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F1 | Pirelli: al GP d'Australia pressioni più alte al posteriore

Il Gran Premio d'Australia 2026 di Formula 1 segnerà anche l'esordio delle nuove Pirelli, più strette e dal diametro complessivo ridotto rispetto a quelle della gamma 2025. I piloti avranno le tre mescole più morbide da asciutto, su un asfalto liscio e non così impegnativo.

Anteprima Pirelli, GP d'Australia

Anteprima Pirelli, GP d'Australia

Foto di: Pirelli

Melbourne è la prima tappa del Mondiale 2026 di Formula 1 ed è un momento importante, ossia l'esordio delle nuove monoposto, nate dal regolamento tecnico introdotto il 1 gennaio, ma anche delle gomme Pirelli.

Sì, perché anche le coperture italiane si presenteranno con novità importanti: si tratta infatti di pneumatici con un'impronta a terra e un diametro totale ridotti, sebbene mantengano il cerchione da 18 pollici.

Le mescole d'asciutto rimangono 5, dalla C1 - la più dura - alla C5, la più morbida, oltre alle due da bagnato che sono le Intermedie e le Full Wet. Per l'Albert Park, Pirelli ha scelto di portare le tre mescole più morbide, ossia C3, C4 e C5, così come già avvenuto nelle ultime due stagioni. Da notare inoltre la decisione da parte di Pirelli di alzare di 2,5 psi le pressioni delle gomme posteriori, passando dai 22 del 2025 ai 24,5 di quest'anno.

Il tracciato è un cittadino, che combina rettilinei veloci a curve tecniche a bassa e media velocità. I pneumatici non saranno sollecitati in modo eclatante. Il degrado, inoltre, sarà indotto dall'usura più che da fattori termici. L'asfalto, infatti, è molto liscio.

Già le prime libere saranno molto importanti, perché i team proveranno per la prima volta le rispettive monoposto a piena potenza, dopo non averlo fatto nel corso dello Shakedown di Barcellona e i due test pre-stagionali svolti in Bahrain nel mese di febbraio.

Sarà importante provare sia il giro secco che i long run, così da studiare come bilanciare al meglio le temperature sui due assi, anteriore e posteriore. L'energia trasmessa dalle power unit su quello posteriore accentuerà inevitabilmente un'asimmetria di temperature che dovrebbe essere corretta - soprattutto in qualifica - con una differenziazione dei gradi delle termocoperte o con un giro di preparazione prima di quello lanciato.

Anteprima Pirelli, GP d'Australia

Anteprima Pirelli, GP d'Australia

Foto di: Pirelli

Per provare a ipotizzare invece da quante soste saranno composte le strategie di gara, bisognerà ponderare almeno un paio di fattori tra le diverse variabili. Il primo riguarda i carichi sviluppati dalle singole vetture che potrebbero essere derimenti nell’utilizzo o meno della mescola morbida in stint di gara, un’opzione teoricamente sul tavolo in una pista gentile come quella di Melbourne.

Il secondo riguarda invece la facilità di sorpasso. Come sappiamo le vetture sono più piccole delle precedenti ma l’Albert Park, nonostante alcune modifiche negli anni passati, rimane un tracciato dove non è semplice trovare il giusto tratto per tentare la manovra sull’avversario. La nuova overtake mode potrebbe in questo caso facilitare le cose.

Un elemento mutevole nel weekend australiano potrebbe essere anche il meteo. La gara è all’inizio dell’autunno (una settimana prima dell’anno scorso), periodo in cui gli sbalzi di temperatura sono frequenti quanto le piogge. Le precipitazioni intermittenti hanno condizionato proprio la gara del 2025 vinta da Lando Norris su Intermedie.

Statistiche del Gran Premio d'Australia

Il Gran Premio d’Australia festeggia quarant’anni. La gara si disputerà per la ventinovesima volta a Melbourne che dal 1996 si è sostituita ad Adelaide, città che ha ospitato le prime undici edizioni. Il pilota più vincente rimane Michael Schumacher con i suoi quattro primi posti, uno in più di Jenson Button e Sebastian Vettel.

Altri ventuno piloti sono riusciti a vincere, compreso il campione in carica Lando Norris nel 2025. L’appuntamento nell’emisfero australe è una delle gare con la maggiore varietà di vincenti. Tra i costruttori, è McLaren a detenere il primato (12), separata da Ferrari da un solo successo di differenza.

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