta, i team hanno poi potuto apportare delle modifiche in modo da adattare le monoposto a quelle che sono le esigenze di Pirelli.
La McLaren nei test Pirelli 2026 con il DRS aperto anche con gomme da bagnato
Foto di: Pirelli
Tuttavia, anche la stessa azienda italiana ha cercato di adattare il suo metodo di lavoro a quelle che dovrebbero essere alcune caratteristiche delle monoposto 2026. Ad esempio, si è scelto di utilizzare il DRS e assetti più scarichi per provare a simulare i valori di deportanza attesi in futuro: “L'argomento principale era capire l'equilibrio meccanico e l'equilibrio aerodinamico della vettura. Così, ad esempio, abbiamo deciso di correre sempre con il DRS aperto per compensare il carico anteriore e posteriore e poi abbiamo apportato alcune modifiche ovviamente all'assetto della vettura, per bilanciarla nel modo corretto”, ha spiegato Mario Isola in merito a quello che è stato il lavoro effettuato con Aston Martin nel primo test di sviluppo in pista delle gomme 2026.
“Ma la nuova misura sta funzionando bene. Non abbiamo riscontrato alcun problema di funzionamento o altri elementi che potessero influenzare il test. Siamo quindi soddisfatti di questo primo test e siamo pronti per le prossime sessioni”.
Ad esempio, nel primo test a Barcellona, Aston Martin ha utilizzato la monoposto 2022 e, in effetti, le ali sfruttate (foto sulla sinistra) sono più scariche di quelle che furono impiegate nello stesso Gran Premio dal team due anni fa, che puntò su un assetto ben più carico (foto sulla destra). Inoltre, è stato sfruttato a lungo anche il DRS, come spiegato dallo stesso Isola.
Felipe Drugovich, Aston Martin Racing, test Pirelli Barcellona
Foto di: Pirelli
Sebastian Vettel, Aston Martin AMR22
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Lo stesso approccio è stato usato anche per il secondo test in ottica 2026, quello disputato al Mugello con McLaren, che è scesa in pista parallelamente a Ferrari e Red Bull, impegnate però nella definizione delle mescole 2025. La pioggia nel primo giorno ha rallentato i lavori, ma nella seconda giornata un meteo più clemente ha permesso di girare con maggior continuità e accumulare chilometri con le nuove gomme. Si può notare che, oltre a un’ala abbastanza scarica, anche nelle foto ufficiali il DRS è stato sfruttato in diverse zone della pista, anche in tratti dove non era previsto nell’unico GP disputato al Mugello nel lontano 2020.
Lo sviluppo delle nuove coperture proseguirà il prossimo mese, con l’appuntamento fissato per il 13 e il 14 novembre a Magny-Cours, dove girerà la mule car predisposta da Alpine.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments